“Nel 417 il figlio di Sofocle, Iofonte denunciò il padre
alla Fratria per demenza senile, geloso, si dice,
dell'affetto per il nipote illegittimo, suo omonimo.
Sembra che al processo Sofocle si sia difeso limitandosi
a leggere alcuni versi dell'Edipo a Colono”.

gabriele codiniIl fenomeno della violenza contro gli anziani esiste sin dall’antichità, ma solamente negli anni 90 del novecento la società ha dimostrato interesse e preoccupazione a questi abusi, sommersi e taciuti sino ad allora.
Tuttavia nonostante questa attenzione dimostrata dal 1990 dalla società agli abusi di anziani, non è stata ancora fondata una teoria basata sulle evidenze del fenomeno per poter spiegare il verificarsi del maltrattamento dell’anziano, per cui si è assistito a sforzi sociali che hanno sinora potuto avere scarsi risultati per cambiare l’andamento evolutivo degli abusi(1).


La popolazione anziana infatti può rappresentare una realtà debole, ma in realtà è molto diversificata per cui non si può ipotizzare una correlazione tra età e debolezza. Le condizioni di salute, lo stato sociale, la storia relazionale e sociale possono essere molto diverse e i quindi è importante individuare i rischi di vittimizzazione per poter poi intervenire in modo adeguato.

Dimensione del fenomeno
Negli Stati Uniti almeno 5 milioni di persone anziane ogni anno subiscono abuso, anche se il numero è sicuramente sottostimato.
Un rapporto dell’OMS/Europa ha stimato che nel 2011 almeno 4 milioni di persone con età superiore ai 60 ha subito abuso. La violenza domestica in Italia, secondo lo Studio Silvernet (2) del 2007 ha una prevalenza del 10%, mentre uno studio dell’Università La Sapienza di Roma (3) ha evidenziato una prevalenza del 9%.
Nel 2008 i reati contro gli anziani (over 65), secondo il rapporto della Polizia di Stato italiana (4) , sono stati 240.946 (su 2.709.441 totali 8,8%) mentre nel 2011 sono cresciuti a 279.475 (su un totale di 2.763.012, pari al 10,11%). I principali reati sono l’omicidio colposo, il furto e le rapine. Per quanto riguarda l’omicidio si è rilevata una crescita nel 2011 con un’incidenza di 30,23% sul totale degli omicidi commessi, 27% nel 2008.
I dati europei dimostrano che almeno il 30% degli omicidi di anziani riguarda reati compiuti in famiglia su 8500 omicidi per anziani compiuti in Europa almeno 2500 muoiono per reati compiuti tra i familiari.
Negli gli ultimi decenni si è rilevato un considerevole aumento di ricerche sull'abuso senile secondo i quali risultati evidenziano che almeno il 6% della popolazione anziana ha subito almeno un abuso ogni 30 giorni(5).
In Inghilterra 500.000 persone anziane vengono abusate ma molte persone non sono a conoscenza del problema e sono state prese poche misure per affrontarlo (6) . L’abuso ha luogo negli ambienti istituzionali, ma anche più spesso nelle case, può essere perpetrato da personale di cura negli istituti, da parenti, da amici e da estranei e può assumere diverse forme — abuso sessuale, abuso finanziario, abuso di medicamento nel controllare e sedare pazienti, abuso fisico, comportamenti mirati a degradare e umiliare (7).
In Gran Bretagna la prevalenza generale dell’abuso a persone oltre i 66 anni è del 2.6% (abusi subito durante l’ultimo anno). Questo corrisponde a uno su 40 anziani nel Regno Unito (8) .
L’abuso in famiglia sugli anziani in Spagna ha la stessa prevalenza dell’abuso sui minori, che gode di riconoscimento sociale come un problema grave e che ha visto nascere la “Legge per la Protezione dei Minori e delle Donne Vittime di violenza domestica”.
Gli anziani costituiscono un gruppo di vittime controverso anche perché essi non godono di una legislazione specifica che tratta il loro problema.
L'abuso dell'anziano spesso non è riscontrato e rilevato perché l'anziano stesso è incapace di segnalare quanto gli succede per paura o per imbarazzo o per deterioramento mentale o per il timore di dover essere istituzionalizzato.
Secondo la letteratura attuale la maggior parte degli abusi avviene nel domicilio stesso dell'anziano anche se è presente la segnalazione di casi di abuso nelle istituzioni residenziali. Studi attuali comunque stanno rilevando una reale presenza di violenza in istituzioni che si affiancano quindi alla violenza familiare.
Secondo dati forniti dalla AEA canadese, l'abuso senile si verifica principalmente in ambienti domestici (64%), seguito dalle residenze sanitarie (23%) e quindi dagli ospedali (5%) (9).
Un altro caso frequente di abuso riguarda la gestione finanziaria dell'anziano. Nel caso della persona anziana con scarse capacità cognitive, la tutela si impone per garantire una sicurezza di vita e la prevenzione di questi abusi finanziari.
Tutte le persone anziane, sia uomini che donne, di tutti i ceti sociali e gruppi etnici, possono essere a rischio di maltrattamento e molto spesso questo è nascosto.
Per molti anziani vittima di abusi, l’ospedale è l’unico luogo esterno per un contatto e un supporto.
Molto spesso però anche nell’ambito ospedaliero, per vari motivi è molto difficile che l’abusato abbia la coscienza di denunciare il maltrattamento (o la capacità di farlo).
Esiste ovviamente anche una continuità tra la violenza contro le donne e la violenza alle donne anziane, che continuano a subire anche in età avanzate le violenze da parte del coniuge.
Il numero oscuro dell’abuso dell’anziano può essere evidenziato dalla prevalenza degli incidenti domestici avvenuti in Italia, supponendo che fra essi possano esistere episodi di maltrattamento.
Secondo Lanza (10) gli incidenti domestici, nel 1988 con esito mortale sono stati 8646, nel 75% dei casi la vittima aveva più di 64 anni.
Sono stati incidenti mortali domestici o a volte azioni criminose dei familiari?
Ipotizzando che solo il 5x1000 degli incidenti fosse stato causato da violenze, percosse o lesioni legate al maltrattamento, i casi di omicidi domestici sarebbero di 40 unità l’anno.

