Libri

cutruDieci maestre delle scuole elementari, una giovane insegnante alle prime armi, una ragazzina molto sfortunata. Poi un giudice e un apprendista giornalista. Sono i protagonisti dell’ultimo romanzo di Maria Rosa Cutrufelli, che prende lo spunto da un fatto di cronaca, dimenticato o ignorato, che vide un gruppo di donne- le maestre- sfidare la legge italiana chiedendo l’iscrizione alle liste elettorali, allora non prevista per introdurre quel suffragio universale per cui si stavano battendo gruppi di donne pioniere in tutto il mondo. Contro ogni più ottimistica previsione sarà proprio un giudice, Lodovico Mortara il loro alleato.

Christine de Pizan e “La città delle dame” ovvero l’informazione alternativa: contro la misoginia, il sessismo, la storia scritta dagli uomini.
Sembra un libro odierno, ma fu scritto oltre 600 anni fa, in pochissimo tempo, nell’inverno tra il 1404 e il 1405. L’autrice di origine veneziana, (1365ca-1430ca) è vissuta in Francia alla corte di Carlo V al seguito del padre Thomas de Pizan, laureato all’Università di Bologna, per un periodo consulente della repubblica lagunare e chiamato a corte in Francia, per essere medico e astrologo di corte.
Libro La citta delle dameChristine, che il padre sostenne nel suo amore per i libri e la cultura, non si sottrasse agli usi dell’epoca e a 15 anni andò sposa a Etienne, notaio e segretario del re. Fu un matrimonio felice, nacquero tre figli, ma la fortuna voltò le spalle a Christine. Morì il padre, avendo perso tutte le sue rendite, morì il marito per un’epidemia. A 25 anni, nel 1930, Christine si trovò vedova, senza soldi con tre figli e la madre cui badare, alla guida di una nave senza capitano, a doversi occupare di affari e attività di cui niente sapeva.

Copertina Salute Bene Comune WEBGiunta alla fine della lettura di “Salute bene comune- Domande e risposte” di Fulvia Signani (edizioni @Volta la carta) ho avuto un attimo di smarrimento.
Il libro è un condensato di riflessioni, informazioni, dati e riferimenti bibliografici, di etica, filosofia, organizzazione, demografia e statistica. Non è possibile sintetizzarlo in un articolo se non lungo come lo stesso libro, per non perdere uno dei suoi pregi: l’illustrazione, quasi didattica dell’evoluzione del concetto di salute, prima inteso come assenza di malattia dell’individuo e oggi come un bene comune della popolazione globale. Grafici, immagini, citazioni corrono lungo un intero secolo ed anche oltre, se s’includono le prime teorie di Aristotele.

renata rizzoLidia, la nostra infaticabile ospite sottolineando che ‘Uno dei fili conduttori che ho scelto per questa panoramica è il libro uscito e presentato nei mesi scorsi, dal titolo La salute, tra scienza e politica di Giovanni Berlinguer, mi ha fornito un assist formidabile ed io cercherò di fare goal (del resto siamo in tema di Europei di calcio, appena conclusi) mettendo in rete un ‘libretto’ sempre di Giovanni Berlinguer ‘Le mie pulci’ che vale la pena leggere con la leggerezza che si addice all’estate.
Perché Le mie pulci? Ce lo racconta Giovanni Berlinguer nell’incipit del libro “All’inizio degli anni Sessanta mi prese un intenso prurito (intellettuale) per le pulci, e decisi di studiarle a fondo limitando però il mio campo di ricerca (l’oggetto sarebbe stato, altrimenti, troppo vasto) alle pulci italiane.”

renata rizzo“Per la lunga strada bianca camminavamo Insieme
Tra le grigie colline e l’erica sembravi
Così docile e Vitale
Come un usignolo i Tuoi capelli erranti nascondevano
Raggi di Sole
Aprile risplendeva maestoso Nei Tuoi occhi”

Ronald Leighto, l’autore, era il giovanissimo fidanzato di Vera Brittain, amico del fratello Edward, entrambi uccisi al fronte appena ventenni.

Se dovessi riassumere in un commento onnicomprensivo lo spirito di questo libro direi: la sensibilità di un immigrato orientale indirizzata dalla cultura pragmatica americana.
Non a caso l’autore premette che il libro è sulle prestazioni in medicina. Ma il suo concetto di prestazione si dilata. Non è una semplice azione, ma l’atto finale di un percorso in cui la competenza, unitamente all’attenzione alla persona, decidono qual è l’attività specifica da compiere.

LicalziCHECOSA Questo è un romanzo. L’io narrante è un vecchio di 82 anni, Tommaso, ricoverato in una casa di riposo da quattro anni, dopo essere stato colpito da un ictus.
In “Cosa ti aspetti da me?- Non è mai troppo tardi per lasciarsi stupire” ( best BUR) l’autore Lorenzo Licalzi racconta con estrema puntualità la vita all’interno di una Casa di riposo, con continui flash back sul mondo esterno. Il suo protagonista, Tommaso, è uno di quei tanti vecchi all’improvviso vedono la propria vita sfracellarsi a terra, non metaforicamente, per un improvviso malore.
Licalzi ha studiato bene quel microcosmo, purtroppo quasi generalizzato, che si sviluppa all’interno di una residenza per anziani non autosufficienti. Ha fondato e diretto una Casa di Riposo in Liguria.

MacchiavelliÈ con la recensione di un romanzo con i tratti del thriller, che voglio commemorare, non come memoria, ma come atroce attualità, quella strage, la prima strage di Stato si è detto.E’ un romanzo, una storia di fantasia, dice l’autore. Ma la fantasia è spesso superata dalla realtà.
Noi che gridammo al vento” l’ultimo libro di Loriano Macchiavelli trasferisce nella finzione- ma quanta finzione?- la strage del Primo maggio 1947 di Portella della Ginestra, portata a termine da Salvatore Giuliano e dalla sua banda, ma per conto di chi? Morirono in quell’eccidio quattordici persone (undici nel pianoro e tre in seguito) e decine furono i feriti. Altri morti seguirono tra gli esecutori da Salvatore Giuliano a Gaspare Pisciotta, quelli di cui si sa.
Loriano Macchiavelli, bolognese, uno dei maestri del “noir italiano” il “padre” letterario del commissario Sarti ha una grande abilità a ricostruire luoghi e atmosfere. L’ha fatto con il commissario Sarti- memorabile una purtroppo troppo ridotta serie di telefilm (13 puntate e poi altre sei)- ambientata a Bologna, negli anni 70/80, in uno dei periodi tragici della nostra storia.