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WELFARE e DOMICILIARITA'
(a cura di La Bottega del Possibile)

CAMPAGNA CAREGIVER 

Welfare e domiciliarità

francesco agliLa Bottega del Possibile, che molti lettori di Per Lunga Vita conoscono, è un’Associazione di Promozione Sociale che si è costituita oltre vent'anni fa, avendo per finalità la diffusione della cultura della domiciliarità (vedi scheda qui).
Se la comunicazione è essenziale in qualsiasi attività, per una APS è indispensabile. Per questo motivo, fina dalla sua fondazione, la nostra Associazione ha cercato di dotarsi di strumenti idonei per consentire ai soci, agli operatori dei servizi sociali e sanitafri, ai soggetti adella società civile di informarsi e confrontarsi per contribuire alla costruzione di una più adeguata cultura della domiciliarità e alla sua diffusione.
Nel tempo abbiamo dato vita, sviluppato e utilizato diversi strumenti di comunicazione: i libri. la newsletter, i video, il sito web.

Bottega“La Bottega del Possibile” è un’Associazione di Promozione Sociale che si costituisce il 24/01/1994 con sede in Torre Pellice (TO) avendo per finalità la diffusione della cultura della domiciliarità. È iscritta al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale del Piemonte e nel Registro delle Associazioni del Comune di Torre Pellice. Aderisce a “LIBERA Associazioni, Nomi e Numeri conto le mafie”, a “P.I.A.C.I. Associazione Scientifica per l’Invecchiamento Attivo e Cure Integrate” di Padova, al CIPES Piemonte e all’Associazione “Slow Medicine” di Torino.

daniela brunoNel corso del 2016-2017 nell’ambito del Progetto di ricerca “Tutti in rete - in cammino con La Bottega del Possibile”, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è stato possibile: raccogliere quasi 100 esperienze di sostegno alla domiciliarità in Italia, raccogliere policy di sostegno alla domiciliarità delle diverse regioni italiane e rendere fruibile la documentazione dei seminari de La Borsa degli Attrezzi degli anni passati.
Per chiarezza possiamo presentare il percorso svolto e i risultati ottenuti suddividendoli nelle tre macro aree di lavoro: esperienze, policy, documentazione.

pierluigi ossolaL’11 giugno si è conclusa la quarta edizione del seminario on line: welfare e domiciliarità – un circolo virtuoso da innescare.
Alle quattro edizioni tenute dal settembre 2016 al maggio 2017, hanno partecipato 198 persone.
Il bilancio che si può trarre da questa esperienza, che avevo presentato su PLV n.10/2016, è molto positivo sia dal punto di vista dei partecipanti, le cui valutazioni finali sono state tutte di grande apprezzamento, sia dal punto di vista di Bottega per la partecipazione che ha superato le attese e per la volontà espressa da molti tra i partecipanti di impegnarsi nelle proprie realtà per applicare e sviluppare le cose apprese nel seminario.

claudio caffarenaVorrei iniziare questa riflessione sul lavoro che si è andato sviluppando in questi ultimi quattro anni da parte del Gruppo di Studio Disabilità della APS La Bottega del Possibile, in collaborazione con il Coordinamento Servizi Area Disabilità della Cintura di Torino (1), con una osservazione di carattere generale.
Malgrado le varie difficoltà che si registrano nei differenti contesti (carenza di risorse, ostacoli burocratici, miopia di vedute da parte di alcuni decisori) assistiamo ad una costante visione prospettica da parte di molti operatori e servizi: la volontà di individuare nuovi orizzonti, la fantasia di trovare risorse nel quotidiano, la capacità di creare ambiti progettuali sinora inesplorati.

Si incomincia sabato 25 marzo prossimo con il seminario gratuito “Il secolo dei nonni: la rivalutazione di un ruolo” e si proseguirà fino a martedì 5 dicembre, ultimo degli appuntamenti, con una giornata sull’autismo.
“La Borsa degli attrezzi” è il programma che caratterizza l’associazione La Bottega del Possibile di Torre Pellice e che – come spiega il presidente Salvatore Rao – «è l’attività principale per la quale siamo conosciuti e riconosciuti in Italia ed è lo strumento che utilizziamo per promuovere concretamente il nostro progetto culturale della domiciliarità».

guido boddaCondivido volentieri su Perlungavita.it una mia riflessione sulla qualità dell'agire professionale e dell'assistenza nelle strutture residenziali per disabili mentali.
Non è poi così difficile oggi vedere certificata la qualità dei servizi residenziali, attraverso la certificazione ISO 9001. Basta trasformare in procedure standard le diverse attività assistenziali, organizzative, progettuali etc.. Ma questo è sufficiente per garantire davvero una buona qualità della vita per chi abita tali strutture? Purtroppo direi proprio di no. Troppo spesso si vedono strutture per disabili perfettamente a norma, pulite e ben curate, ma dove non c’è spazio per la soggettività di ognuno.

patrizia mathieuEsiste un buffo, piccolo poema inglese di alcuni anni fa, che recita di una volontà di trasgressione delle vecchie signore, che si vestirebbero di viola e indosserebbero un cappello rosso che non si intona e che non dona. Signore che scoprirebbero il gusto della trasgressione con l'avanzare della età, piccole trasgressioni come raccogliere i fiori nei giardini degli altri o sedersi sui marciapiedi se stanche; il poema termina suggerendo di iniziare per tempo a compiere piccole pazzie quotidiane per strizzare l'occhio al mondo.
Quanto è diversa la realtà che incontro quotidianamente!