Salute, Benessere, Scelte individuali

ferdinando schiavoL’argomento principale di questo numero di PLV è il metodo Gentlecare di Moyra Jones ed io, come le volte precedenti, andrò “fuori tema”. Ma mi consolo con una storiella che ho letto su un Venerdì di Repubblica: Curzio Maltese riferisce quanto gli era stato raccontato da Vincenzo Cerami, che aveva conosciuto Pier Paolo Pasolini (PPP) quando era insegnante in una scuola media di Ciampino, una scuola in cui, prima dell’avvento di PPP, la media dei voti degli alunni in italiano era “quattro”, accompagnato dall’ammonizione ”sei andato fuori tema!”. Il nuovo professore, PPP appunto, amava invece quelli che andavano fuori tema premiandoli a volte con un “dieci”.
Oggi il preside l’avrebbe licenziato!

antonio guaitaLa prevalenza e l’incidenza delle demenze o dei “Disturbi neuro cognitivi maggiori” come li definisce in modo “politically correct” il DSM V, costituiscono una vera emergenza mondiale come risulta del rapporto mondiale 2015 di Alzheimer Disease International ( http://www.alzheimer.it/report2015.pdf).
La prevalenza di demenza per le persone di 60 e più anni va dal 4.6% dell’Europa centrale all’8.7% del Nord Africa e del Medio Oriente, mentre nelle altre zone il range è fra 5.6% e 7.6%, il che significa quasi 47 milioni di persone nel mondo che oggi vivono con la demenza.

ferdinando schiavoIl mio è il racconto su ciò che sta accadendo da pochissimi anni per fatti incresciosi e colpevoli avvenuti decenni fa. In una di queste incredibili storie, un’oscura eroina ha agito tempestivamente per il bene comune, mentre in altri casi personaggi politici di rilievo mondiale hanno sentito la necessità morale di raccontare l’odiosa verità e chiedere scusa.

Un’eroina è certamente Frances Oldham Kelsey, morta a 101 anni nell’agosto 2015 nota (a pochi) perché da farmacologa appena entrata nella FDA (la famosa e temuta Food and Drug Administration americana) si oppose all’ ingresso della Talidomide negli USA.

 emilia grandiIl libro si compone di due parti. La prima ripercorre le tappe che hanno condotto all’approvazione della legge sull’amministrazione di sostegno: la legge 36/1904 sulla cura e custodia degli alienati, la Costituzione repubblicana e le convenzioni internazionali, la legge Basaglia, i sistemi di protezione vigenti negli altri Stati europei, i regimi di interdizione e inabilitazione, la bozza Cendon e la legge 6/2004.

La seconda parte consiste nell’analisi conoscitiva condotta su tutti i decreti di nomina di amministratore di sostegno emessi dal giudice tutelare di Modena, dall’entrata in vigore della legge (19.3.2004) al 30.6.2014, per un totale di 3.945 decreti.

Nella primavera di quest’anno è uscito nelle sale italiane il film Mia madre (Italia 2015) diretto da Nanni Moretti, una storia cinematografica che racconta la dolorosa esperienza di due figli, Margherita (Margherita Buy) e Giovanni (Nanni Moretti), dinanzi alla notizia che la propria madre, Ada (Giulia Lazzarini), sta morendo. La narrazione ha inizio mentre Margherita, una regista affermata, è impegnata a girare un film sui diritti dei lavoratori e la madre è ricoverata in ospedale per degli accertamenti. Di lì a poco la dottoressa che ha in cura la signora Ada informerà i figli che il cuore della loro madre è gravemente affaticato e sta andando verso una direzione dalla quale non c’è modo di tornare indietro.

ferdinando schiavoLo vede, lo vede, dottore…
All’unisono le due donne, la moglie e l’anziana madre, cercavano di farmi capire che quell’uomo di 56 anni, GP, da mesi non stava mai fermo e le stava portando all’esasperazione.
Un anno prima gli era stata diagnosticata una demenza fronto-temporale (DFT) variante comportamentale.

ferdinando schiavoQuando ci siamo incontrati per la prima volta Cesira mi sembrava di conoscerla da sempre. Ero stato chiamato dai nipoti per sottoporla ad una visita affinché potesse far testamento dall’alto dei suoi 93 anni ben portati, testimoni dell’antico fascino e di quella certa grazia che aveva fatto innamorare - me lo aveva voluto dire con un tocco di giustificata vanità - ufficiali italiani e tedeschi di stanza in Friuli durante l’ultima guerra mondiale.

ferdinando schiavoMe la sono trovata davanti sorridente e in mano il mio libro, proprio quello che mi apprestavo a commentare a Cortina a un incontro culturale dove ero stato invitato. Mi ha detto: sono Lina. Ci ho messo qualche secondo per rimescolare le carte della mia memoria, poi in un lampo l’ho abbracciata!


Era la prima volta che ci incontravamo fuori dal mio ambulatorio e per giunta in un contesto a me estraneo, montano, vicino a casa sua. Lina era felice, donna semplice e rinata, felice di essere lì a sentirmi parlare di storie come quella che l'aveva vista protagonistala.
Le ho chiesto se desiderava raccontare l’esperienza subìta: mi ha risposto delicatamente di no, ma che io potevo parlarne senza indicare chi fosse lei tra il pubblico.