sonia baccettiAgopuntura, fitoterapia e omeopatia sono presenti in oltre novanta ambulatori pubblici. A queste discipline si rivolge circa il 15% dei cittadini toscani per un’ampia gamma di patologie.

Una splendida anomalia

Le medicine complementari, e più precisamente agopuntura e medicina tradizionale cinese (MTC), fitoterapia e omeopatia, sono protagoniste in Toscana, sin dagli anni Novanta, di un originale percorso d’integrazione nel servizio sanitario pubblico. Oggi sono parte integrante del sistema di salute regionale.

Queste discipline, caso unico in Italia, sono state inserite nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) regionali integrativi nel 2005 e sono presenti in 91 strutture del Servizio Sanitario Toscano (SST), che erogano in media circa 30.000 prestazioni l’anno. Entrando nel dettaglio, 45 ambulatori offrono trattamenti di agopuntura e MTC, 23 di omeopatia, 13 di fitoterapia e 10 attività varie del settore complementare. Come indicano diverse statistiche, si tratta di terapie utilizzate da circa il 15% dei cittadini toscani.
L’ultimo Piano socio sanitario integrato regionale, in continuità con i precedenti a partire dal 1999, ha dedicato al settore delle cure complementari un capitolo specifico, valorizzandone l’utilizzo nella promozione del parto fisiologico, nell’assistenza termale, nella lotta al dolore, nella prevenzione dei disturbi psichici, nel fine vita e nella lotta ai tumori.
Nel 2007 la legge regionale n. 9 aveva stabilito le regole per la formazione di medici, farmacisti e veterinari impegnati in medicina complementare, ponendo le basi per la definizione dell’Accordo firmato in Conferenza Stato Regioni nel febbraio del 2013 che, per la prima volta in Italia, ha sancito criteri uniformi per la formazione e l’esercizio di queste terapie.
La regolamentazione regionale è stata affiancata dalla necessaria attività di ricerca clinica e sulla sicurezza dei trattamenti; la messa a sistema delle medicine complementari nella sanità toscana ha consentito anche una puntuale informazione sulle potenzialità di queste terapie a medici, ostetriche e infermieri tramite corsi specifici o moduli dedicati all’interno di corsi regionali. Particolarmente seguito il corso sul dolore e le tecniche di MTC, rivolto agli infermieri dell’assistenza domiciliare, della dialisi, degli hospice e delle cure palliative.
In sintonia con l’orientamento regionale, anche l’informazione e la comunicazione ai cittadini formano una tessera essenziale nel mosaico dell’integrazione. Per questo sul sito della Regione Toscana (1) è stata creata una sezione sulle medicine complementari e dal 2004 viene edito, e pubblicato sul sito regionale, il Notiziario regionale MC Toscana. La testata dà conto delle attività e dei progetti della Rete toscana di medicina integrata (RTMI), l’organismo di governo clinico istituito nel 2007 che coordina le attività dell’intero settore.

Appropriatezza, efficacia e sicurezza: cardini dell’integrazione

Nella riforma e riorganizzazione della sanità toscana le medicine complementari conservano e rafforzano il proprio ruolo di risorsa per la salute appropriata, sostenibile ed efficace, in particolare negli ambiti di salute per quali la ricerca ne ha documentato la sicurezza e l’utilità.
A tale proposito è stata condotta un’attività intensa di collaborazione con il Consiglio sanitario regionale, dove è presente un rappresentante del settore, per definire in quali aree cliniche si possono utilizzare le diverse discipline. Fra i documenti approvati, le Linee di indirizzo per l’agopuntura e la medicina tradizionale cinese per gli operatori del SST, che forniscono informazioni dimostrate scientificamente sui benefici di agopuntura e medicina tradizionale cinese e indicano le patologie dove questi trattamenti migliorano salute e qualità della vita delle persone.
Sono state approvate anche le Linee guida regionali per la menopausa (con una specifica sezione sull'uso delle medicine complementari nella menopausa fisiologica e iatrogena), per il controllo del dolore in travaglio e parto (che inseriscono queste medicine fra le tecniche non farmacologiche per il controllo del dolore nel travaglio e nel parto) e per il mal di schiena.

