Libri

Il cittadinoUn dolore immenso è incanalato in una disamina di documenti burocratici, per riuscire a capire cosa è successo in quei quaranta giorni che Mirella Bortolotti, 83 anni, è stata ricoverata in ospedale. Questo si percepisce nel libro di Roberto Finzi “Il cittadino e il Direttore generale- Una storia di sanità” edito da Odoya, con introduzione di Claudio Magris.
Il cittadino è lo stesso autore, marito di Mirella, il luogo è l’Ospedale Sant’Orsola- Malpighi di Bologna, ospedale universitario e il Direttore generale è il dirigente all’epoca di questo grande complesso. Prima di lui era stato direttore generale l'attuale assessore alla sanità, che pure non rispose, in tale veste alle lettere inviate da Finzi, dopo la morte della moglie.
Da una parte un dolore contenuto, dall’altro emergono la sciatteria, l’incompetenza, l’approssimazione sino alla disumanità vera e propria dimostrate da tutta un’equipe di operatori sanitari di diverse qualifiche e di diversi reparti che hanno avuto in carico (non riesco a parlare di cura) questa anziana donna.


Etta e ottoUna favola e come tutte le favole non sopporta e non risponde alle domande razionali. Come una favola va letta e apprezzata.
E’ un libro “Etta e Otto e Russell e James” editore Bompiani, uscito nel 2015. Nel catalogo della biblioteca è nella categoria narrativa, nella sezione “sentimenti”, ma poteva stare anche in “ natura” oppure in “storia”, ma anche in “salute”.
L’ho scelto perché in quarta di copertina c’è scritto: “ Otto, io parto. Non ho mai visto l’acqua, e ci vado. Ma tu non ti preoccupare. Ti ho lasciato il furgone. Vado a piedi. Cercherò di ricordarmi di tornare. Tua (sempre) Etta.”
Etta ha ottantatre anni e tende a dimenticare le cose, ma non sempre, però lo sa e si attrezza per rimediare. Otto suo marito ricorda tutto, ama ancora Etta come cinquanta anni prima e sceglie di non seguirla, perché sa quanto lei volesse vedere il mare.
Russell è il vicino coetaneo e amico sin dall’infanzia. Pure lui ama Etta da sempre e non accetta che sia in giro da sola, con i suoi vuoti di memoria.
Poi c’è James un coyote, l’animale delle praterie, che accompagna Etta. Si sostengono a vicenda.

essere mortaleOgnuno ha diritto di vivere come vuole la propria vita sino alla fine. Perché sono racchiusi qui i cardini dell’identità e dignità di una persona: il riconoscimento di un diritto, quindi di un’istanza che gli altri devono rispettare, la valorizzazione di tutti i momenti e circostanze che riempiono e danno senso alla vita di ciascuno, il loro perdurare sino all’estremo, quando la scelta di vita confina con la morte.
“Essere mortale- come scegliere la propria vita sino in fondo” il libro di Atul Gawande, il medico statunitense di origine indiana, già noto anche in Italia per altri scritti in cui il medico, professionista e persona, si confronta con il paziente, non indica quali sono le scelte da fare o cui attenersi, ma solo quali sono le opportunità da conoscere per poter discernere tra quelle che più rispondono alle proprie aspirazioni.

“Anche da vecchie- le donne nella terza e quarta età” di Teresa Bonifacio (FrancoAngeli editore)l’ho trovato in rete dopo una lunga ricerca.
E’ stato stampato nel 2010, come l’altro libro assunto, per ovvie ragioni, a maggiore visibilità, di Loredana Lipparini, “ L’Italia non è un paese per vecchie” ( Feltrinelli editore, 2010) di cui mi occupai nei primi numeri di Perlungavita.it
Cercavo un testo descrittivo che restituisse un quadro a 360 gradi della realtà del paese su questo tema, da cui partire per costruire una prima rete di approfondimenti sulle condizioni di vita e sulla collocazione sociale delle donne vecchie.

Ernaux Alzheimerimage bookTitolo un po’ generico e misterioso “Non sono più uscita dalla mia notte”, ma il sottotitolo chiarisce: Una madre, la figlia e l’Alzheimer.
L’autrice Annie Ernaux, è scoperta recente per l’Italia, anche se tradotta da oltre venti anni, prima da Guanda (Una vita di donna) poi da Rizzoli. Il successo di pubblico e di critica, come si suol dire, arriva negli ultimi due anni con due libri “Il posto” e “Gli anni” entrambi per i tipi di L’orma editore.
Non si possono disgiungere il libro, il titolo, i contenuti dalla personalità dell’autrice.


Le stregheUn inno all’amore, nonostante o proprio per il titolo. “Le streghe di Lenzavacche” (edizion e/o ), di Simona Lo Iacono- tra i dodici finalisti del Premio Strega 2016- prende in prestito il nome di una contrada del Comune di Noto, perla del Barocco siciliano, regione da cui l’autrice proviene. E’ magistrato presso il Tribunale di Catania, vincitrice di numerosi premi letterari. Oltre all’amministrazione della Giustizia, è impegnata in opere di volontariato ma soprattutto in uno spettro molto ampio di attività e luoghi imperniati sulla letteratura, i libri, la scrittura.

Non è dato sapere se questa leggenda delle streghe di Lenzavacche, che si fa risalire al 1600, sia un’invenzione letteraria o una tradizione orale. L’unica cosa che è rintracciabile è la presenza di una contrada con questo nome nel Comune di Noto.

A capo copertoParto dalla fine. “Il fatto è che la storia della copertura del capo in Occidente come praticata fino a pochi decenni fa è ignota a molti, soprattutto ai giovani. È anche da questa mancanza di conoscenza che derivano le reazioni miste di sorpresa e ostilità di cui sono oggetto le mussulmane velate che vivono in Occidente”.
Sono parole che compaiono quasi alla fine del libro di Maria Giuseppina Muzzarelli, “ A capo coperto” Storie di donne e di veli" (Il Mulino editore, Bologna 2016).
Queste frasi finali si riferiscono a quelle fiammate che ogni tanto si accendono in Occidente, in Francia come in Italia o in Canada, sulle donne mussulmane.
Il libro testimonia come la storia del velo, come copertura del capo delle donne, ha un’origine antica.

vivere con lalzheimer consigli semplici per la vita quotidiana 9788859011798 cameron j camp libroConsigli semplici per la vita quotidiana. E’ nel sottotitolo del libro “Vivere con l’Alzheimer” la sintesi di questo volume, da poco uscito per i tipi della casa editrice Erickson, scritto da Cameron J. Camp, tradotto e presentato nell’edizione italiana da Elisabetta Farina, neurologa da anni conoscitrice degli studi di questo psicologo.
Ho già presentato diversi libri di questo editore, usciti nella collana “ Assistere gli anziani”, curata da Maria Luisa Raineri, in cui le diverse manifestazioni invalidanti del morbo d’Alzheimer- la perdita di memoria, il momento del pasto e dell’assunzione del cibo, il ritiro dal lavoro, la ricostruzione di nuovi spazi di vita- erano affrontati con l’obiettivo specifico di valorizzare tutte le risorse residue della persona con demenza, rispettare la sua dignità e cercare di garantirle una condizione di vita serena, qualitativamente accettabile.