Motivazioni dell’abuso in famiglia
Il maltrattamento dell’anziano può avvenire per vari motivi. Nella letteratura sono stati individuati alcuni temi che possono spiegare alcune forme di abuso. Essendo comunque il fenomeno molto variegato le motivazioni si manifestano a secondo delle modalità di abuso e delle caratteristiche delle vittime e dell’abusante.
Descriviamo ora alcune delle motivazioni indicate dai vari autori:
• Modello situazionale (invalidità, problematiche sociali, …)
Secondo questo modello “vi sarebbero una serie di condizioni favorenti il fenomeno, vuoi fattori legati alla vittima stessa (dipendenza fisica e psichica, problemi di salute e di personalità), oppure fattori strutturali (difficoltà economiche, isolamento sociale, problemi ambientali), o fattori connessi alla persona che ha in carico l’anziano (problemi esistenziali, abuso di sostanze, precedenti esperienze di socializzazione secondo modelli di violenza) (11) (Philipps 1986).

• Teoria dello scambio sociale
Gli anziani vittime sono tali in quanto, senza potere, dipendenti e vulnerabili rispetto alle persone che li hanno in carico, sono privi di possibilità di interazione, di contrattualità sociale nei loro confronti (12) . (Philipps 1986).

• Ruoli: processo di infantilizzazione e genitorializzazione dei figli
Lo scambio dei ruoli sociali e familiari con l’avanzare dell’età, il pensionamento, la realizzazione dei figli porta spesso a una regressione da parte dell’anziano che da genitore diviene “figlio” dei propri figli. E’ lei/lui che ora deve ricevere il “dono” del sostegno, e a volte anche dell’accudimento. Ovviamente da come ha svolto il suo ruolo nell’infanzia dei propri figli si ritroverà spesso a subire ciò che ha fatto patire in passato. Oppure sentimenti di rivalità e risentimento si possono affacciare quando l’ex genitore risulta più debole e facile da colpire.

• Non accettazione patologia (demenza per es.) e cambiamento della persona
In genere questi sentimenti si manifestano nella coppia di anziani in cui uno dei due comincia a manifestare segni di demenza o altre degenerazioni. L’elaborazione del lutto dell’altro coniuge, che non vuole accettare il cambiamento spesso radicale del partner, si manifesta prima con incredulità (fa così perché è pigro non perché non ricorda), poi con rabbia “reagisci non fare così!!) a volte anche ostilità, perché forse è più facile accusare l’altro di non volere reagire o di non comportarsi normalmente che accettare di non avere più vicino la persona di prima, ma una persona malata, negando la dimensione patologica che è troppo dura da accettare.

