Libri

Abbiamo racchiuso in un unico cerchio libri in cui si menzionano con scopi diversi le parole, che assumono un loro valore oltre a quanto espresso.

Dalla frase di Don Milani “L’operaio conosce cento parole e il padrone mille, per questo lui è il padrone” sino a due recenti agili saggi o commentari in cui il significato delle parole e il loro utilizzo diventano oggetto di una riflessione sul tempo presente. Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista, in “Sulla lingua del tempo presente” (ed. Einaudi, 2010) seleziona le frasi fatte e banali, ripetute all’infinito, come un segnale preoccupante del decadimento della vita pubblica e della democrazia. Sono le parole che pensano per noi, dice l’autore, e soprattutto nella loro ripetitività, facilmente assimilabili come verità dalle persone meno accorte.

Abbiamo scelto tra le frasi analizzate “ le tasche degli italiani” perché quel concetto d’individualismo, di rifiuto di uno Stato solidale, di legittimazione dell’evasione è una, tra tante, delle mannaie che sono calate sul Welfare italiano e sui suoi destinatari più deboli, gli anziani.

Gianrico Carofiglio, magistrato, autore di romanzi e noto “giallista” arriva a richiamare “La manomissione delle Parole” (ed. Rizzoli, 2010). Parte da una citazione di Zagrebelsky per terminare con le strofe della canzone di Bob Dylan, Blowin’ in the Wind. Dar senso alle parole, dice l’autore “per cercare di dare senso alle cose, al rapporto fra le persone, alla politica intesa come categoria nobile dell’agire collettivo”.

E’ un libro dotto per la ricchezza di citazioni, con un profondo senso etico, ma scritto con il ritmo e lo stile del “giallista”. Abbiamo, tra le cinque parole del lessico civile presentate, colto una particolare assonanza con la riflessione su “scelta”.

E’ un termine che usiamo spesso parlando degli anziani. Fu oggetto di una “promozione” di uno “spot politico” quando furono introdotti i “buoni sociali o voucher”, che divennero l’emblema, assolutamente illusorio, della possibilità di “libera scelta” dell’anziano.

Nei fatti, il voucher stava alla libera scelta proporzionalmente al numero di parole possedute di chi lo usava. Più eri (sei) acculturato e informato, più puoi esprimere una scelta nel suo utilizzo. Altrimenti prendi quello che ti danno o ti suggeriscono, perché non sai le alternative.

Perché la facoltà di scelta, dice Carofiglio, si nutre delle libertà: dal bisogno, dalla malattia, dal sopruso e dalla sopraffazione, dall’ignoranza. Perché, per dirla con Sen, se non hai uguali opportunità, non può esserci scelta, uguaglianza e libertà.

Abbiamo sempre un libro che ci ha aperto la mente e che vorremmo condividere con altri. Per me è stato “ Il diario di Jane Somers” di Doris Lessing (edizione Feltrinelli, Milano 1986).

L'ho scelto nella formazione degli operatori di base, l'ho consigliato a chiunque si avvicinasse al mondo degli anziani per la prima volta, perchè ne facessero la propria linea guida, l'ho regalato ad amici e colleghi.

La storia è semplice: Janna, una professionista affermata, controllata ed efficiente incontra per caso in farmacia una vecchia un po' stramba, che vive degli aiuti assistenziali pubblici, conservando comunque e sempre la propria contrattualità, identità e dignità anche in una casa povera e maleodorante.

A poco a poco Janna si fa coinvolgere, allentando le sue resistenze intellettuali ed emozionali, nel mondo di Maudie e degli altri vecchi come lei, del personale dei servizi , fino ai suoi ultimi giorni.

Maudie contro la sua volontà viene traferita nell'ospedale per i cronici e muore dopo aver lottato,oltre che contro il dolore, contro tutte le disumanità, le arroganze e le umiliazione di un certo sistema assistenziale, in particolare dei cronicari.

L'autrice Doris Lessing, recente premio Nobel, attraverso le due protagoniste rilegge quell'insieme di ipocrisie, ignoranze e sottovalutazioni che circondano i vecchi. Ma Maudie, dicevo alle ragazze in formazione, ha sino all'ultimo coltivato la sua rabbia e la sua autodeterminazione.

Ricordatevi che troppo spesso nei servizi si dice che “sono vecchi viziati, che fanno i capricci”. Difendono solo la loro dignità con i mezzi a disposizione.

Alcuni episodi prima nella casa di Maudie poi nell'ospedale sono stati descritti vent'anni fa, ma non hanno perso di attualità.

Quante sono ancora le Maudie che devono dire parlando del personale di cura: “ Non mi ha guardata nemmeno una volta ( in corsivo, nel testo, NdR). Avrei potuto essere un pezzo di legno o un sasso...”.

Se ti interessa acquista il libro su

alt