L’oncologia integrata e il sostegno al malato di tumore
In Toscana agopuntura, fitoterapia e omeopatia, con la propria specificità di approccio, sono incluse nell’offerta terapeutica regionale anche in oncologia, uno dei settori nei quali più alto è stato l’impegno negli ultimi anni.
Lo ha stabilito nel 2015 una delibera della Giunta regionale, toccando uno dei punti più alti nell’integrazione delle medicine complementari in questa regione. Anche questa decisione è motivata da solide ragioni. A partire dalla considerazione che il tumore, una patologia sistemica e multifattoriale, tragga beneficio dall’impiego sinergico di più terapie e che le MC rappresentino un forte elemento di innovazione in sanità. Ed è anche una risposta, coerente con logica di equità del nostro servizio sanitario, ai numerosi malati di tumore che chiedono un aiuto anche a queste terapie (1 su 3 secondo una ricerca europea, circa il 37% in Toscana secondo uno studio del 2014).
Per questo, in collaborazione con l’Istituto Toscano Tumori, è stato avviato un percorso “evidence based”, saldamente ancorato alla ricerca scientifica, che ha avuto come passaggio chiave la partecipazione alla Joint Action europea European Partnership for Action Against Cancer (Epaac). Dopo un meticoloso lavoro di revisione degli studi scientifici sulle MC in oncologia, si è giunti alla conclusione che alcune tipologie di trattamenti complementari sono validi per alleviare alcuni sintomi specifici del tumore (fra cui nausea e vomito post chemioterapia, vampate di calore della menopausa iatrogena, lesioni cutanee da radioterapia, dolore, ansia e astenia) e per migliorare la qualità di vita del malato. La delibera già citata è dunque il coronamento di un lavoro di squadra e il punto di partenza per la piena integrazione di queste terapie nella rete oncologica regionale. Consente soprattutto di mettere a disposizione dei cittadini toscani trattamenti che si sono dimostrati efficaci, sicuri e con scarsi effetti collaterali.
Per approfondire l’argomento è stato pubblicato il volume “Le medicine complementari per il paziente oncologico. Sviluppo e opportunità dell’oncologia integrata”, frutto della collaborazione fra la Rete toscana di medicina integrata e oncologi regionali e nazionali (2).

Un ampio ventaglio di opportunità cliniche

I motivi del successo dei servizi di medicina complementare sono legati dunque alla loro documentata efficacia, ai bassi effetti collaterali e ai vantaggi in termini di costi/benefici. Per questo sono fruibili in diverse situazioni cliniche, oltre a quelle già descritte.
Ampio è, ad esempio, l’utilizzo nella terapia del dolore, in particolare di quelle patologie muscolo-scheletriche molto diffuse nella popolazione toscana che, come tutti i paesi industrializzati, ha un’età sempre più elevata. La ricerca ha mostrato che questi trattamenti, in particolare le tecniche di MTC come l’agopuntura, sono utili, sicuri ed economicamente sostenibili rispetto alle terapie standard, soprattutto in soggetti fragili, anziani e polimedicalizzati.
Anche le allergie, e in generale le manifestazioni atopiche, degli adulti come dei bambini, che colpiscono il 20-25% della popolazione, traggono vantaggio dalle cure complementari; queste consentono inoltre di ridurre l’impiego degli antibiotici, spesso utilizzati in modo improprio ed eccessivo (come ha avvertito la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità) in particolare nelle infezioni respiratorie dell’età pediatrica. Last but not least, la salute di genere è un terreno fecondo per la medicina complementare (vedi box 2).

Stili di vita virtuosi

L’aumento costante della spesa sanitaria richiede nuovi modelli per affrontare problemi emergenti e diffusi come obesità, malattie cardiovascolari, consumo di alcool e tabacco e consumo eccessivo di farmaci. E’ un obiettivo condiviso dalle maggiori agenzie sanitarie europee, che concordano sulla necessità di promuovere politiche in grado di incidere sulla mortalità e la diffusione delle malattie croniche intervenendo proprio sui fattori di rischio “modificabili”, come ipertensione, tabagismo, inattività fisica ecc.
Gli stili di vita giocano dunque un ruolo di primo piano nella prospettiva della salute. Anche qui le terapie complementari sono chiamate a fare la loro parte per affermare uno stile di vita salutare, un ruolo attivo dei cittadini sul fronte della prevenzione e una maggiore consapevolezza nella tutela della salute.
Questa opportunità, già evidenziata da alcune ricerche internazionali, ha trovato un riscontro concreto in un’indagine regionale condotta dalla Rete toscana di medicina integrata e dall’Agenzia Regionale di Sanità toscana, che ha messo a fuoco la correlazione fra medicine complementari e stili di vita.
Gli oltre 1.000 questionari distribuiti ai pazienti di 23 ambulatori pubblici toscani hanno restituito una realtà interessante, mostrando che chi si cura con le medicine complementari segue stili di vita più salutari rispetto alla popolazione generale. I dati positivi hanno riguardato in particolare l’attività fisica, il consumo di alcol, l’abitudine al fumo e il consumo di frutta e verdura. Tutti indicatori di salute e un tagliando di prevenzione per un benessere maggiore.

