Operatori, Servizi, Formazione

Dal 6 al 15 maggio 2011 le città di Carpi, Correggio, Modena e Bologna, ospiteranno la13a edizione del Festival Internazionale delle Abilità Differenti.

maria franca minaL’allungamento della vita media e l’evoluzione della cultura dei diritti umani ha ampliato l’orizzonte delle legittime aspettative degli anziani, che, nell’ultimo decennio, hanno trovato riconoscimento ufficiale sia negli Stati Uniti, che in Europa[i].

I contenuti della misura di protezione di (relativamente) recente introduzione e diffusione, denominata amministrazione di sostegno, costituiscono ormai patrimonio diffuso dei Servizi socio-sanitari istituzionalmente preposti alla prevenzione e cura delle situazioni di fragilità che afferiscono numerose persone in tutto il Paese, riconducibili a più fasce d'età (adulti e anziani in primis, con la possibilità di istituzione anche in favore dei minori nell'ultimo anno di minorità).

Il progetto Diade (realizzato dalla Provincia di Reggio Emilia, insieme all'Ausl, ad Anziani e non solo e all'Associazione Nondasola avvalendosi di un finanziamento del Fondo Antiviolenza del Ministero per le Pari Opportunità) ha indagato su maltrattamenti, abusi e violenza nell'ambito delle relazioni di cura, sia verso le cosiddette badanti, sia verso gli anziani assistiti. 

Sportelli sociali, punto unico di accesso: modalita’ organizzativa per garantire equita’, omogeneita’ e continuita’ degli interventi sociosanitari per la non autosufficienza. La riforma del sistema di welfare italiano si è andata caratterizzando negli ultimi anni per l’accentuata localizzazione delle politiche e degli interventi e per un deciso impulso all’attivazione di percorsi assistenziali integrati e convergenti di tipo comunitario incrementando sempre più lo sviluppo di un sistema locale di protezione sociale attiva.

Ogni persona ha la sua domiciliarità che si è costruita nel tempo. Ogni persona ha già – tranne eccezioni – la propria domiciliarità, non dobbiamo cercargliene una perché... la persona la possiede già; è la sua che si è "prodotta"/costruita nella vita. Il concetto culturale di domiciliarità "ci sta a cuore", direbbe Don Milani; domiciliarità vuol dire, significa per ognuno di noi, qualcosa di ben preciso, di irrinunciabile.

Come segnalato, non tanto tempo fa in un contributo a due mani con la Dott.ssa Annarita Pellicciari destinato a “Tornare a casa”, pubblicazione INAIL nata a Vigorso di Budrio, la società di oggi, come quella di ieri e probabilmente anche di domani, ha nel benessere il suo obiettivo, il suo mito. Situazioni di disagio derivanti da “deficit” fisico, correlate all’età, continuano ad essere palesemente discriminanti e rimane ancora difficile da far comprendere ai più, se pur politicamente e normativamente “imposta”, la scelta di evitare il più possibile lo squallore della settorializzazione ed istituzionalizzazione.