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In questo primo numero di “Per Lunga Vita” avviamo la Guida al benessere e ai servizi, introducendo il primo e secondo capitolo,parlando della casa e di ciò che la circonda e del bisogno d’aiuto.
Al centro abbiamo messo la persona anziana e le sue scelte per poter rimanere il più a lungo possibile nella propria abitazione.
Esaminiamo l’ambiente e le sue opportunità, le infrastrutture e i servizi, l’organizzazione della città.

Abbiamo chiesto a diversi esperti di argomentare le alternative e le implicazioni. Per chi si trova nella necessità di chiedere un aiuto consigliamo alcuni percorsi.
Nello spazio “Mille parole per le pari opportunità” abbiamo voluto soffermarci sulle discriminazioni in tema di “accessibilità” per anziani e disabili. E poi presentiamo le rubriche Libri, Media e Parole e le segnalazioni dei link da noi preferiti.
Il tema che vorremmo in questo primo numero sottoporre  alla vostra attenzione è sulla possibilità di scelta nel suo intreccio con le informazioni possedute, con le parole che vengono utilizzate, con gli strumenti che sono attivati.

La vera possibilità di scelta è data da un'uguaglianza iniziale di conoscenze e di possibili alternative. Le conoscenze si costruiscono se vi è una comunicazione corretta da parte dei soggetti preposti ai servizi, se le parole sono utilizzate nel loro giusto contesto, se a tutti è dato di conoscere lo stesso numero di parole.
Diversi libri, che riprendiamo nelle recensioni parlano dell’uso distorto se non della manomissione delle parole (Carofiglio) e quanto siano intrecciati l’uso delle parole, l’esercizio della democrazia (Zagrebelsky) e la corretta informazione.

All'inizio c'è la fulminante frase di Don Milani: l'operaio conosce cento parole e il padrone mille, per questo lui è il padrone.

Tutto questo cosa c’entra con gli anziani voi direte. Noi auspichiamo ad esempio, che si parli della vecchiaia e anche della non autosufficienza, senza allarmismi e catastrofismi. Significa scegliere l’adozione di alcuni termini  e scartarne altri.

Significa accompagnare i dati statistici con riflessioni anche su possibili ipotesi di prevenzione e promozione della salute per ritardare la disabilità.

Parliamo di comunicazione tra cittadini e Amministrazioni ed Enti di gestione. Ancora emerge l'importanza delle parole, degli stili, delle modalità, dei luoghi e degli strumenti di comunicazione. Servono gli sportelli sociali? In tutto o in parte? Come sono codificate le procedure amministrative, nell'interesse dell'utente o dell'ufficio?

Aspettiamo i vostri commenti e i vostri suggerimenti

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