• Ciclo della violenza: secondo l’antico detto “chi è stato maltrattato maltratta a sua volta” (13)
La violenza si impara e il bambino maltrattato o che ha visto il padre per es. maltrattare la madre, a sua volta si può identificare nell’aggressore e quando il genitore diventa più fragile ripete il meccanismo abusante che ha imparato sin da bambino.

• Interazionismo simbolico
“Interazione sociale è un processo che si stabilisce fra più attori sociali e si modella su ruoli e significati simbolici che debbono essere costantemente negoziati e rinegoziati, al fine di un consenso reciproco che permetta la continuità del rapporto. Il maltrattamento degli anziani quindi sorgerebbe per un conflitto di ruolo, sia nella vittima che nell’autore dell’abuso, per la difficoltà di conciliare l’immagine dell’anziano qual è ora e com’era in passato, e ciò per la perdita di potere di efficienza e di prontezza. L’esempio dell’anziano affetto da demenza esemplifica drammaticamente tale mutamento e dunque conflitto interattivo e simbolico”(14).

Profilo delle vittime e fattori di rischio
Quasi tutti gli Autori concordano nel ritenere le donne, soprattutto se ultraottantenni, come maggiormente a rischio di abuso, ma forse ciò è dovuto anche al fatto che vi sono più donne che uomini di quell’età.
Anche i grandi anziani sono generalmente considerati maggiormente a rischio nella maggior parte delle ricerche.
Il fenomeno sarebbe trasversale a tutte le classi sociali, la povertà e la disoccupazione sarebbero fattori rilevanti e soprattutto quello che maggiormente viene indicato è l’isolamento sociale, con la mancanza di risorse esterne (amici, vicini, servizi) che possono tutelare la salute dell’anziano.
In sintesi, Peter Decalmer (15) traccia il seguente profilo generale della vittima di abuso:
• Ultrasettantacinquenne;
• Fisicamente menomata, spesso costretta a letto o in una sedia;
• Mentalmente menomata, con un comportamento infantile;
• Socialmente isolata;
• Depressa;
• Propensa ad assumere il ruolo di malata;
• Con un familiare abusante in passato;
• Troppo povera per vivere in modo indipendente.
Comunque nonostante le numerose ricerche effettuate dagli anni 90 sino ad oggi non è comunque condivisa da tutti una tipologia precisa (o tipologie) che possano essere maggiormente a rischio di abusi.
Secondo Karl Pillemer, per esempio si possono distinguere tre tipi di fattori di rischio (16) in base all’evidenza scientifica di tali fattori e quindi alle ricerche effettuate:

1) I fattori di rischio probabili (quando esiste una unanimità o un grande consenso nelle ricerche).
• Condizione di convivenza
• Isolamento sociale
• Demenza
• Caratteristiche individuali degli aggressori
• Infermità mentale
• Dipendenza dell’aggressore

2) I fattori di rischio potenziali (quando l’appoggio da parte degli studi è contradditorio o limitato)
• Genere
• Relazione tra la vittima e l’aggressore
• Caratteristica della vittima
• Razza

3) I fattori di rischio discutibili (quando si presume che tale fattore possa aumentare la probabilità del maltrattamento, ma non è provato da studi scientifici).
• Disabilità fisica dell’anziano
• Dipendenza della vittima e stress del caregiver
• Trasmissione intergenerazionale

