Ancora di qualità e buone pratiche in questo aggiornamento, arricchite da esperienze e notizie che ci arrivano dai collaboratori in rete. Ho ripreso una notizia circolata in questi giorni: la nascita dei Villaggi Alzheimer. Sono al centro dell’intervista a Luisa Bartorelli, geriatra e consulente scientifico della Fondazione Roma, ente promotore di un Villaggio, ma anche dell’intervento di Rosanna Vagge sulla scia di un dibattito cresciuto sulla bacheca di PLV.
Continuo a parlare di qualità, proponendo la traccia di un mio percorso di approfondimento; per arricchire la riflessione Daniela Celin parla dell’esperienza in un hospice con un audit clinico sulle cadute e sulle loro implicazioni.
Altro tema che ricorre per la sua drammaticità: abusi e maltrattamenti sulle donne anziane, discriminate due volte, nel contributo di Teresa Bonifacio.

Dalle nostre voci in rete arrivano tanti idee e suggerimenti. Rita Rambelli parla di una buona notizia: l’attività fisica può essere prescritta in ricetta; Renata Rizzo cinefila appassionata racconta un film, Blue jay. Anche Diana Catellani racconta, con la sua riconosciuta sensibilità, uno spettacolo teatrale a cui ha assistito con l’UTE. Ida Accorsi con la sua invidiabile accuratezza ricorda la tradizione dei “folari” gli antesignani dei nonni che raccontano favole.
Abbiamo tra queste voci un nuovo ingresso. Marco Mussetta, un OSS (operatore socio sanitario) ci parla della sua esperienza. Speriamo che la sua collaborazione diventi continua.
Infine i miei libri, suggeriti dagli eventi: “Le buone pratiche per l’Alzheimer. Strategie assistenziali per operatori coraggiosi” di Luisa Bartorelli e, a latere di una maratona di lettura, cui ho partecipato nei giorni scorsi su Facebook , due storie di vecchi, un uomo Adelmo Farandola un montanaro nelle nostre Alpi e Baba Dunja una vecchia infermiera in un villaggio a pochi chilometri da Chernobyl, che ci ricorda tanti drammi. Ma il libro è allegro e brioso, fidatevi.
Buona lettura