Anteprima

Un aggiornamento breve completa la conoscenza de “La Bottega del Possibile” e presenta libri, favole e ricordi.
La collaborazione con Bottega è iniziata con un intervento della sua fondatrice Mariena Scassellati Galetti che ha spiegato, cosa è la “domiciliarità”, quale il suo significato e le sue finalità. Poi il Presidente attuale e altri collaboratori hanno illustrato attività e iniziative specifiche. Completiamo il ritratto di questa associazione di promozione sociale, con la storia ufficiale, il ritratto dei suoi oltre venti anni di vita, con gli illustri studiosi che ne sono stati soci onorari, i riconoscimenti ottenuti, i programmi, gli strumenti di comunicazione e gli obiettivi perseguiti.
Ce ne parla Francesco Aglì, uno dei soci fondatori.
Poi in vacanza si legge o si rileggono libri. Ho scelto di raccontarvene due, uno uscito più di un anno fa “ Via Ripetta 155” di Clara Sereni e uno nuovissimo di un’autrice al suo esordio Evita Greco.

Dove abitare da vecchi? Con quali aiuti? È il tema principale di questo aggiornamento. Nell’intervista a Lidia Ravera, autrice di un libro di successo “Il terzo tempo” si parla dell’abitare in comunità e delle opzioni pro e contro, oltre che delle stagioni rievocate. A chi piacerebbe, è la domanda che pongo nella presentazione del volume.
Dell’abitare parla Marco Mussetta, spiegando l’intervento a domicilio dell’OSS. Anche Rosanna Vagge afferma nel suo articolo “ Questa è casa mia” parlando della idea di casa dei vecchi della casa di riposo.
Parlare di vecchi e di abitazione significa anche parlare di cura. Fabrizio Giunco illustra la recente riforma, ancora in progress, della Regione Lombardia per la presa in carico dei pazienti cronici, in maggioranza vecchi, con un cambio di paradigma rispetto alle attuali procedure.

Due i fili conduttori di questo aggiornamento: l’uso e abuso della medicina e del suo prodotto “popolare”: il farmaco. Gli anziani ne sono vittime in tante circostanze, anche in situazioni contradditorie. Perché ci sono diseguaglianze nelle cure e nelle prescrizioni di farmaci. Ne parla il professor Marco Bobbio nell’intervista, soffermandosi sulla necessità che la medicina torni ad occuparsi della persona e non solo della malattia; ne parlo nelle “Mille parole” partendo dalla data del 15 giugno indicata dall’OMS come giornata contro gli abusi sugli anziani, ne parla Ferdinando Schiavo, ripercorrendo la storia della malattia dell’attore Robin Williams: la demenza a Corpi diffusi di Lewy.

Come s’invecchia, come si sceglie d’invecchiare, come si può invecchiare meglio? Questo filo conduttore corre tra l’intervista al professor Massimo Ammaniti, alcuni interrogativi che mi pongo e rigiro ai servizi di assistenza, sino alla presentazione del libro dello stesso Ammaniti e quello di Tahar Ben Jalloun.
In questo mese, dedicato ai caregiver nella regione Emilia Romagna s’inseriscono i due contributi di Laura Nave, che racconta un’esperienza dell’Associazione Demaison e di Rita Rambelli che però parla delle proteste dei caregiver dei disabili, in questo caso i genitori, che chiedono una legge che riconosca il loro ruolo, dopo anche i ritardi di attuazione della norma sul “Dopo di noi”.

Si parla di uguaglianze e diseguaglianze nell’intervista al prof. Salvatore Biasco e nel libro da lui scritto sul tema che presento a latere; di diritti civili nelle “ Mille parole” in merito al disegno di legge approvato alla Camera e ora all’attenzione del Senato sul Biotestamento e le DAT e ancora diritti di chi assiste nella presentazione a cura di Loredana Ligabue della rassegna cinematografica che accompagna il Caregiver day di maggio a Carpi.

Continuiamo l’approfondimento sulla qualità della cura, indagando nell’area per l’assistenza alle persone con demenza, con l’intervista a Silvia Faggian docente e consulente e referente per l’università di Bradford sulla Dementia Care Mapping, di cui abbiamo parlato presentando Tom Kitwood nei mesi scorsi. Sul tema presento due libri scritti dalla studiosa in collaborazione con altri, a cui affianco le mie considerazioni sul libro di un noto scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun.

Ancora di qualità e buone pratiche in questo aggiornamento, arricchite da esperienze e notizie che ci arrivano dai collaboratori in rete. Ho ripreso una notizia circolata in questi giorni: la nascita dei Villaggi Alzheimer. Sono al centro dell’intervista a Luisa Bartorelli, geriatra e consulente scientifico della Fondazione Roma, ente promotore di un Villaggio, ma anche dell’intervento di Rosanna Vagge sulla scia di un dibattito cresciuto sulla bacheca di PLV.
Continuo a parlare di qualità, proponendo la traccia di un mio percorso di approfondimento; per arricchire la riflessione Daniela Celin parla dell’esperienza in un hospice con un audit clinico sulle cadute e sulle loro implicazioni.
Altro tema che ricorre per la sua drammaticità: abusi e maltrattamenti sulle donne anziane, discriminate due volte, nel contributo di Teresa Bonifacio.

All’inizio del settimo anno di pubblicazione Perlungavita.it riparte, per riproporlo all’attenzione di tutti, da un interrogativo iniziale di questo progetto: quale qualità di cura nei servizi per anziani ( e disabili) autosufficienti e non autosufficienti. Drammaticamente attuale, ma non è al centro del dibattito tra utenti, esperti, stakeholders, decisori politici, come sottolineo nelle “Mille parole…”
Nell’intervista al professor Luciano Orsi, entra un requisito di qualità della cura: il diritto alle cure palliative e alle anticipazioni sul proprio fine vita per gli anziani con malattie terminale come le demenze.