Anche l’autocura fa la sua parte

Le patologie croniche rappresentano la principale causa di morte e di invalidità nel mondo e lo sono anche in Toscana. L’aumento di malattie cardiovascolari, tumori, disturbi respiratori, diabete, patologie osteoarticolari è legato indubbiamente all’aumento della sopravvivenza media, quindi all’invecchiamento della popolazione. Per questo, è prioritario promuovere un approccio multidisciplinare e mettere in sinergia un’ampia serie di strumenti di prevenzione. Incluso il coinvolgimento delle persone, la presa in carico soggettiva del proprio benessere.
La visione più innovativa della medicina per la gestione delle cronicità suggerisce, infatti, un approccio “proattivo” tra personale sanitario e assistiti. Acquisire una maggiore consapevolezza nella gestione del proprio stato di salute, con la conseguente promozione dell’autocura, è fondamentale per la corretta presa in carico del malato cronico ma anche acuto.
Nelle malattie croniche, il paziente si fa protagonista attivo dei processi di cura. La gestione della malattia può essergli insegnata trasferendo, sotto il suo controllo, una sua componente rilevante: la dieta, l’esercizio fisico, il monitoraggio dei vari parametri, l’uso dei farmaci.
In quest’ambito i sistemi di MC, in particolare la medicina tradizionale cinese, offrono un contributo importante e diverse tecniche di autocura: il Su Jok, ad esempio, che lavora sulla mano, ginnastiche come il Qi Gong e il Tai chi che aiutano a promuovere il benessere e a prevenire le cadute, soprattutto negli anziani, oppure il massaggio Tuina per i più piccoli.

 

 

Parola d’ordine sostenibilità

“Prendersi cura della sanità per curare tutti. Investire nella salute per creare ricchezza”. Con questo slogan si presenta il “Forum della sostenibilità e opportunità della salute”.
L’evento, che si svolgerà a Firenze alla Leopolda il 23 e 24 settembre, promuove una riflessione a 360° sulla sostenibilità del welfare e del servizio sanitario pubblico in questa fase storica, avvalendosi del contributo di istituzioni, esperti, ricercatori, attori pubblici e privati. Caratterizza questo appuntamento il coinvolgimento delle Regioni per confrontare strategie e progetti e avviare processi di condivisione e collaborazione.
Il convegno principale e istituzionale tocca gli aspetti fondamentali della politica sanitaria e dello sviluppo economico per la sostenibilità del sistema di salute e lo sviluppo delle imprese, della ricerca e del lavoro. Lo affianca un programma di iniziative ed eventi di approfondimento sui temi di particolare interesse: fra questi il futuro della medicina e della salute, le eccellenze del Sistema sanitario italiano, la trasformazione del sistema guidata dalla tecnologia, il ruolo della sanità integrativa, la medicina di genere, la nutraceutica.
Una sessione specifica è dedicata, il giorno 23 settembre, alle medicine complementari e alla loro integrazione nella sanità e nel Chronic Care Model. Illustreranno l’innovativo percorso di integrazione che ha luogo in Toscana ormai da vent’anni i responsabili delle Strutture di riferimento regionale per la medicina tradizionale cinese e l’agopuntura (Centro Fior di Prugna di Firenze), per la fitoterapia (Cerfit AOU Careggi), per l’omeopatia (Ambulatorio di omeopatia di Lucca) e per le attività di medicina integrata per pazienti ospedalizzati (Ospedale di Pitigliano), con il contributo dei dirigenti regionali del settore.
Una tavola rotonda metterà a confronto i rappresentanti delle Regioni che, con varie modalità, portano avanti la regolamentazione o l’integrazione delle terapie complementari, per fare il punto della situazione e avanzare proposte di sviluppo e maggiore radicamento di questo settore, come un elemento di innovazione e sostenibilità in sanità.
Il programma dell’evento si può scaricare qui

 



Salute di genere e medicina complementare

L’appartenenza di genere è un importante determinante per la salute umana e anche in medicina si deve applicare il concetto di diversità di genere per garantire a ciascuno le cure migliori.
Alcune medicine complementari, ad esempio la medicina tradizionale cinese, inquadrano l’uomo e la donna in maniera diversa da un punto di vista sia diagnostico sia terapeutico; tutte, grazie alla visione olistica e alla personalizzazione, dedicano un’attenzione speciale all’approccio di genere alla salute. Non è un caso che, come hanno documentato ricerche nazionali e internazionali, queste terapie siano utilizzate soprattutto dalle donne.
Le medicine tradizionali e complementari hanno approccio, temi e proposte terapeutiche particolarmente “affini” ai bisogni delle donne, alle quali sono affidate storicamente le funzioni di cura sociale e che hanno svolto un ruolo attivo per affermare una nuova visione di benessere e salute.
La Rete toscana di medicina integrata ha all’attivo numerose attività e iniziative per la salute di genere, dai servizi dedicati alla salute femminile come l’Ambulatorio di omeopatia per la donna di Lucca, fino ai numerosi progetti sul parto naturale e l’evento nascita.
Questa sensibilità è in sintonia con i principi che ispirano il Servizio sanitario regionale toscano che, per tutelare con equità la salute di uomini e donne, ha istituito un Centro di coordinamento regionale della salute e medicina di genere. 

 

 

Per approfondire
1. http://www.regione.toscana.it/cittadini/salute/medicine-complementari
2. S. Baccetti, M. Di Stefano, E. Rossi. Le medicine complementari per il paziente oncologico. Sviluppo e opportunità dell’oncologia integrata. Felici Edizioni 2015.

Biografia
Author: Sonia Baccetti