renata rizzoSuccede molto spesso che ad avere aspettative ci si ritrovi con un pugno di mosche in mano così come può succedere l’opposto. Ecco, Truman è questo piacevole opposto, una gradevolissima scoperta.
… e quasi che non bastasse Lui, il regista, capace, culturalmente intraprendente, un sangue caldo che scorre tra l’Argentina e la Spagna, back ground formatosi a New York, l’attenzione per il buon cinema che non disdegna di fare ‘senza perdere la tenerezza’. Sto parlando di Cesc Gay, quarantottenne pluripremiato regista per questo suo ultimo film: ”Truman. Un vero amico è per sempre”.

I pareri sono assai discordi e a discapito dei premi vinti i soliti critici intellettualoidi tacciano il film come ‘mortalmente’ noioso (?) incapace di parlare di morte in modo definito anzi equivoco per non scontentare nessuno.
Ma, in effetti, questo non è un film sulla morte ma piuttosto il testamento in vita, riconoscere la morte per quello che è ovvero un passaggio, un viaggio al quale prepararsi al meglio e dunque, con naturalezza, "organizzarsi" per chi resta.
(Questo è riuscito a fare mia mamma e questo ho imparato io: la morte arriva e spesso si annuncia e poiché non possiamo sfuggirla dobbiamo saperla accogliere senza temerla, serenamente, il più serenamente possibile.)
Uso le parale di Cesc Gay in una sua recente intervista: “Se dovessi raccontarlo in due parole direi che è un film sulla ‘desperdida’. Non si vuole affrontare la morte – di un amico, di un familiare, di una persona amata – e si accampano tutte le scuse possibili … Io credo che sia importante ‘desperdirse’ per non avere il rimorso di quello che non si è detto, di quello che non si è fatto.
Julián è un attore argentino che vive e lavora da lungo tempo a Madrid. Una vita piena e un po’ spregiudicata, vissuta all’insegna della leggerezza, e un unico, irrinunciabile, compagno di vita: l’inseparabile Truman, il fedele bullmastiff con cui condivide ogni momento della giornata.

Un giorno, a sorpresa, Tomás si presenta alla porta di Julián: ha saputo che l’amico sta attraversando un momento difficile a causa delle sue deteriorate condizioni di salute ed è venuto dal Canada per stargli vicino quattro giorni, immaginando che la sua presenza possa fargli bene e possa convincerlo a continuare a curarsi laddove la cura, questo viene confermato dal medico curante, non porterebbe che soltanto ad una lunga deprivante agonia.
Julian rifiuta con logica determinazione questa alternativa e con lucidità certosina di situazione in situazione si fa aiutare dall’amico a risolvere tutti i suoi ‘sospesi’ con il mondo ma soprattutto cerca e valuta direttamente i possibili nuovi padroni cui affidare il vecchio Truman…
Un film che alterna momenti di humor (un po’ nero) a lunghi silenzi dove la commozione si taglia col coltello e viene sottolineata ora dallo sguardo attento e lacrimoso del vecchio cane ora dalla sua andatura incerta mentre segue i due amici per le strade di Madrid.
Chiudo affermando che questo film è una operazione riuscita perché anche se racconta una vicenda tragica (la morte è sempre vissuta come tragico evento difficile da affrontare o meglio da non affrontare) riesce comunque a offrire momenti di pura commedia e col suo tono scherzoso malgré nous strappa qualche sorriso divertito, liberatorio.
Contribuiscono all’ottimo risultato i due interpreti, due attori non molto conosciuti in Italia (ma si sa…) Javier Camara e Ricardo Darìn assolutamente perfetti.
E poi c’è anche Truman e qui il mio cuore si scioglie.

Trailer italiano

https://www.youtube.com/watch?v=-J_2g4jCRCQ

° Cesc Gay regista di ‘Una pistola en cada mano’, Kràmpack etc
Ricàrdo Darìn, interprete anche di “Cosa piove dal cielo” e “ Il segreto dei suoi occhi”

° Javier Càmara Rodriguez interprete tra l’altro di La vita è facile ad occhi chiusi’ e ‘Parla con lei’