pierluigi ossola Da oltre 22 anni la Bottega del Possibile è impegnata a diffondere la cultura della domiciliarità con seminari, incontri, documenti, ed anche promuovendoBdP progetti volti a sperimentare e diffondere buone pratiche per la costruzione di un nuovo welfare partecipato e di prossimità in cui sia possibile rendere effettivo per tutti il fondamentale diritto alla domiciliarità.
Bottega pone da sempre un impegno particolare nello sviluppare un’ampia e molto impegnativa attività a supporto degli operatori sociali per contribuire al loro aggiornamento professionale nella consapevolezza dell’importanza determinante del lavoro sociale per progettare e far funzionare in modo adeguato nuovi servizi di welfare capaci di fare del concetto di “domiciliarità” il loro focus.

L’intento, come afferma il presidente di Bottega Salvatore Rao, è quello di “innalzare la soglia del possibile, al fine di rendere possibile quanto al sistema dei servizi poteva apparire impossibile nella concretizzazione del pensiero culturale della domiciliarità”
Da quest’anno, Bottega, dopo aver sperimentato con successo l’uso della rete telematica a supporto di iniziative formative concordate con singoli Enti, ha deciso di compiere un passo in più con la proposta di alcuni seminari on line gestiti sperimentando sia la modalità della videoconferenza (webinar) che quella del forum di discussione.
Il primo seminario che si è deciso di proporre ha avuto inizio lo scorso 12 settembre e si concluderà a fine novembre. La modalità di gestione scelta è quella del “forum di discussione” che per le sue caratteristiche consente approfondimenti e tempi di riflessione adeguati ad affrontare il tema assai complesso, “welfare e domiciliarità”, oggetto del seminario. E’ prevista una seconda edizione a gennaio che vede già alcune persone in lista d’attesa per parteciparvi. Anche per questa attività formativa, come per i seminari tradizionali organizzati da Bottega, sono stati richiesti crediti ECM e per AS.
Molti in Bottega, quando per la prima volta è stata avanzata l’idea di sperimentare l’organizzazione di seminari e gruppi di studio on line, hanno manifestato riserve perché pensavano che on line si sarebbero potute realizzare solo attività di serie B e che quindi l’offerta culturale di Bottega ne avrebbe sofferto. Ritenevano infatti fondamentale lo scambio che può avvenire solo quando ci si incontra fisicamente, che è fatto di parole, ma anche di gesti, sguardi, empatia, ecc. La decisione è quindi stata oggetto di ampia discussione e valutazione e per questo mi sembra utile riportare qui sinteticamente le principali ragioni che hanno portato ad assumerla.
La prima fondamentale considerazione riguarda il fatto che fare una classifica tra attività on line ed attività in presenza è sbagliato oltre che fuorviante perché ciascuna forma di interazione ha le sue specificità e non si pone in alternativa con le altre, ma le può arricchire di nuove opportunità.
Ci sono ad esempio emozioni e chiavi di lettura di scenari complessi che non possono essere rinchiusi in un sito web o in una pellicola cinematografica e che possono invece essere trasmessi in modo efficace da bravi attori e conferenzieri di fronte al loro pubblico, e, sempre a titolo esemplificativo, ci sono interazioni di solidarietà attivabili con un sito web, che non sono alla portata di nessuna rappresentazione teatrale o conferenza.
Il problema da affrontare non è quindi stabilire una gerarchia tra le diverse modalità di comunicazione/interazione ma impegnarsi per usare ciascuna forma nel modo migliore e per scegliere senza pregiudizi quelle più adatte agli obiettivi che si intende conseguire.
La modalità “forum di discussione” scelta per il primo seminario on line di Bottega introduce nella forma seminariale il piacere e l’indubbio arricchimento umano, derivanti da interazioni basate sulla pratica della lettura e della scrittura che sono diversi, ma non meno ricchi di quelli che si possono trarre da un incontro in presenza. Si tratta di una modalità di interazione che richiede di fare lo sforzo di impegnarci in attività di lettura e scrittura, ma che offre molte importanti opportunità per condividere esperienze e riflessioni su temi complessi e senza soluzioni precostituite come quello che il seminario “welfare e domiciliarità” intende appunto affrontare.
Da sempre l’approfondimento e la riflessione sono connessi alle dimensioni della lettura e della scrittura, che consentono un dialogo profondo e senza vincoli di tempo, fatto anche del ritornare più volte sulle stesse righe per coglierne meglio il significato, mentre nei rapporti diretti in presenza, che per la loro ricchezza umana sono ovviamente preziosi, il tempo viene sempre a mancare e l’attimo è fuggente: non lo si può richiamare.
Scrive Macchiavelli in una sua celebre lettera al Vettori: “Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio; e in sull'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch’io nacqui per lui;”. Discute coi testi, medita e si concentra sulle loro pagine: “[...] dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro humanità mi rispondono; e non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro.”
Quel che ci dice Macchiavelli riguarda l’importanza ed il valore dell’incontro con l’altro che si può avere con la lettura e la scrittura perché legato alla fondamentale dimensione della riflessione non soffocata da limiti di tempo e non distratta da stimoli diversi da quelli derivanti dall’ascolto dei testi che leggiamo e da ciò che vogliamo comunicare scrivendo.
I tempi degli incontri in presenza sono, come afferma Macchiavelli quelli del “fango e del loto” fatti di sensazioni, gesti, sguardi, empatia, parole che caratterizzano la nostra vita quotidiana, non quelli della riflessione e dell’approfondimento che non a caso egli accosta alla pace della sera ed al suo “scrittoio”.
