Libri

Le case della saluteSi iniziò a parlare di Case della Salute nella legge finanziaria 2007 (L.296/2016) ministra alla sanità Livia Turco, Presidente del Consiglio Romano Prodi. A dieci anni da quel primo atto esce un libro “ Le case della salute- Innovazione e buone pratiche” autori Gavino Maciocco e Antonio Brambilla (Edizione Carocci Faber). Gavino Maciocco, toscano, è conosciuto su PLV e una sua intervista è apparsa nel numero di luglio. Antonio Brambilla, medico è responsabile del Servizio regionale dell’Emilia Romagna per la programmazione e l’organizzazione dell’assistenza distrettuale.
Toscana ed Emilia Romagna sono le due regioni che con le loro esperienze presentano le buone prassi realizzate del tema. Perché l’idea della “casa della salute”, anche nel titolo è nata in Toscana, nelle parole e nell’elaborazione di Bruno Benigni, aretino, figura storica tra gli amministratori pubblici di questa Regione, ma anche per tutti i soggetti che si sono occupati di politiche sociale: Centri di volontariato, sindacati, associazioni di promozione sociale e formazione.

rita rambelli“ Ma lei è riuscito a capire se era almeno felice? “ “Felice? Non saprei, forse non è la parola giusta. Era….in armonia, ecco. In armonia con sè stessa. E col mondo.”
Da "Noli me tangere" di Andrea Camilleri

Ho appena terminato di leggere, all’ombra dell’ombrellone, il nuovo libro di Andrea Camilleri “ Noli Me tangere”, dove sicuramente c’è un ritratto di donna molto particolare. Io sono una fans di Montalbano e quindi non posso attribuire a questo romanzo un voto altissimo per la trama ma la qualità della scrittura di Camilleri è alta e nello stesso tempo scorrevole e facile ed è pur sempre una valida lettura per un pomeriggio d’estate.

lidia menapace“Posso dire che sia stata la mia prima increspatura di coscienza politica” dice Lidia Menapace nel suo libro “Io, partigiana”, la mia resistenza”. Il motivo era molto banale. Aveva scoperto, alle elementari, in pieno regime fascista, che oltre ai giornali francesi, lettura abituale in molte famiglie piemontesi, erano vietati anche i libri “gialli” stranieri perché non rispondenti alle norme del Minculpop.
Lidia Menapace ha scritto diversi libri, testimonianza del suo impegno politico e sociale e della sua militanza di pacifista e sostenitrice della non violenza nelle lotte.

img15218 Annie ErnauxSfogliare con “un’amica” gli ultimi cinquanta anni di vita, di scelte e di storia, vissuti dalla stessa parte. Questa la sensazione che mi ha lasciato la lettura di “ Gli anni” di Annie Ernaux, vincitrice del premio Strega Europa 2016.
Ho voluto leggere questo libro, senza informarmi prima delle numerose recensioni pubblicate, perché, conoscendo già l’autrice e non volendo cimentarmi in critica letteraria, temevo di lasciarmi coinvolgere da interpretazioni diverse.
Perché si entri in sintonia e si sia catturati dalla lettura di un libro serve che si verifichino una di queste coincidenze: si vuol sapere come va a finire, oppure si vuol sognare immedesimandosi nel protagonista oppure- e questo è il caso in questione- ci si riconosce nella voce narrante.

cutruDieci maestre delle scuole elementari, una giovane insegnante alle prime armi, una ragazzina molto sfortunata. Poi un giudice e un apprendista giornalista. Sono i protagonisti dell’ultimo romanzo di Maria Rosa Cutrufelli, che prende lo spunto da un fatto di cronaca, dimenticato o ignorato, che vide un gruppo di donne- le maestre- sfidare la legge italiana chiedendo l’iscrizione alle liste elettorali, allora non prevista per introdurre quel suffragio universale per cui si stavano battendo gruppi di donne pioniere in tutto il mondo. Contro ogni più ottimistica previsione sarà proprio un giudice, Lodovico Mortara il loro alleato.

Christine de Pizan e “La città delle dame” ovvero l’informazione alternativa: contro la misoginia, il sessismo, la storia scritta dagli uomini.
Sembra un libro odierno, ma fu scritto oltre 600 anni fa, in pochissimo tempo, nell’inverno tra il 1404 e il 1405. L’autrice di origine veneziana, (1365ca-1430ca) è vissuta in Francia alla corte di Carlo V al seguito del padre Thomas de Pizan, laureato all’Università di Bologna, per un periodo consulente della repubblica lagunare e chiamato a corte in Francia, per essere medico e astrologo di corte.
Libro La citta delle dameChristine, che il padre sostenne nel suo amore per i libri e la cultura, non si sottrasse agli usi dell’epoca e a 15 anni andò sposa a Etienne, notaio e segretario del re. Fu un matrimonio felice, nacquero tre figli, ma la fortuna voltò le spalle a Christine. Morì il padre, avendo perso tutte le sue rendite, morì il marito per un’epidemia. A 25 anni, nel 1930, Christine si trovò vedova, senza soldi con tre figli e la madre cui badare, alla guida di una nave senza capitano, a doversi occupare di affari e attività di cui niente sapeva.

Copertina Salute Bene Comune WEBGiunta alla fine della lettura di “Salute bene comune- Domande e risposte” di Fulvia Signani (edizioni @Volta la carta) ho avuto un attimo di smarrimento.
Il libro è un condensato di riflessioni, informazioni, dati e riferimenti bibliografici, di etica, filosofia, organizzazione, demografia e statistica. Non è possibile sintetizzarlo in un articolo se non lungo come lo stesso libro, per non perdere uno dei suoi pregi: l’illustrazione, quasi didattica dell’evoluzione del concetto di salute, prima inteso come assenza di malattia dell’individuo e oggi come un bene comune della popolazione globale. Grafici, immagini, citazioni corrono lungo un intero secolo ed anche oltre, se s’includono le prime teorie di Aristotele.

renata rizzoLidia, la nostra infaticabile ospite sottolineando che ‘Uno dei fili conduttori che ho scelto per questa panoramica è il libro uscito e presentato nei mesi scorsi, dal titolo La salute, tra scienza e politica di Giovanni Berlinguer, mi ha fornito un assist formidabile ed io cercherò di fare goal (del resto siamo in tema di Europei di calcio, appena conclusi) mettendo in rete un ‘libretto’ sempre di Giovanni Berlinguer ‘Le mie pulci’ che vale la pena leggere con la leggerezza che si addice all’estate.
Perché Le mie pulci? Ce lo racconta Giovanni Berlinguer nell’incipit del libro “All’inizio degli anni Sessanta mi prese un intenso prurito (intellettuale) per le pulci, e decisi di studiarle a fondo limitando però il mio campo di ricerca (l’oggetto sarebbe stato, altrimenti, troppo vasto) alle pulci italiane.”