×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 62

Mi sono laureata in Materie Letterarie presso l’università di Bologna e ho insegnato per quasi trent’anni nelle scuole medie con alcune esperienze nei corsi per lavoratori studenti.

Dopo la pensione ho seguito la prima edizione della scuola di formazione in Metodologie Autobiografiche promossa dalla Libera Università dell’Autobiografia ad Anghiari nell’anno 1999/2000, poi il primo percorso sperimentale di autoanalisi a Citerna, nonché altre attività di approfondimento tematico sulla raccolta di memorie orali (Agorà) e sulla scrittura come cura (Epimeleia).
Attualmente sono nel gruppo dei Collaboratori Scientifici e nel Direttivo della Lua e faccio parte del gruppo di ricerca sulla formazione.

In questi quasi quindici anni di vita della Libera ho svolto numerose attività direttamente ad Anghiari, dando il mio contributo alle iniziative culturali promosse dalla stessa università (Convegni, Festival “Città e paesi in racconto/Narratori per diletto”, Cantieri) e, come docente, ad attività di formazione nel percorso avanzato della scuola (Morphosis). Ho inoltre realizzato alcuni progetti in collaborazione con la Libera, tra i quali mi piace ricordare quello promosso dal Sindacato Pensionati CGIL e dal Comune di Reggiolo (RE), terminato con la pubblicazione del volume “Reggiolo si racconta. un paese tra memorie individuali e storia collettiva” con postfazione di Duccio Demetrio, edito da Unicopli nel 2004 e il “Progetto memoria”, promosso dall’Amministrazione comunale di Cavezzo (MO) allo scopo di raccogliere attraverso interviste filmate le storie di vita degli abitanti, costituendo così una mnemoteca. In entrambe queste realtà, i progetti iniziali continuano a figliare nuove idee e nuove iniziative legate al lavoro sulla memoria. A Cavezzo, dopo il terremoto, ho condotto, a titolo volontario, due laboratori di scrittura sul tema del paesaggio e delle emozioni: su questa esperienza ho curato la pubblicazione del libro Ri-scrivere il paesaggio. Laboratorio autobiografico a Cavezzo dopo il terremoto, edito da youcanprint nel marzo 2013.

In ambiti diversi e in luoghi diversi (convegni sulla scuola o sull’educazione permanente, corsi di formazione per insegnanti, per formatori, per funzionari sindacali a Modena, Spoleto, Rimini, Reggio Emilia, Bologna) mi è poi capitato di essere chiamata a presentare l’approccio autobiografico e le attività della Libera.
In particolare mi piace ricordare la realizzazione di un’esperienza molto significativa che ho condotto, insieme con Ivana Palmieri, negli anni 2002-2003: un laboratorio misto di narrazione scritta e orale in collaborazione con la Circoscrizione n. 4 di Modena e la struttura per anziani “Guicciardini”. Questo progetto ha coinvolto sia gli abitanti del quartiere, sia gli ospiti e gli operatori della casa di riposo ed è stato pubblicato nel libro “Le memorie intrecciate. Voci e scritture di un laboratorio autobiografico”, edito a cura di Gulliver Cooperativa Sociale; l’esperienza è continuata l’anno successivo attraverso il laboratorio di narrazione “La memoria delle emozioni” e si è conclusa con una rappresentazione teatrale realizzata dal regista G. Sepe con gli studenti dell’istituto “Cattaneo” di Modena e la realizzazione di un filmato dal titolo “I luoghi del cuore” (presentato nel 2006).

Inoltre sono particolarmente contenta di aver contribuito ad avviare una collaborazione tra la LUA e il Dipartimento Memoria dello SPI-CGIL dell’Emilia-Romagna con cui ho già condotto corsi di formazione per funzionari del sindacato, a Reggio Emilia a livello provinciale, a Vezzano s/Crostolo a livello comunale, a Bologna a livello regionale. Questa collaborazione ha portato ad un riconoscimento del valore dell’approccio autobiografico come metodologia dell’ascolto e della valorizzazione delle memorie individuali e collettive nei diversi territori dove è insediato il Sindacato pensionati e alla prossima realizzazione di nuovi corsi di formazione. Inoltre, nel concreto si è realizzato un progetto “Vivere l’altrove. Storie di migranti nella globalizzazione” con la creazione di una rubrica (durata due anni) sul mensile dello SPI dell’Emilia-Romagna “Argento vivo” intorno alle tematiche della migrazione con stralci di racconti di migranti di ieri (gli italiani all’estero) e di oggi (gli stranieri in Italia) e che si è concluso con la pubblicazione del volume Lingua bugiarda. Migranti: dai luoghi comuni alla conoscenza, a cura di Eva Lindermayer e di Anna Maria Pedretti, edito da Socialmente nel 2011.

La collaborazione tra la Lua e il sindacato pensionati della CGIL si è incrementata a livello nazionale, in particolare nel rapporto col Gruppo di lavoro “Memoria” del Coordinamento Donne e con la rivista “Liberetà”.

Utilizzando l’approccio autobiografico e le metodologie ispirate ai principi sui quali si fonda e propone le sue attività la LUA, ho partecipato a varie ricerche promosse da Università, Enti e Amministrazioni locali. Le ultime in ordine di tempo sono: quella promossa dalla Fondazione Mario Del Monte di Modena con un gruppo di insegnanti e studenti di scuola media superiore che ha prodotto la pubblicazione di due volumi: Apprendimento e democrazia: un percorso di esplorazione. Una ricerca sulle pratiche democratiche nella scuola, a cura di Gianna Niccolai e Anna Maria Pedretti (con vari contributi e la postfazione di Laura Formenti) e Come un arcipelago. Autobiografie cognitive in adolescenza, di Carmine Lazzarini. Un’altra sulla storia di una scuola, promossa dall’Amministrazione Provinciale di Modena in occasione del 50° anniversario di fondazione dell’Istituto Tecnico Provinciale “E. Fermi” che ha portato alla pubblicazione del volume Io, al Fermi. Storia di una scuola in un racconto a più voci (a cura di Anna Maria Pedretti, col contributo di Gianna Niccolai, Daniela Stefani, Maria Gabriella Pavarotti e Ivan Andreoli).