I fattori di rischio probabili
La condizione di convivenza facilita sicuramente la possibilità di abusi e maltrattamenti. Il vivere solo diminuisce il rischio (17) , il motivo di tale fenomeno è legato alla convivenza che rende più vicini e quotidianamente a contatto l’aggressore e l’anziano e ne può facilitare l’atto abusante.
Ovviamente il vivere soli non deve essere isolamento sociale, in quanto anche questo è dimostrato essere un fattore di rischio importante. Senza risorse di relazioni sociali, se poi aggiunto al basso livello sociale e incapacità fisiche o mentali aumentano considerevolmente il rischio di subire abusi (18).
Molti studi hanno evidenziato che la demenza aumenta il rischio del maltrattamento dall’1-3% della popolazione anziana generale sino ad arrivare a punte del 5,4% (Pillemer e Suitor 1992 ) (19),14% per paziente con Alzheimer (Homer e Gilleard 1990 ) (20) e 11,9% con demenza (Coyne 1993 ) (21). E’ da considerare comunque una caratteristica importante del paziente con demenza od Alzheimer che può manifestare un comportamento aggressivo suo proprio e quindi indurre anche il caregiver ad comportamenti abusanti o maltrattanti dovuti al grave stress dell’assistenza.
Ovviamente sono importanti anche le caratteristiche degli aggressori che convivono o dipendono dall’anziano, quali disturbi mentali, abuso di alcool o droghe, marginalità sociale e maltrattamenti infantili aumentano il rischio di abusi.

I fattori di rischio potenziali
Genere
Studi americani (rapporti della Società Americana di Psicologia - APS) evidenziano come il sesso femminile rappresenti la maggioranza dei casi di abuso, ma il sesso rappresenta davvero un sicuro fattore di rischio. Molte volte è stato segnalato che la maggiore aspettativa di vita delle donne ne può causare questa prevalenza, alcuni studi hanno per esempio evidenziato che alcune forme di abuso invece non sono esclusive delle donne.
Sicuramente la donna che ha subito maggiori violenze in età più giovane e continua anche in terza età a subire violenze, soprattutto quelle più gravi dove sono presenti in percentuale maggiore (22)(abusi fisici ed emozionali).
Una recente ricerca europea ABUEL, Abuso e salute tra gli anziani in Europa, Soares J.J.F. e altri (23) , svolta in Svezia, Italia (Ancona), Portogallo, Grecia, Lituania, Spagna, Germania, ha evidenziato come in alcuni casi come l’abuso finanziario gli uomini siano più frequenti delle donne
A livello complessivo in Europa emerge un 19.4% di vittime di abuso psicologico seguite dal 3.8% di vittime di abuso finanziario, 2.7% di vittime di abuso fisico e 0.7% di anziani vittime di abuso sessuale. In particolare gli uomini, in misura maggiore delle donne sono vittime di sopruso psicologico (rispettivamente il 20% e il 18.9%), fisico (2.8% e 2.6%) e finanziario (4.1% e 3.7%). Una situazione opposta si rileva sulla violenza sessuale (1% delle donne e 0.3% degli uomini). Coniugi e partner sono i principali autori del sopruso fisico (33.7%)(24) .

Profilo di chi compie l’abuso
“Non tutti gli autori degli abusi sugli anziani sono uguali. La tendenza a etichettare tutti i responsabili degli abusi sugli anziani come i "cattivi" fa diminuire la nostra capacità di rispondere in modo efficace. Una revisione della letteratura dimostra che gli autori degli abusi sugli anziani sono infatti eterogenei con importanti differenze tra i tipi di abuso”(25) .
Proprio per questi motivi nel nostro intervento “è necessaria una riformulazione degli interventi che devono comprendere le esigenze di entrambi: le vittime e carnefici, prendere in considerazione il tipo di abuso in questione, riconoscere le variazioni di autore colpevolezza, e riconoscere il continuum di complessità tra questi casi. Senza affrontare queste sfumature, gli sforzi di intervento e di prevenzione sarà inutile se non dannoso(27) .
Quanto alle caratteristiche di chi compie l’abuso, si tratta soprattutto di coloro che vivono con la vittima e che hanno dovuto lasciare il lavoro per assisterla.
Nel 40% dei casi descritti da Taler e Ansello il maltrattamento è perpetrato dal coniuge, nel 50% da figli o nipoti. Secondo Marshall et al. la figura abusante è diversa, percentualmente almeno, a seconda dei tipi di abuso, ma i figli e i coniugi sono comunque i più rappresentati, seguiti dai nipoti e dai fratelli.
Anche questa forma di abuso, come tutte quelle in famiglia, è significativamente correlata con l’abuso alcolico dell’autore ma anche della vittima.
Secondo alcune ricerche i maltrattamenti sono compiuti prevalentemente in ambito familiare e gli autori risultano essere per oltre la metà dei casi i figli (53%), i nipoti (19%) e i coniugi (16%) (Davis e Medina, 2001) (27).

