Salute, Benessere, Scelte individuali

roberta franciaNella mia lunga attività di medico di famiglia ho seguito e seguo a domicilio persone non autosufficienti.

La necessità di avere notizie sulle attività della vita quotidiana fra una visita domiciliare e un'altra che avviene non più di una volta alla settimana, mi ha indotto a creare un promemoria da compilare da parte dei care giver o dai pazienti stessi, se cognitivamente indenni, per monitorare quotidianamente le attività e i disturbi che si presentano durante l’intervallo tra le mie visite.

dani celinE’ ben noto che gli anziani e le persone con malattie inguaribili in fase avanzata, anche esse per lo più anziane, a causa delle loro fragili condizioni fisiche e psicologiche e dei farmaci che assumono, rischiano di cadere molto frequentemente: il fenomeno è così rilevante per le conseguenze sulla qualità della vita a breve, medio e lungo termine e per l’impatto sui servizi sanitari, che l’OMS ha definito le cadute “uno dei 4 giganti della geriatria”.
Le cadute rappresentano un problema rilevante non solo per la loro frequenza e non solo per i danni, gravi e talvolta fatali, che ne conseguono, ma soprattutto per l’impatto sulla qualità della vita delle persone.

teresa bonifacioMoltissimi anni fa, sfogliando un rotocalco, mi sono imbattuta in una grande foto di gruppo in cui erano ritratti tutti gli interpreti di qualche telefilm o sceneggiato di successo dell’epoca, non ricordo quale. Ricordo però con estrema nitidezza quanto mi colpì il realizzare come tutte le attrici, indipendentemente dalla loro età, sembrassero coetanee. Ventenni, trentenni, cinquantenni: i loro volti erano tutti ugualmente sorridenti, freschi, giovanili. Nessuna ruga, nessun segno permetteva di identificare e distinguere le più giovani da quelle che avrebbero potuto essere le loro madri se non addirittura le loro nonne, salvo per l’età indicata tra parentesi dopo il nome, nella didascalia. Non saprei precisare se il merito, se così vogliamo chiamarlo, fosse del fotoritocco o della chirurgia estetica, ma so di aver pensato che non andava bene. Non mi piaceva l’idea che una donna di cinquanta o sessant’anni, con sul viso tutti i segni che cinquanta o sessant’anni di vita non possono che lasciare, si confrontasse con modelli come questi e finisse per sentirsi molto più vecchia di quello che era. A chi poteva giovare un messaggio del genere?

ferdinando schiavoEssere donne nella vecchiaia è il tema di questo ultimo numero di PLV del 2016. In fondo ne ho già scritto trattando di Ciabatte Rosse, di Strage delle innocenti, di Violenza nascosta da farmaci! Stavolta affronto un tema educativo in campo sanitario, minore quanto si voglia, mettendo a confronto la pratica di questo mestiere-arte-vocazione da Artigiani Coraggiosi della Salute e il mestiere, questo sì, di certi Grandi Professionisti sempre del campo della Salute.

«Se non hanno più pane, che mangino brioche!».
Maria Antonietta o Rousseau, gli storici sono indecisi.

roberta franciaAssunta Signorelli scrive che appare quasi che l'essere uomo o donna sia un accidenti secondario: nemmeno laddove si parla di cultura, ambiente, colpa, si ritiene necessario richiamare il problema del "genere": Eppure la storia delle donne è strettamente intrecciata al concetto di "dolore" rappresentando questo l'origine e la trama di un percorso mai definitivamente compiuto. La biblica condanna del "partorirai con dolore" è sicuramente più dura e drammatica da sopportare del "lavorerai la terra con il sudore della fronte" dal momento che va direttamente ad interferire con la capacità distintiva del genere.

riccarda biancoLa mia mamma ha compiuto questa estate 101 anni.
Vive in Abruzzo, e, per sua scelta, dopo aver provato a convivere con tre badanti, ha optato per una casa di riposo.
Io vivo a Como e vado a trovarla quando posso, sono stata da lei per il suo compleanno, e mentre stavamo chiacchierando, mi ha detto:
“Mi piace parlare con te, qui non parlo mai con nessuno, guardati intorno, sono tutte vecchie, di che posso parlare? Guardo la televisione e lavoro all'uncinetto, ma non ti preoccupare, il tempo mi passa lo stesso!”.

marina piazzaIl libro a cui mi riferisco nel titolo nasce da un corso tra donne sul tema della vecchiaia. E il corso nasce da un mio libro pubblicato nel 2012 L’età in più. Narrazione in fogli sparsi, Da qui è nato il progetto di tenere alla Libera Università delle Donne una serie di incontri sul tema della vecchiaia. Agli incontri – che si sono svolti in due cicli, per due anni dal novembre 2013 al maggio 2015 - hanno partecipato circa venti donne, dai 60 ai 78 anni con una presenza costante e intensa.
Il libro è la trascrizione “riveduta” (con la collaborazione di Clara Mantica) di questi incontri, con l’aggiunta di scritti in prima persona di alcune di noi e di brani suggeriti di autori e una bibliografia.

Naturalmente il gruppo era consapevole di un rischio: quello di perdere l’immediatezza, la chiarezza, persino la profondità, la tenerezza e l’emozione con cui ciascuna si è espressa. Abbiamo voluto correre questo rischio perché ci è parso che ci sia sete di pensieri e parole sulla vecchiaia. Non emerge da questo resoconto nessuna visione precostituita, nessuna ideologia giovanilistica o al contrario vittimistica, nessuna lamentazione fine a stessa, ma voglia di capire, oserei dire persino curiosità.

ferdinando schiavoL’arte deve scuotere e non sempre consolare!
Arte, sentimento e lealtà del racconto a volte superano la realtà, coinvolgono emozioni e sentimenti e servono a contrastare falsi miti, luoghi comuni, errori e disinformazione, a far mutare opinioni e atteggiamenti. A insegnare.
Uno dei compiti per chi si occupa di malattie devastanti come le demenze consiste nel fornire ai pazienti, ai loro familiari, agli operatori sociali e sanitari ed ai comuni cittadini che desiderano accrescere le loro conoscenze, informazioni corrette e utili a far fronte a notizie superficiali che spesso vengono propinate dai mezzi di informazione oppure si propagano e circolano tra la gente nei meandri dei luoghi comuni.