In viaggio contromano copSi viaggia comodi leggendo “In viaggio contro mano. The Leisure Seeker” di Michael Zadoorian
E, se non si conosce la mappa degli USA, è bene avere una cartina da consultare. È la Route 66 il tracciato da Detroit nel nord est del paese (Michigan) nella zona dei grandi laghi sino a Disneyland nel Sud Ovest in California, luogo della luna di miele di sessanta anni prima, fatta a bordo di un Greyhound.
Una coppia di ottantenni, Ella e John, “ due vecchiardi strapenati, una con più problemi sanitari di una nazione del Terzo mondo, l’altro cosi demente da non sapere che giorno è”. Il mezzo di trasporto è un vecchio camper, il Leisure Seeker, (cercatore di piacere), compagno di tante vacanze.
Contro il parere di tutti i medici e dei figli sono fuggiti ed Ella è l’organizzatrice di questo viaggio turistico, perché loro sono due turisti.

Ella è la voce narrante e le pagine scorrono come le immagini di un film, perché questo racconto on the road chiedeva di diventare un film e il richiamo l’ha raccolto il regista italiano Paolo Virzì, che ha presentato con grande successo alla mostra di Venezia a settembre il suo film “The Leisure Seeker” .
Ci sono tante evocazioni in questo libro della vita negli USA: le grandi strade che attraversano gli Stati Uniti, protagoniste da sempre di pellicole cinematografiche, c’è il sogno americano, c’è l’ossessione per l’autodifesa e il possesso di una pistola, appaiono tutti gli eccessi di una vita improntata al consumo di beni e alla forza dei grandi marchi di cibo e prodotti.
C’è la loro storia raccolta nelle centinaia di diapositive che si sono portate appresso anche in questo viaggio attraverso il paese e che alla sera, parcheggiato il camper, scorrono prima di andare a dormire.
Sono partiti senza avvisare e sono continuamente rincorsi dalle minacce dei figli di bloccarli con la polizia.
Diversamente da molto altri libri, presentati anche su PLV, che raccontano di una convivenza con un paziente con Alzheimer, in questo ci sono due diversità che segnano il racconto. È la moglie la voce narrante che rivive, quando c’è l’occasione, con tanta dolcezza, tanti frammenti della loro storia familiare, sentimentale e sessuale. La demenza del marito non è diversa dal tumore e tutte le altre disgrazie che Ella si porta appresso.
Poi c’è una seconda differenza stilistica. L’autore, che dice di richiamarsi all’esperienza vissuta con i propri genitori, di cui uno colpito dalla demenza, sceglie un taglio leggero, quasi comico nel tratteggiare gli avvenimenti e farli raccontare da Ella.
Nei molti libri che sono stati pubblicati sulla vita con persone colpite da questa malattia, l’angoscia è il tratto dominante, il confronto continuo con la persona di prima e la protagonista del libro, lo smarrimento ma anche la non accettazione di una invasione della mente e del corpo che cancella e annulla pure il riconoscimento dei familiari più stretti.
Questa è forse la riflessione più importante che il libro suggerisce: occorre imparare a vivere con queste malattie dementigene e trovare tutti i cuscinetti e gli stratagemmi che contengono i sintomi di una patologia, senza doversene vergognare.
Gli inciampi, le paure e le ansie vissute da Ella quando, per un qualsiasi motivo, la loro condizione di salute, in particolare quella di John, può essere svelata dai poliziotti o dagli albergatori o da altri turisti, sono sempre mascherate da invenzioni, parole, bugie raccontate quasi con divertimento.
Alcuni episodi sono proprio da tragicommedia sotto la lente che la donna ci mette a disposizione, anche quando potrebbero avere una lettura tragica, come l’incontro con i malviventi.
L’altro messaggio del libro è di una attualità e forza inarrestabile: le persone, anche se anziane, hanno diritto di scegliere come condurre la loro vita e anche di come concluderla. Questo ci dicono l’autore e i suoi due protagonisti che nel film che ne è stato tratto da Paolo Virzì sono impersonati da due grandi dello schermo, Donald Sutherland e Helen Mirren.
Mentre finivo di leggere questo libro, pubblicato peraltro nel 2009 e ritornato sui banchi delle librerie proprio per il film, è annunciata l’uscita di un nuovo libro “L’ultima stagione” di Don Robertson, che l’articolo presenta come un dramma on the road di due anziani coniugi alla ricerca delle stagioni felici. Forse è sperabile che, tra non molto, si inizi a parlare di storie di anziani con gli stessi accadimenti di quelle dei giovani, non solo con la prospettiva della morte.
Ancora una volta quindi viva Arto Tapio Paasilinna e i suoi vecchi ribelli e anticonformisti.


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