Il profilo di chi compie l’abuso è in sintesi proposto da Delcamer:
• Un familiare che si è occupato dell’anziano per molti anni, in media più di nove;
• Che vive con la vittima;
• Nel 40% dei casi il coniuge (con precedenti conflitti coniugali) e nel 50% il figlio o il nipote;
• Di circa 50 anni (75% dei casi);
• Con precedenti penali;
• Con precedenti psicopatologici di depressione (nel 91% dei casi clinicamente depresso) e ostilità;
• Con abusi alcolici e di droga (nel 63% dei casi);
• Con una storia di conflitto fra genitori e figli nell’infanzia.
• Sovraccaricato da stress;
• In precarie condizioni economiche, tanto da aver bisogno del denaro o dell’abitazione della vittima;
• Socialmente isolato e che ha lasciato il lavoro;

Abuso al di fuori della famiglia
L’abuso può verificarsi anche al di fuori della famiglia, ed in particolare nelle diverse istituzioni di ricovero e residenza, quali RSA, ospedali, centri deputati all’assistenza.
Il fenomeno è presente in ogni realtà e si manifesta con dimensioni e rilevanze molto preoccupante, risultando per ora solo in caso di rilevamento delle forze dell’ordine.
Uno studio americano ha intervistato 577 tra infermieri e assistenti di 31 case di riposo del New Hampshire (Usa) Il 36% degli intervistati ha riferito di avere assistito all’abuso fisico sugli anziani ricoverati, mentre l’81% ha assistito a casi di abuso psicologico (28) .
Anche con ricerche è sempre comunque difficile conoscere la dimensione reale del fenomeno vuoi per la reticenza delle direzioni e per il silenzio che gli stessi ospiti manifestano per paura di ritorsioni o nuovi abusi.
Per questo motivo in Spagna, per es., si è pensato di istituire un ente nazionale responsabile per il “controllo qualità” delle residenze per anziani.
Secondo Iborra Marmolejo I.  (29), “in generale, i fattori di rischio di tale tipo di abuso sono legati ad azioni per eccesso o difetto del personale professionale o del volontariato, ma anche dai parenti di lui in visita.
Per quanto riguarda il personale, si presentano molte variabili come;
• la mancanza di qualificazione,
• una non corretta applicazione delle norme in vigore,
• la presenza di alti livelli di stress nella vita privata,
• atteggiamenti negativi verso le persone anziane (gerontofobia),
• limitata capacità di sopportare la frustrazione,
• burn out (30).
Altri fattori possono aumentare il rischio di abusi e maltrattamenti in particolare il profilo della persona che più facilmente potrà subire abusi è(31):
• Essere una donna
• Avere incapacità fisiche o psichiche,
• Tendenza ad avere un ruolo passivo,
• Assenza di familiari,
• Avere poche visite.
Per quanto riguarda poi le istituzioni sono stati rilevati importanti fattori di rischio di maltrattamenti come:
• accoglienza carente e insalubre
• rigidità degli orari,
• animazione socioculturale eccessiva o infantilizzazione delle persone anziane,
• cambio brusco di stanza o luogo di soggiorno,
• carenza di aiuto nello svolgimento delle normali attività di vita quotidiana,
• ambiente lavorativo aggressivo (32) .

In Italia solo da poco tempo si è prestata attenzione a tale fenomeno e si spera si possa individuare una strategia di monitoraggio e protezione adeguata. Sono comunque ormai frequenti rilevamenti da parte delle forze dell’ordine di gravi carenze assistenziali e maltrattamenti che necessitano sicuramente un piano nazionale efficace e una maggiore conoscenza e controllo del sistema.

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(1) (Theory-based models enhancing the understanding of four types of elder maltreatment Shelly L. Jackson Institute of Law, Psychiatry and Public Policy, University of Virginia, Charlottesville, VA, USA Thomas L. Hafemeister. International Review of Victimology March 21, 2016

(2) Studio Silvernet . Ogioni I,. Liperoti R, Landi F., Soldato M., Bernabei M., Onder G., Cross-sectional association between behavioural symptoms and potential elder abuse among subjects in home care in Italy: results from the Silvernet Study. Am. J. Geriatr. Psychiatry 2007:15:70-8

(3) “La violenza occulta. Violenze, abusi e maltrattamenti contro le persone anziane” Dipartimento di Scienza Demografiche dell’Università La sapienza di Roma 2007-2008

(4)citato in Melania Scali, Le vittime dimenticate: anziani, abusi e maltrattamenti, 2013 Profiling anno 4, N.2

(5) Cooper C, Selwood A, Livingston G, The prevalence of elder abuse and neglect: a systematic review, in Age Ageing, vol. 37, nº 2, marzo 2008, pp. 151–60,

 

DOI:10.1093/ageing/afm194, PMID 18349012.)

