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Nata a Roma, il 27 marzo 1912 da famiglia sarda, studia al Liceo Classico Ennio Quirino Visconti e poi alla Facolta di architettura La Sapienza, ma poi si ritirò poco dopo perché la sua famiglia nel 1936 si trasferì a Milano.

Dopo il trasferimento divenne operaia e aderì al Partito Comunista Italiano che operava in clandestinità. Con l'arresto di uno dei suoi fratelli venne schedata dalla come "sovversiva" e scontò un mese di carcere per propaganda antifascista.

Nel 1941 a Ventotene sposò Pietro Grifone durante il suo confino. Nel 1943  operò come staffetta partigiana all'interno delle Brigate Garibaldi, anche al fianco di suo marito, che, dopo lunghi anni di detenzione per antifascismo, era stato liberato e rischiava la fucilazione.

A guerra finita continuò la militanza politica, conciliandola con una vita familiare impegnata dai suoi due figli Carlo e Anna, e continuando ad aiutare il marito Pietro, che aveva assunto incarichi politici di grande responsabilità, divenendo parlamentare del PCI ed uno tra i fondatori e dirigenti del movimento dei contadini nel Sud d'Italia, nel quale si distinse per moderazione e lungimiranza.

Dopo la Liberazione è stata insignita della medaglia di bronzo al valor militare per il suo contributo alla Resistenza, avendo operato come staffetta all'interno delle Brigate Garibaldi. Successivamente fu nominata responsabile dell'archivio del PCI.

É presidente onorario dell'ANPI della provincia di Roma ed è costante negli ultimi anni la sua attività politica come memoria della resistenza.

Sulla sua vita ha scritto un libro: Memorie di una famiglia nell'Italia del Novecento, Edizioni Libertà, 2008.