nadia marchisioProgetto domiciliare utopia o realtà………… Un’immensa realtà, in un piccolo comune (2500 persone circa) ovattato nella valle Vermegnana. La struttura apre le porte al territorio e offre una gamma di servizi per sostenere la domiciliarità. Nel 2013 e precisamente nei primi giorni dell’anno nasce in questo comune e si inaugura il progetto domiciliare denominato “PROGETTO RE – STARE A CASA” a favore degli anziani ultrasettantacinquenni. La struttura risponde alle esigenze degli utenti e soddisfa i bisogni al domicilio attraverso una serie di servizi per mantenere più a lungo possibile le persone a casa loro o meglio nel loro nido costruito nel corso della loro vita, nido che ognuno spera vivamente di non abbandonare mai.


La struttura in collaborazione con i servizi sociali, il comune, l’associazione dei volontari (Multiservizi) i medici ecc.. attraverso il progetto vuole non solo prendersi cura dell’anziano nelle case di riposo ma anche e soprattutto a domicilio.
Nei primi mesi del 2013 dopo una presentazione alla popolazione del progetto (tramite una serata e inviando relativa lettera e opuscolo) si invita calorosamente ad accogliere nelle settimane e mesi successivi l’operatrice itinerante (Nadia, cioè la sottoscritta), figura ponte tra struttura e domicilio, che ha il compito di incontrare le persone anziane e i loro familiari, di conoscere e farsi conoscere, ma soprattutto di instaurare un rapporto di fiducia fondamentale e significativo in prima battuta e in un secondo step di capire e intuire i bisogni della persona.
La visita domiciliare è il fulcro, chiave principale, non c’è un vero e proprio appuntamento, neanche un protocollo specifico per la visita; ogni caso, ogni utente è una storia a sé.
Osservare e ascoltare sono fondamentali per leggere i bisogni degli anziani, ma soprattutto intuire i bisogni nascosti, non sempre la richiesta corrisponde al reale e primario bisogno da soddisfare. Nell’arco di questi quattro anni con un monitoraggio costante e continuo si è cercato di capire le richieste e le esigenze, i bisogni da soddisfare.
Con un’accurata progettazione e programmazione sono nati i servizi che vanno dalla consegna del pasto, all’accompagnamento alle visite, al supporto del caregivers, al disbrigo delle pratiche burocratiche, alle giornate di sollievo (utenti che trascorrono in modo flessibile qualche ora o giorno della settimana in struttura), degenze brevi post-intervento (utenti che dopo l’intervento prima del ritorno casa, per maggiore sicurezza, usufruiscono del soggiorno temporaneo presso la struttura), al servizio fisioterapico in struttura e domicilio, alla callista e parrucchiera.
Fondamentale in questi progetti domiciliari è il ruolo dell’operatrice (operatore itinerante) che deve instaurare con più incontri un rapporto di fiducia, cogliere i bisogni e soddisfarli, fare da ponte tra domicilio e struttura, pianificare insieme all’ equipe della struttura il tipo di intervento. Non è così tutto semplice e scontato ma é importate essere intuitivi, saper relazionarsi sia con l’utente che con il familiare- sovente le richieste non sono sulla stessa frequenza d’ onda-, conoscere molto bene la rete sociale del paese, che nel nostro comune era presente ma da unire, cercare più informazioni prima di ogni visita ma essere neutrali, non giudicare e fare attenzione a non entrare nel canale dei “pettegolezzi” del paese.
In più situazioni si passa da operatore che per caso un giorno si trova in quella casa a diventare la figura di riferimento per l’anziano e i familiari di quel domicilio.
La figura dell’operatore sembra una persona inventata o disegnata su carta, in realtà é una semplice persona fisica che porta con sé un bagaglio di esperienze lavorative diverse e un giorno…. decide di mettersi in gioco e entrare in un contesto lavorativo diverso, ma con una buona carica motivazionale (tanta è la carica, ottimi sono i risultati ….) sfida ogni giorno le molteplici situazioni, arricchisce la sua esperienza e si appaga con un semplice ma immenso sorriso delle persone. Buon lavoro a tutti.

Biografia
Author: Nadia Marchisio