(6) Gabriele Codini, Vittimologia e vittime fragili. Franco Angeli Editore, 2011

(7) Health report elder abuse UK, 2003

(8) UK Study of Abuse and Neglect of Older People 2006

(9) Statistics Canada, 1999, 38..

(10) Lanza, 1994, in Savona, E., pag. 78, 2005

(11) Merzagora Betsos, I., Il maltrattamento degli anziani in famiglia, in Cendon, P., (a cura di), Trattato della responsabilità civile e penale in famiglia, Vol. 3, Padova, CEDAM, 2004

(12)Idem pg. 1825

(13) Carmine Macchione, Abusi contro gli anziani. Rubbettino.2006

(14) Merzagora Betsos, I., Il maltrattamento degli anziani in famiglia, in Cendon, P., (a cura di), Trattato della responsabilità civile e penale in famiglia, Vol. 3, Padova, CEDAM, 2004.

(15)Peter Delcamer, Frank Glendenning, The mistreatment of elderly people.Sage publication, 1997.

(16) Karl Pillemer, Factores de riesgo del maltrato demayores. In Isabel Iborra marmolejos, Violencia contra personas mayores. Ariel 2005.  

(17) Pillemer K e Finkelhor D., 1988 “The prevalence of elder abuse: a random sample survey” The Gerontologist, 28(1): 51-57.

(18)Phillips R.L. 1983 “Abuse and neglet of the faril elderly at home: an exploration of theoretical relationships”, Journal of Advance Nursing, 8: 379-392.

(19) Pillemer K., Suitor J.J. 1992, “Violence and violent feelings: what causes them among family givers?” Journal of Gerontology 47: s165-s172.

(20) Homer A.C., Gilleard C., 1990 “ Abuse of elderly people by their carers” British Medical Journal, 301 (6.765): 1359-1362

(21) Citato in Karl Pillemer, Factores de riesgo del maltrato demayores. In Isabel Iborra marmolejos, Violencia contra personas mayores. Ariel 2005. 

(22) Pillemer K e Finkelhor D., 1988 “The prevalence of elder abuse: a random sample survey” The Gerontologist, 28(1): 51-57.

(23) “Abuso e salute tra gli anziani ina Europa” J.F. Soares, H. Barros; F. Torres-Gonzales, E. Ioannidi-Kapolou, Giovanni Lamura, J. Lindert, J. De Dios Luna, G. Macassa, M.G. Melchiorre, M. Stankumas, Ed. Italiana, Ancona 2012.

(24) Citato nel corso di formazione IRCCS INRCA “Abusi sugli anziani: prevalenza, aspetti giuridici e pratica clinica”, rivolto agli operatori del settore sanitario e socio-assistenziale, 2015.

(25) The Heterogeneity of Elder Abuse Perpetrators and Implications for Intervention. Shelly L. Jackson1. 1University of Virginia, Charlottesville, USA. Shelly L. Jackson, Institute of Law, Psychiatry, and Public Policy, University of Virginia, P.O. Box 800660, Charlottesville, VA 22908-0660, USA. Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Int J Offender Ther Comp Criminol February 2016 vol. 60 no. 3 265-285

(26) idem

(27) Citato in Vigorelli http://www.psicoterapeuta-corsico.it/il-maltrattamento-nellanziano/, Davis, R.C., Medina-Ariza, J., Results from an Elder Abuse Prevention Experiment in New York City, National Institute of Justice, 2001

(28) Pillemer K, Moore DW. Abuse of patients in nursing homes: Findings from a survey of staff. Gerontologist 1989; 29:314-320.

(29) I. Iborra Marmolejo, Violencia contra personas mayores. Ariel Barcelona 2005, pg.120

(30) Idem pg 121.

(31) Idem pg. 122

(32) Idem pg. 122.

Biografia
Author: Gabriele Codini