All’inizio del settimo anno di pubblicazione Perlungavita.it riparte, per riproporlo all’attenzione di tutti, da un interrogativo iniziale di questo progetto: quale qualità di cura nei servizi per anziani ( e disabili) autosufficienti e non autosufficienti. Drammaticamente attuale, ma non è al centro del dibattito tra utenti, esperti, stakeholders, decisori politici, come sottolineo nelle “Mille parole…”
Nell’intervista al professor Luciano Orsi, entra un requisito di qualità della cura: il diritto alle cure palliative e alle anticipazioni sul proprio fine vita per gli anziani con malattie terminale come le demenze.

Sulla qualità dell’abitare in una struttura residenziale interviene Guido Bodda, della Cooperativa il Sogno di una Cosa e componente l’esecutivo de La Bottega del Possibile.
Da un’altra visuale, ma sempre strumento essenziale per offrire qualità Rosanna Vagge riprende le sue riflessioni sugli attuali strumenti di valutazione dell’autonomia o sarebbe più corretto della non autonomia. Perché solo i deficit sono rilevati e non le risorse.
Due tra i libri proposti “Essere mortale” di Atul Gawande e “Il cittadino e il direttore sanitario” di Roberto Finzi, raccontano di drammatiche realtà sulla “non assistenza” agli anziani.
I vecchi sono anche altro, vivono nella città e nella società. Rita Rambelli, ritorna sugli anziani del futuro che hanno diritto ad una città vivibile e accogliente.
I vecchi sono anche i nonni. Entra tra le voci dalla rete di PLV, Ida Accorsi, educatrice per l’infanzia, in pensione e appassionata di favole, prime fra tutte quelle di Gianni Rodari. Ci racconta del rapporto vecchi e bambini, con la sua esperienza e le sue navigazioni sul web.
A questo contributo si accompagna una bella favola letteraria: “Etta e Otto e Russel e James, un libro di Emma Hooper.
Buona lettura