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Umberto Veronesi

Umberto Veronesi è nato a Milano e in questa città da sempre vive e lavora come chirurgo, ricercatore, uomo di scienza e di cultura. Laureatosi nei primi anni Cinquanta, decide fin da subito di dedicare la sua opera professionale allo studio e alla cura dei tumori: dopo un paio di importanti soggiorni all’estero (Inghilterra e Francia) entra all’Istituto dei Tumori di Milano come volontario e ne diventa Direttore Generale nel 1975.

Il nome di Veronesi è legato a grandi contributi scientifici e culturali riconosciuti ed apprezzati in tutto il mondo e per questo premiato con sei lauree Honoris-Causa in medicina internazionali (due dall’Argentina, una dal Brasile, una dalla Grecia, una dal Belgio e una Cracovia). I più significativi e importanti riguardano in particolare l’invenzione e la diffusione della chirurgia conservativa per la cura dei tumori mammari. I dati preliminari vennero pubblicati nel 1981 sul prestigioso New England Journal of Medicine e da quel momento ebbe inizio nel mondo la grande evoluzione di pensiero che doveva portare negli anni successivi a risparmiare alle donne con tumore al seno l’asportazione della mammella. Più recentemente ha proseguito sulla stessa strada con la biopsia del linfonodo sentinella per evitare la dissezione ascellare nei casi in cui i linfonodi siano sani. In questi ultimissimi anni ha rivoluzionato le procedure della radioterapia dei tumori mammari, introducendo la radioterapia intraoperatoria, che si esaurisce in una sola seduta, durante l’intervento stesso.
Vent’anni fa ha aperto nel mondo la via alla prevenzione del tumore mammario con due studi concentrati sull’azione preventiva dei retinoidi (derivati della vitamina A) e del tamoxifene agenti in grado di proteggere le cellule mammarie dal rischio di carcinoma mammario.

Con la fondazione del Gruppo Internazionale sul Melanoma nel 1970 ha dato impulso alle ricerche sul melanoma, il più grande tumore della pelle fino a pochi anni fa quasi ignorato dalla medicina tradizionale.
Veronesi ha dedicato le sue energie a promuovere l’aggiornamento medico. Nel 1982 ha fondato la Scuola Europea di Oncologia che ha riportato l’Italia ad essere uno dei punti di riferimento mondiali per tutti coloro che cercano una formazione nel campo della diagnosi e della cura dei tumori.

Per vent’anni Direttore dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano che ha portato a livelli di eccellenza, ha poi realizzato il suo spirito europeistico creando l’Istituto Europeo di Oncologia, struttura d’avanguardia nel panorama mondiale.

Presidente dell’Unione Internazionale contro il Cancro fino al 1982, dell’Organizzazione Europea per le Ricerche sui Tumori (EORTC) dal 1985 al 1988 e Presidente del Comitato Permanente degli Esperti Oncologi presso la Comunità Europea, della Federation of European Cancer Societies (FECS) dal 1991 al 1993. Nel 1994 è stato nominato Presidente del “Committee of Cancer Expert” of Commission of European Communities nell’ambito della quale si è fatto promotore dell’unico programma mai realizzato di lotta ai tumori “Europa contro il cancro”. Veronesi è autore di circa 600 pubblicazioni scientifiche e dodici Trattati di Oncologia.Da maggio 1994 ad aprile 2000 è stato Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

Da aprile 2000 a giugno 2001 gli è stato affidato l’incarico di Ministro della Sanità della Repubblica Italiana.
Dal 1 luglio 2001 ha ripreso la posizione di Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia.

Dal 29 aprile fino al febbraio 2011 è stato senatore del Parlamento Italiano.

Nel 2009 è diventato "ambassador" del movimento Internet for Peace fondato dalla rivista mensile Wired Italia con lo scopo di candidare Internet al Premio Nobel per la pace 2010. Per sua iniziativa è nato inoltre il progetto Scienze for Peace che ha come obiettivo la nascita di un movimento per la pace guidato da personalità del mondo scientifico, tra cui diversi Premi Nobel.

Nel libro Una carezza per guarire Umberto Veronesi dedica un denso capitolo, l'ultimo, al tema della sperimentazione animale. Come il filosofo australiano Peter Singer, Veronesi auspica l'evolversi di un nuovo atteggiamento etico da parte dell'uomo nei confronti degli animali, poiché, così come tra gli esseri umani risulta ormai inaccettabile discriminare una persona di colore in favore di un bianco, appare ai suoi occhi sempre più inaccettabile, in sintonia col movimento animalista, la supposta sopraffazione spregiudicata dell'uomo a scapito dell'ecosistema e degli animali non umani.Veronesi richiama l'urgenza di una legislazione in merito alla sperimentazione animale, al fine di limitare sempre più al minimo, grazie all'utilizzo di tecniche alternative, l'uso di animali da laboratorio e perché gli animali di grossa taglia come primati, cani e gatti siano esclusi del tutto dalle pratiche sperimentali.

Il 5 novembre 2010 è stato nominato presidente dell’ Agenzia per la sicurezza nucleare italiana italiana. Il giorno successivo ha annunciato le proprie dimissioni da senatore.

Dal 2011 è presidente del comitato scientifico della Fondazione Italia USA.