Operatori, Servizi, Formazione

“Nonno, attento a non sbucciarti le ginocchia”. Abbiamo cominciato a occuparci di “fragilità”, per come la intendiamo oggi, nel 2005, dopo la torrida estate del 2003, quando il Pronto Soccorso era affollato di anziani disidratati, soli, affaticati, al limite della resistenza; quando le famiglie, anche quelle di coloro che avevano i parenti anziani ricoverati in strutture protette dicevano “ricoveratelo almeno in ospedale, lì c’è l’aria condizionata!” anche se non era ancora così.

Ho di fronte un gruppo di pediatri. Bravi, impegnati, così bravi che sono venuti ad un corso di formazione sulla comunicazione: è sabato, hanno scelto di venire qui invece di uscire con la famiglia, o di farsi comunque i fatti loro.

Sono bravi, e sono delusi: la comunicazione con i genitori a volte è difficile, si ha l’impressione di non riuscire a farsi capire. Eppure è della salute dei loro bambini che si tratta, dovrebbero…

Parcheggio davanti alla casa di Mario, scendendo lo vedo che si allontana verso il paese. Lo inseguo e lo chiamo, si volta ma non si ferma. Per fortuna sono più veloce di lui e lo raggiungo. 

"Sono la dottoressa, Maria (l'assistente sociale) mi ha chiesto di venirla a trovare per una chiacchierata e per misurarle la pressione".

L’integrazione tra sociale e sanitario oltre che sui livelli “classici” definiti dalla normativa nazionale (Istituzionale, Organizzativa, Professionale) e su quelli “aggiuntivi” (Programmatoria, Gestionale, Territoriale...) che ho cercato di proporre, da tempo, in più sedi, non ultima la Raccomandazione SIQuAS “La qualità nell’integrazione tra sociale e sanitario”, troverebbe piena attuazione

Il senso delle parole è importantissimo, così come lo è il contesto in cui vengono pronunciate. E’ difficile, se non impossibile, stabilire delle regole: le parole fanno succedere delle cose, creano la relazione e le relazioni non sono protocollabili.

Per esempio, se in generale, si può affermare che è preferibile rivolgersi con il Lei, talvolta, soprattutto nella relazione di cura a vita, il Tu diventa d’obbligo per l’instaurarsi di un rapporto di intimità, simile all’amicizia.

Ciò che non è scritto non è fatto: è una delle prime regole su cui mettono l’accento gli studi sulla qualità. Il risultato?

Moduli su moduli, schede firmate e controfirmate, crocette su crocette destinate ad una archiviazione virtuale e materiale che ti costringe a stare davanti ad un computer per ore e ore e stampare … ordinare… raccogliere… conservare … Neanche la morte pone fine a queste regole, anzi l’accuratezza dell’archiviazione deve essere esemplare.

Se ci fosse un contenzioso ?

"Se si potesse uscire dal dolore come si esce da una città."… scriveva Victor Hugo…Tutti noi proviamo dolore… Il dolore fisico e il dolore dell’anima talvolta ci sommergono come onde impetuose che nella risacca trascinano ogni cosa dietro a se…

Fernando Anzivino. Per i servizi territoriali, le ASL, i servizi domiciliari cosa significa prevenzione della non autosufficienza?

altMolti decision maker istituzionali, quando discettano di non autosufficienza e fragilità, non parlano con cognizione di causa. Nel mondo accademico e, soprattutto, scientifico, non si parla mai di “non autosufficienza” bensì di perdita di abilità. Quindi è più corretto parlare di “disabilità”, declinata in tre diverse variabili: fisica, psichica e sociale. Bisogna quindi ricordarsi, quando si utilizza il termine “non autosufficienza”, che è opportuno fare riferimento alla dis-abilità. Chi sono i soggetti che valutano la disabilità? Coloro che lo fanno a termini previdenziali o legali.