Un seminario on line basato sulla metodologia del forum di discussione, è un po’ come il ritirarsi la sera a ragionare con “antiqui homini”, (se vengono utilizzati testi di chi non è più) e con nostri contemporanei che decidono di condividere con noi le loro idee ed esperienze dopo averle meditate almeno quel tanto che richiede il metterle per scritto.
A me piace ricevere lettere (oggi spesso sostituite da mail) e scriverne, anche nei miei rapporti con persone che incontro abitualmente. Credo che nessuno dovrebbe rinunciare all’esperienza del piacere, molto diverso da quello che si prova in una conversazione, che si trae da una buona lettura e dal dedicare tempo a “mettere nero su bianco” proprie riflessioni. C’è chi fa osservare che sono cose che richiedono tempo che non abbiamo mai; per cui leggere, riflettere, scrivere i nostri pensieri sono “lussi” che non hanno spazio nel ritmo vertiginoso della nostra vita. Ecco un’ottima ragione per partecipare qualche volta a seminari on line: prenderci un po’ di tempo per “trasferirci” nel pensiero che altri ci comunicano con i loro scritti e condividere con loro nella medesima forma le nostre esperienze ed i risultati delle nostre riflessioni.
Oggi uno degli aspetti che può arricchire la nostra vita e la nostra domiciliarità è proprio la possibilità di integrare rapporti in presenza con scambi on-line che non si limitino a frettolose e telegrafiche mail. Questo richiede però di riuscire a “trovare senso” e sentirci a nostro agio nel “mondo” che internet ci porta in casa, per utilizzarlo per i nostri fini e non farci da lui fagocitare. Richiede anche e soprattutto di impegnarci per ridare spazio adeguato nella nostra vita ai tempi della lettura e delle scrittura che il vortice delle cose che riempono le nostre giornate rischia di emarginare. Le mie numerose esperienze con anziani, così come quelle con persone lontane dalla loro famiglia, con problemi di spostamento, ecc. mi dimostrano che questo è molto più facile e ben accolto di quanto si pensi e porta molti vantaggi e soddisfazioni anche a chi è più in difficoltà, purché ci sia un adeguato accompagnamento a familiarizzare con internet ed a superare, usando anche adeguati mezzi tecnologici, gli ostascoli materiali che si possono incontrare nel leggere e nello scrivere.
La partecipazione ai seminari on line proposti da Bottega può essere un’esperienza ed uno stimolo anche su questo punto, molto importante in particolare per operatori sociali che sono spesso travolti dalle relazioni impegnative in cui sono coinvolti nella loro attività lavorativa e stentano a trovare uno spazio di approfondimento e riflessione che sia allo stesso tempo anche di interazione tranquilla con altri.
Mi sono sin qui soffermato sulle opportunità che le interazioni on line basate sulla lettura e sulla scrittura ci offrono, perché ritengo che sia un punto fondamentale, il cui valore culturale e pratico va ben oltre quello che singoli seminari ci possono offrire. Mi sembra però doveroso, prima di concludere, richiamare anche un altro insieme non trascurabile di considerazioni pratiche che hanno portato la Bottega del Possibile ad assumere la decisione di organizzare seminari on line. Si possono sintetizzare nei seguenti punti:
• Facilità di partecipazione anche se si possiedono solo conoscenze minime sull’uso del computer. E’ sufficiente saper usare la posta elettronica (anche solo con il telefonino o con un Tablet) e saper accedere al sito web di Bottega.
• Comodità di partecipare negli orari in cui si è più comodi senza vincoli di tempo precostituiti e senza dover effettuare scomodi spostamenti.
• Possibilità di interagire con relatori, esperti e con gli altri partecipanti riflettendo sui loro contributi, proponendo osservazioni, ponendo domande, con tempi molto ampi a disposizione. Questo è molto importante non solo per le persone che risiedono in zone dove è impossibile per Bottega organizzare seminari tradizionali.
• Possibilità di avvalersi del contributo dei migliori esperti di tutta l’Italia che collaborano ed hanno collaborato con Bottega. Non sempre si tratta infatti di esperti che è possibile far “spostare” per interventi tradizionali. Occorre inoltre considerare la possibilità che i seminari on line offrono di “far rivivere”, tramite i testi che hanno scritto, anche quelle persone del passato che hanno ancora cose molto importanti da proporre alla nostra riflessione.
• Arricchire con riflessioni maturate on line successivi incontri “faccia a faccia” o anche dare seguito on line a discussioni avviate in contesti tradizionali ed interrotte magari “sul più bello” per esaurimento del tempo a disposizione.
• Disponibilità immediata della documentazione (scaricabile sul proprio computer);
• Riduzione dei costi da sostenere per organizzare i seminari e per parteciparvi.
• Possibilità di acquisire crediti ECM e per A.S. come nei seminari tradizionali, ma con la facilità e comodità connesse al poter personalizzare gli orari da dedicare al seminario.
Per concludere mi sembra utile richiamare la sfida specifica che il seminario “welfare e domiciliarità – un circolo virtuoso da innescare” intende affrontare che consiste nel cercare di comprendere come e con quali strumenti è possibile contribuire a costruire un nuovo welfare generativo e di prossimità capace di caratterizzarsi come catalizzatore e componente organica di nuove politiche integrate per la salute, l'ambiente, la cultura, il lavoro e lo sviluppo, per dar vita a contesti locali in cui ciascuno possa trovare senso e domiciliarità. E’ una sfida che richiede riflessione ed approfondimento, possibili solo “vestendoci virtualmente dei nostri migliori panni” e dedicando ad essa le nostre riflessioni in compagnia di altri che si sono cimentati e si cimentano sullo stesso tema. Ecco perché proprio per questo seminario si è scelta la forma del forum on line.
Le valutazioni dei partecipanti a questa prima edizione ci aiuteranno a capire se la via scelta è stata giusta e come può essere migliorata.