renata rizzoIl cinema negli ultimi anni ha sdoganato con altalenanti risultati gli anziani forse perché con l'allungarsi delle aspettative di vita essi restano a tutti gli effetti dei consumatori attivi da attrarre.
Ritornano protagoniste grandi attrici (gli attori restano degli evergreen) come Charlotte Rampling in questo film della fine del 2015, ancora sugli schermi, " 45".

 “45” (anni) fa fare i conti con i fantasmi del passato sfiorando paure, domande mai espresse, inconsciamente o volutamente, sepolte da una lunga e ‘serena’ quotidianità di coppia.

Improvvisamente, l’ultima settimana che precede la festa di anniversario mette in discussione quel ‘per sempre’ che Kate, la protagonista (Charlotte Rampling) ha coltivato in tutti quei 45 anni, giorno dopo giorno, e che rischia di andare in frantumi per il ricordo del primo amore di Geoff, suo marito (l’attoreTom Courtenay), segreto apparentemente sepolto nella soffitta polverosa ma pronto a riemergere dai ghiacciai svizzeri dove la giovanissima Katya aveva perso la vita.
Belle le due metafore Kate-Katya e soffitta-ghiacciaio!

Brevemente la trama.
Kate e Geoff sono sposati da quarantacinque anni. Per il quarantesimo anniversario lui era stato gravemente malato e dunque i festeggiamenti rimandati.
Adesso Kate ci si sta dedicando con grande cura scegliendo anche la colonna sonora senza dimenticare ‘Smoke gets in your eyes’ dei Platters per il ballo di apertura. Una lettera, scritta in tedesco, comunica, però, a suo marito il ritrovamento del corpo del suo primo amore sulle Alpi Svizzere chiedendogli se desidera andare per la sepoltura.
Geoff resta visibilmente scosso e racconta con ritrosia alla moglie qualcosa di questo suo passato. Siamo a martedì e da qui inizia questo percorso di avvicinamento alla festa di anniversario segnato da momenti di parziali tregue e da altri in cui Kate sbotta in preda a gelosia e smarrimento “… e se lei?” in una sorta di Sliding doors ed emerge inquietante il dettaglio che di loro due, della loro lunga vita passata insieme, Kate e Geoff non hanno conservato nemmeno una fotografia. Saranno gli amici a ricostruirne il passato regalando un grande collage di loro momenti.

Charlotte Rampling e Tom Courtenay sono perfetti e la regia di Andrew Haigh ricca di spunti e anche se alcuni purtroppo un po’ confusi il risultato offre un buon film, inglese fino al midollo, pacato che a seconda dell’umore con cui lo si guarda può essere tutto sommato rassicurante oppure mettere una punta di veleno su quella che è una convivenza tutto sommato ben riuscita lunga 45 anni con una persona di cui si crede di conoscere ogni meandro.
L’ultimo fotogramma, quello su cui si chiude la pellicola, il viso di Kate (Charlotte Rampling) tra lo stupefatto e l’affranto, è quello di una moglie che non sa se ha vissuto “la sua vita o quella di un'altra o con un'altra ed il marito, in un inconsapevole ménage a trois, il fantasma di una morta, certo, impossibile da sfidare, ma più forte della vita stessa.”

-Se non fosse scomparsa, tu l’avresti sposata?
-Sì. “ - Kate a Geoff’

-E’ come se fosse stata sempre tra noi due, ha condizionato tutta la nostra vita. - Kate

-Vorrei poterti dire tutto quello che penso, ma non ci riesco. Domani ci alzeremo e proveremo a ricominciare. - Kate

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