Salute, Benessere, Scelte individuali

 emilia grandiIl libro si compone di due parti. La prima ripercorre le tappe che hanno condotto all’approvazione della legge sull’amministrazione di sostegno: la legge 36/1904 sulla cura e custodia degli alienati, la Costituzione repubblicana e le convenzioni internazionali, la legge Basaglia, i sistemi di protezione vigenti negli altri Stati europei, i regimi di interdizione e inabilitazione, la bozza Cendon e la legge 6/2004.

La seconda parte consiste nell’analisi conoscitiva condotta su tutti i decreti di nomina di amministratore di sostegno emessi dal giudice tutelare di Modena, dall’entrata in vigore della legge (19.3.2004) al 30.6.2014, per un totale di 3.945 decreti.

Nella primavera di quest’anno è uscito nelle sale italiane il film Mia madre (Italia 2015) diretto da Nanni Moretti, una storia cinematografica che racconta la dolorosa esperienza di due figli, Margherita (Margherita Buy) e Giovanni (Nanni Moretti), dinanzi alla notizia che la propria madre, Ada (Giulia Lazzarini), sta morendo. La narrazione ha inizio mentre Margherita, una regista affermata, è impegnata a girare un film sui diritti dei lavoratori e la madre è ricoverata in ospedale per degli accertamenti. Di lì a poco la dottoressa che ha in cura la signora Ada informerà i figli che il cuore della loro madre è gravemente affaticato e sta andando verso una direzione dalla quale non c’è modo di tornare indietro.

ferdinando schiavoLo vede, lo vede, dottore…
All’unisono le due donne, la moglie e l’anziana madre, cercavano di farmi capire che quell’uomo di 56 anni, GP, da mesi non stava mai fermo e le stava portando all’esasperazione.
Un anno prima gli era stata diagnosticata una demenza fronto-temporale (DFT) variante comportamentale.

ferdinando schiavoQuando ci siamo incontrati per la prima volta Cesira mi sembrava di conoscerla da sempre. Ero stato chiamato dai nipoti per sottoporla ad una visita affinché potesse far testamento dall’alto dei suoi 93 anni ben portati, testimoni dell’antico fascino e di quella certa grazia che aveva fatto innamorare - me lo aveva voluto dire con un tocco di giustificata vanità - ufficiali italiani e tedeschi di stanza in Friuli durante l’ultima guerra mondiale.

ferdinando schiavoMe la sono trovata davanti sorridente e in mano il mio libro, proprio quello che mi apprestavo a commentare a Cortina a un incontro culturale dove ero stato invitato. Mi ha detto: sono Lina. Ci ho messo qualche secondo per rimescolare le carte della mia memoria, poi in un lampo l’ho abbracciata!


Era la prima volta che ci incontravamo fuori dal mio ambulatorio e per giunta in un contesto a me estraneo, montano, vicino a casa sua. Lina era felice, donna semplice e rinata, felice di essere lì a sentirmi parlare di storie come quella che l'aveva vista protagonistala.
Le ho chiesto se desiderava raccontare l’esperienza subìta: mi ha risposto delicatamente di no, ma che io potevo parlarne senza indicare chi fosse lei tra il pubblico.

L’attività di volontariato normalmente precede l’attività svolta dalle istituzioni e dai servizi pubblici. Nel nostro caso è successo l’inverso. La nostra associazione è nata a seguito della cessazione delle attività istituzionali che la Regione attraverso il suo ” osservatorio disabilità” aveva garantito per l’ applicazione della legge 6/ 4, istitutiva dell’Amministrazione di Sostegno.

ferdinando schiavoHo scelto evidentemente un titolo provocatorio ma, vi assicuro, non è privo di qualche allarmante verità.
Inizio da alcuni fatti avvenuti negli Stati Uniti qualche decennio fa.

Dal paradiso artificiale alla realtà sperimentale: MPTP Story
Una vicenda consumata quasi 40 anni fa, quando negli U.S.A. si rivelarono alcuni casi di malattia di Parkinson giovanile in comunità di tossicodipendenti che facevano uso di una droga oppiacea, la meperidina (MPPP).

ferdinando schiavoDa un imprenditore superattivo come lui non se la sarebbero aspettata né i familiari né gli amici. Donato F. a 78 anni era diventato “depresso” nello spazio di un anno. Non andava più a dare una mano all’azienda affidata da qualche anno alle sapienti e scrupolose mani del figlio, rinviava le occasioni di spazi sociali che aveva coltivato con costanza e impegno, rubando volentieri tempo al suo amato lavoro.

Il suo medico e poi un geriatra gli avevano consigliato degli antidepressivi, ne aveva provati in successione almeno quattro, ma senza ottenere alcun miglioramento. Anzi, era diventato esageratamente tranquillo e sereno, con qualche problema nel programmare la giornata e nei banali, consueti lavoretti nel giardino che lo avevano sempre appassionato.