Libri

Potrei dire che questo libretto di Federico Rampini è inizialmente un po' una delusione, poi recupera nel lungo periodo, ma su un'altra  sponda. L'interrogativo, anche come formulazione di copertina è accattivante, ma i capitoli dedicati sono  una piccola parte  del libro e, più che portare argomentazioni sulla necessità di Stato sociale, anche per favorire lo sviluppo, porta esempi.

A volte è difficile decidere di prendere in mano un libro che parla dell’Alzheimer, raccontato da un familiare, 

altPer una felice coincidenza sono usciti in Italia due  libri  altin questi ultime settimaneIl sale della vita di Francoise Heritier (edizione Rizzoli) (a sinistra) e La città delle illusioni di Ursula Le Guin ( a destra), ristampa dell’editore Gargoyle di un libro uscito in USA nel 1967.

 

La banda degli invisibili è un libro che parla della quarta età, di anziani che si ribellano a un sistema che è fondato sul principio dell’esclusione e che premia solo i più forti e i più ricchi.

I quattro anziani protagonisti del romanzo vivono con la pensione minima,

altSono trecento chilometri di gallerie, raccontano oltre mille anni di storia della Francia e di Parigi, sono di pietra calcare, di gesso. Il nome romano di Parigi Lutetia deriverebbe da Lucotecian (greco leucotes) biancore perché le sue case erano costruite di gesso.

Dopo anni di riunioni ed assemblee, relazioni e dispense per corsi di formazione, interlocuzioni più o meno polemiche con le Pubbliche Amministrazioni ed all'interno del mondo cooperativo, era giusto metterci un punto, allineando riflessioni e strumenti di lavoro in una pubblicazione con l'ambizione d’essere organica. 

Emozioni, dolore, morte, operatori sociosanitari, amica, collega, crescere, interpretazione, linfa vitale

E' difficile commentare un proprio libro. Esso racchiude le tue idee, le emozioni e questo libro anche tante lacrime e dolore...Se mi avessero detto un po' di anni fa che io avrei scritto qualcosa sul dolore non ci avrei creduto. Mi sono sempre occupata di accompagnamento alla morte, di lutto perché dannatamente intrinsechi al mio lavoro in casa per anziani.

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Sofferenza, timidezza, pudore, vergogna non più, ma riaffiora dal passato la pulsione a tenere segreto.

Un testo, a cura di Clara Sereni, “AMORE CARO. A filo doppio con persone fragili” pubblicato da Cairo editore nel 2009, i cui proventi vanno alla Fondazione “La città del sole” di cui Clara è stata fondatrice e a lungo presidente.

Amore caro, è l’incipit di ( molte, non tutte e si capirà perché) lettere che attori e musicisti, scrittori e  persone dello spettacolo, della cultura, del giornalismo scrivono ad un loro familiare, colpito in occasioni e per ragioni diverse da una forma di disabilità o diversità.

L’invito di Clara Sereni è di rivolgersi, con  la forma della lettera, più intima e colloquiale al proprio congiunto. Le situazioni sono  anche pesanti e si coglie tutta la sofferenza che hanno provocato. Poi ci sono dei lampi quasi comici o come tali descritti che lasciano tirare il fiato.

Si inizia scorrendo quasi con curiosità pruriginosa i nomi  noti e pensando: “ Anche lui; non lo sapevo” come se fosse imperdonabile la nostra ignoranza. Poi si leggono le lettere e le storie che raccontano e alla fine si pensa: “Quanto il narrarsi costa fatica, ma forse è anche terapeutico. Senz’altro aiuterebbe chi nelle stesse condizioni vive quasi con vergogna  la propria situazione ed anche con un senso di frustrazione, per avere accanto qualcosa “d’imperfetto” di cui sente anche la colpa.

Vale la penna di leggerlo, anche per un contributo alla Fondazione, ma anche per imparare a raccontarsi senza pudori e vergogne.