Salute, Benessere, Scelte individuali

Venerdì 17 ottobre  10° giornata di studio,  a Bologna per il movimento  " Salute bene comune" con un convegno  dal titolo "Prendersi cura degli sconfinamenti: i limiti dei saperi specialistici e la cura della persona".

Il movimento è promosso da due Fondazioni: "Santa Clelia Barbieri" di Vidiciatico e "Casa della carità Angelo Abriani" di Milano. E' un gruppo molto eterogeneo che finora ha raccolto nomi significativi dell'area sociale,sanitaria e culturale e che, partendo da un'estensione del concetto di salute , vuole approfondire i termini di un nuovo welfare.

A fronte di una concezione "lavoristica" del welfare ogni contributo che mette al centro la persona, che vuole combattere le diseguaglianze non può che meritare tutte le attenzioni.

Trascriviamo per chi interessato il programma del convegno e il manifesto iniziale.

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Salute bene comune

Manifesto per una autentica casa della salute

Il sistema sanitario del nostro Paese prevede lo sviluppo sul territorio nazionale delle "Case del salute".
A parte il cronico ritardo nella loro effettiva realizzazione - segno, ancora una volta, di una ampia assenza nelle istituzioni di una cultura della salute intesa nel suo significato autentico – laddove si stanno concretizzando presentano le caratteristiche di esperienze di esclusiva riorganizzazione dei soli servizi sanitari.
Per questa ragione e per l'importanza che la questione riveste, le persone, le Istituzioni, le Associazioni che sottoscrivono il presente MANIFESTO, concordano su quanto segue:

1) La salute è un diritto umano fondamentale ed è un bene comune essenziale per lo sviluppo sociale ed economico della comunità.
2) La salute è creata e vissuta negli ambienti dove le persone vivono tutti i giorni: dove imparano, lavorano, giocano ed amano (OMS 1986); superare l'accezione meramente sanitaria del significato di salute significa dare valore ai determinanti sociali che incidono nelle esistenze delle persone e ad una visione unitaria che permetta di superare il tradizionale concetto di bisogno sviluppando, innanzitutto, l'esercizio della responsabilità individuale e collettiva.
3) La salute è un bene da perseguire come comunità, in tutte le sue articolazioni di benessere fisico, psichico, affettivo, relazionale, spirituale. Deriva da un mandato costituzionale e implica l'inclusione sociale, giustizia ed equità, il rispetto di sé e della dignità di ogni persona, l'accesso ai diritti di base come l'istruzione, il lavoro, la casa, la partecipazione.
4) La salute non è una merce alla stregua di ogni altro oggetto, prodotto e offerto da un mercato nel quale le persone, espropriate di saperi fondamentali, diventano consumatori passivi di prestazioni che le singole istituzioni producono.
5) Il miglioramento della salute e del benessere costituisce il fine ultimo delle scelte di sviluppo economico e sociale di una comunità e coincide con l'idea autentica di welfare. Occorre quindi un programma di governo - nelle diverse articolazioni, nazionale, regionale e locale - che abbia come "filo rosso" di tutte le politiche la salute delle persone e delle comunità.
6) La salute oggi può rappresentare il luogo di una nuova identità comunitaria, in una società contraddistinta dalla diversità e dalla pluralità e può rappresentare il volano per un recupero della coesione sociale e per l'affermarsi delle relazioni di reciprocità che qualificano e sostengono il vivere stesso nella comunità.
7) La comunità è il luogo naturale della cultura e della produzione di salute, a partire dalle risorse e dai saperi in essa presenti: un capitale sociale che va valorizzato e sostenuto per contribuire al superamento delle diseguaglianze e per produrre innovazione e benessere. Le Istituzioni sociali (scuola, presidi sanitari e assistenziali, organismi culturali e di gestione del territorio, imprese, organi della giustizia) devono configurarsi quali componenti di un disegno unitario e interconnesso nella direzione della salute intesa come bene comune
8) "Il patto sociale per la salute" è lo strumento che - partendo da una adeguata conoscenza della comunità, delle sue risorse e dei suoi problemi - promuove cittadinanza e rafforza il nesso tra comunità, servizi e istituzioni, contro ogni logica settoriale e prestazionistica.
9) La casa della salute si propone perciò come luogo in cui:
- si realizza una nuova identità comunitaria nel segno di un welfare efficace e partecipato;
- prendono corpo i diritti di cittadinanza, quelli riconosciuti e quelli negati;
- i cittadini esprimono, attraverso la partecipazione, la consapevolezza dei doveri di solidarietà;
- le risorse del territorio, comprese quelle istituzionali, si integrano nella costruzione e nel sostegno di azioni condivise per la salute;
- le persone si sentono accolte, soprattutto le più deboli, riconoscendo il valore delle differenze.
10) La casa della salute, così intesa, è un banco di prova per un rinnovato e autentico esercizio della politica, affinché operi avendo il bene comune come primario riferimento della propria azione, partendo dai diritti dei più vulnerabili senza distinzioni di etnia, censo, genere, livello di istruzione.
casa della carit

santa clelia

Il fatto di essere mortali dà senso alla nostra esistenza. Che pensiamo o no esplicitamente alla morte, essa condiziona le nostre scelte, i nostri progetti, la nostra visione del passato e del futuro. È la morte a dar significato alla vita: gli dei immortali infatti non vivono, sono (1).

 Oggi è entrato nella prassi medica il “Consenso, dissenso informato sulle terapie”. Così come altri termini:Consenso/dissenso informato, Testamento Biologico, Suicidio medicalmente assistito, Eutanasia.

E’ una conquista recente ed in gran parte ancora bisognosa di significativi miglioramenti. E’ nella pratica così carente da risultare spesso più rispondente ai bisogni della medicina difensiva che non alla tutela dei diritti della persona malata.

Lalla non voleva morire. Aveva lottato sempre contro quel maledetto cancro al seno  diagnosticato all’età di 47 anni, sapendo bene che la stessa malattia aveva ucciso la sorella  quando ne aveva solo 54.

Per 18 anni, in qualità di direttore del C.I.T.E.R. (Centro di Informazione Tessile dell'Emilia Romagna) mi sono occupata di scenari di sviluppo per le imprese del tessile abbigliamento dell'Emilia Romagna. L'attività, iniziata 13 anni fa nel settore dei servizi alla persona e dell'innovazione sociale correlata alla società dell'invecchiamento, mi ha necessariamente indotto a cogliere l'enorme divario tra l'abbigliamento prodotto e distribuito nel nostro paese e in ambito europeo, rispetto alle esigenze funzionali di persone anziane e con problemi di autonomia.

chiara-piccininiNel silenzio, nello spazio che lasciamo libero, l'ascolto può ergersi, come un ponte fra l'altro e noi, fra la terra e il cielo.
Alfred Tomatis, medico otorinolaringoiatra vissuto lo scorso secolo (1920-2001), ha trascorso tutta la propria vita di ricerca e sperimentazione nel tentativo di comprendere le radici e le fronde più distanti e improbabili dell'ascolto. Le sue scoperte trovano oggi sempre più conferme da parte dei gruppi di ricerca più prestigiosi.

Che diminuire il ricorso all’ospedalizzazione e all’istituzionalizzazione comporti una riduzione del disagio per gli anziani e per le persone con esigenze specifiche e un notevole risparmio economico per le strutture pubbliche penso siamo d’accordo tutti.

Le tecnologie mobile e touchscreen (computer touch, tablet, smartphone) sono in crescente diffusione come strumenti personali per la comunicazione e la partecipazione alla vita sociale, come facilitatori per l’apprendimento e l’insegnamento e come strumenti per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro.