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Avviamo  un nuovo archivio dedicato alle esperienze d’innovazione e qualità nei servizi sociali e sociosanitari. In questi due mesi di attività, navigando su siti web o nel corso d’incontri ed eventi ci sono state segnalate  diverse buone prassi. Le abbiamo raccolte e  le segnaliamo, in questa sezione.

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Progetto Sociale “TUTTI SU DA TERRA” promosso da una rete di associazioni, istituzioni e organizzazioni sindacali dei pensionati del distretto di Mirandola e sostenuto dal Centro di Servizio per il Volontariato di Modena.

RACCOMANDAZIONI UTILI PER NON CADERE

altAUSL BOLOGNA: Una guida alla terza età

Invecchiare bene si può. Per esempio scegliendo stili di vita e comportamenti che favoriscono una buona qualità della vita. Una dieta equilibrata e una regolare attività fisica possono ridurre l’incidenza di alcune malattie tipiche dell’invecchiamento, coltivare interessi e socializzare con altre persone può ridurre il disagio psicologico e sociale associato all’invecchiamento.

debora polloluana ceccariniHa collaborato alla redazione del testo Deborah Pollo
Dal 2016 l’associazione “La Bottega del Possibile” è impegnata nel progetto “Intrecci e alleanze generative per una comunità curante e amichevole”, con l’obiettivo generale di sperimentare nuovi percorsi, interventi e servizi di sostegno alla domiciliarità, attraverso la promozione di un modello di integrazione tra i Servizi Sociali e Sanitari e tra le differenti professioni e istituzioni coinvolte, un modello che sperimenti altresì l’attivazione di processi partecipativi, volti a dare impulso a una comunità coesa, solidale e responsabile.
Il territorio interessato dal progetto è il comune di Piossasco, cittadina di poco più di 18.000 abitanti, situata a ridosso delle ultime propaggini delle Alpi, a 20 Km da Torino, ideale cerniera tra l’area metropolitana del capoluogo e l’area montana delle Valli del Chisone e di Susa. Il progetto si rivolge alla comunità di Piossasco, in particolare alla popolazione anziana tra i 75 – 85 anni.

laura naveNella foto di gruppo un caminetto acceso, una famiglia intorno al tavolo di Natale, imbandito con un'alternanza di piatti della tradizione italiana e di quella rumena, vista la provenienza di una badante, (lasagne e sarmale, cotechino e insalata russa) con l'aggiunta di pane arabo, preparato in casa dall'altra badante, di origine marocchina. Un sincretismo gastronomico per questa famiglia un po' speciale, l'amalgama di famiglie differenti, riunite dalla "cura" per quei tre malati di demenza, adulti -bambini, sorridenti, che anche se non necessariamente riconoscono i propri familiari in quanto tali, oppure non ne riconoscono il ruolo (genitori,coniugi o figli sembrano infatti ruoli interscambiabili), dimostrano reale soddisfazione per questo primo Natale in DEMAISON.(1)
La festa sembra coglierli "di sorpresa", anche se non è che l'atto conclusivo di un lungo mese trascorso dai familiari e dall'animatrice a trasformare la casa nella succursale di Rovaniemi, piena di ghirlande argentate,vischio, vetrofanie, abeti e fili di luci intermittenti. Pur di rianimare la memoria ammaccata, si è fatto ricorso a ogni stratagemma dal calendario dell'avvento ai jingles natalizi diffusi quotidianamente.

marco mussettaL'operatore sociosanitario è una figura che ha a che fare con la relazione d'aiuto e questo implica sempre un dispendio di energie fisiche e mentali che nel tempo possono compromettere la salute degli operatori stessi e in modo più o meno diretto la qualità del lavoro che si svolge ed ha una ricaduta negativa sul benessere dell'intera equipe di lavoro.
Fortunatamente le innovazioni tecnologiche danno sempre più risposte per garantire la sicurezza degli operatori e alle necessità di comfort per gli assistiti.

fabrizio giuncoLe delibere X/6164 del 30 gennaio 2017 e X/6551 del 4 maggio 2017 descrivono un’importante riforma del sistema di cura delle malattie croniche.
I contenuti delle due delibere sono stati ampiamente anticipati da numerosi atti precedenti, a partire dal Piano regionale della cronicità e fragilità (DGR X/4662/2015), fino alla stessa Legge 23/2015 di riforma del sistema sanitario e socio-sanitario. Si tratta quindi di una linea di pensiero organica e fortemente sostenuta dal legislatore lungo l’intero arco della X legislatura. I temi proposti sono indubbiamente interessanti.
Il legislatore identifica i temi della cronicità e dell’invecchiamento delle popolazioni come priorità strategica e sembra adottare nuovi riferimenti culturali, come l’Expanded Chronic Care Model. Rimarca inoltre la frammentazione del sistema sanitario e l’eccessiva attenzione finora prestata all’organizzazione dell’offerta piuttosto che alla comprensione della domanda.

marco mussettaTra i vari ambiti nei quali può lavorare l'operatore socio sanitario (OSS di seguito), c'è anche quello definito territoriale o domiciliare. Si tratta di un servizio socio assistenziale che fa capo ai servizi sociali che prendono in carico, previa domanda degli interessati, persone in difficoltà, anziani non del tutto autosufficienti, minori che presentano una condizione famigliare, considerata dai servizi precaria o inadeguata ad un corretto inserimento sociale del minore, disabili fisici e/o psichici e persone che si trovano ai margini della vita sociale per svariati motivi e che hanno comunque condizioni/ requisiti per poter usufruire di questo servizio.
Nel lavoro a domicilio è l'OSS a entrare a casa dell'assistito mentre in altre situazioni si parla di servizio residenziale quando le persone abitano in una struttura.