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Ho di fronte un gruppo di pediatri. Bravi, impegnati, così bravi che sono venuti ad un corso di formazione sulla comunicazione: è sabato, hanno scelto di venire qui invece di uscire con la famiglia, o di farsi comunque i fatti loro.

Sono bravi, e sono delusi: la comunicazione con i genitori a volte è difficile, si ha l’impressione di non riuscire a farsi capire. Eppure è della salute dei loro bambini che si tratta, dovrebbero…

Parcheggio davanti alla casa di Mario, scendendo lo vedo che si allontana verso il paese. Lo inseguo e lo chiamo, si volta ma non si ferma. Per fortuna sono più veloce di lui e lo raggiungo. 

"Sono la dottoressa, Maria (l'assistente sociale) mi ha chiesto di venirla a trovare per una chiacchierata e per misurarle la pressione".

L’integrazione tra sociale e sanitario oltre che sui livelli “classici” definiti dalla normativa nazionale (Istituzionale, Organizzativa, Professionale) e su quelli “aggiuntivi” (Programmatoria, Gestionale, Territoriale...) che ho cercato di proporre, da tempo, in più sedi, non ultima la Raccomandazione SIQuAS “La qualità nell’integrazione tra sociale e sanitario”, troverebbe piena attuazione

Il senso delle parole è importantissimo, così come lo è il contesto in cui vengono pronunciate. E’ difficile, se non impossibile, stabilire delle regole: le parole fanno succedere delle cose, creano la relazione e le relazioni non sono protocollabili.

Per esempio, se in generale, si può affermare che è preferibile rivolgersi con il Lei, talvolta, soprattutto nella relazione di cura a vita, il Tu diventa d’obbligo per l’instaurarsi di un rapporto di intimità, simile all’amicizia.

Ciò che non è scritto non è fatto: è una delle prime regole su cui mettono l’accento gli studi sulla qualità. Il risultato?

Moduli su moduli, schede firmate e controfirmate, crocette su crocette destinate ad una archiviazione virtuale e materiale che ti costringe a stare davanti ad un computer per ore e ore e stampare … ordinare… raccogliere… conservare … Neanche la morte pone fine a queste regole, anzi l’accuratezza dell’archiviazione deve essere esemplare.

Se ci fosse un contenzioso ?

"Se si potesse uscire dal dolore come si esce da una città."… scriveva Victor Hugo…Tutti noi proviamo dolore… Il dolore fisico e il dolore dell’anima talvolta ci sommergono come onde impetuose che nella risacca trascinano ogni cosa dietro a se…

Fernando Anzivino. Per i servizi territoriali, le ASL, i servizi domiciliari cosa significa prevenzione della non autosufficienza?

altMolti decision maker istituzionali, quando discettano di non autosufficienza e fragilità, non parlano con cognizione di causa. Nel mondo accademico e, soprattutto, scientifico, non si parla mai di “non autosufficienza” bensì di perdita di abilità. Quindi è più corretto parlare di “disabilità”, declinata in tre diverse variabili: fisica, psichica e sociale. Bisogna quindi ricordarsi, quando si utilizza il termine “non autosufficienza”, che è opportuno fare riferimento alla dis-abilità. Chi sono i soggetti che valutano la disabilità? Coloro che lo fanno a termini previdenziali o legali.

Il Centro Sociale Residenziale  da più di 30 anni rappresenta una risorsa preziosa per la comunità lastrigianaNell’ambito delle politiche a beneficio delle persone anziane, garantisce la promozione e la realizzazione di processi professionali, grazie ai quali otteniamo risposte che incidono fortemente e positivamente sulla qualità della vita dellepersone.