L'Unità di Valutazione Geriatrica è stata istituita in Piemonte da oltre 20 anni e riconosce come principale obiettivo l'individuazione, attraverso una valutazione multidimensionale, dei bisogni sanitari e assistenziali delle persone anziane, identificando le risposte più idonee al loro soddisfacimento.

Rappresenta pertanto la "porta di accesso" alle prestazioni socio-sanitarie residenziali, semiresidenziali e di assistenza domiciliare per anziani o soggetti non autosufficienti in condizione di cronicità e/o relativa stabilizzazione delle condizioni cliniche, ma non dovrebbe limitarsi ad attribuire o meno il diritto alle prestazioni, bensì identificare, attraverso un approccio globale che comprenda volontà, patologie e contesto socio-familiare dell'anziano, il progetto assistenziale più adeguato alla situazione.
Negli ultimi anni si è assistito a una variazione di ruolo, potenzialità e immagine dell'UVG. L'avvento di una crisi economica che ha colpito il sistema sanitario, le famiglie e il tessuto sociale riducendo le risorse disponibili a tutti i livelli, ne ha modificato la funzione, sbilanciandone il ruolo verso una quantificazione del bisogno, finalizzata all'identificare chi avesse diritto a una prestazione socio-sanitaria, e di quale intensità, a scapito della funzione progettuale, di affiancamento all'anziano malato cronico, e alla sua famiglia, nell'identificare un progetto assistenziale personalizzato e flessibile nel tempo.
uvgE' necessario che l'UVG sia nuovamente in grado di avere una funzione progettuale, magari più "fantasiosa" e dinamica, uscendo da schematismi consolidati.
In caso contrario si ridurrà a essere un'ulteriore "Commissione" giudicante (insieme a tante altre) cui il Cittadino dovrà rivolgersi per sancire e quantificare il proprio diritto a una prestazione.

Quanto
Attualmente le persone anziane, malate croniche e non autosufficienti e le persone con demenza senile devono rivolgersi all'UVG per ottenere le prestazioni socio-sanitarie rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza. È infatti necessario ottenere la valutazione dell'UVG dell'ASL di residenza, che definisca la tipologia di prestazione (cure domiciliari, centro diurno, ricovero in RSA) quantificandone i tempi di accesso (in base a un punteggio di gravità sanitaria e sociale) e l'intensità assistenziale della prestazione.
E' evidente che qualsiasi tipo di valutazione non può prescindere da parametri quantitativi, ma non deve limitarsi a tale aspetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa
L'UVG deve riassumere pienamente una funzione progettuale nel definire insieme alla persona malata e alla sua famiglia, al medico curante, sulla base delle risorse disponibili, un Progetto Assistenziale Individuale con caratteristiche di flessibilità e integrazione di diverse risorse, che possa adattarsi alla variabilità delle situazioni, in modo da garantire una adeguata assistenza socio sanitaria personalizzata nelle fasi di stabilità di malattia prevenendone, per quanto possibile, eventuali riacutizzazioni e ricoveri ospedalieri.

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Il modello di Progetto Assistenziale Individuale potrebbe essere riconducibile a quello delineato nella DGR n° 39 del 2009 (Regione Piemonte).



 

 

 

 

 

 

Quando

L'UVG, essendo localizzata in ambito territoriale ed essendo per definizione area di integrazione socio-sanitaria, si trova nella condizione ottimale per svolgere un monitoraggio nel tempo del progetto di cura. Essa può confermare un progetto già attivato in altra sede sanitaria (ospedale, medico curante) in fase di riacutizzazione di malattia, oppure assumere ulteriori elementi di valutazione, in collaborazione con gli enti gestori dei servizi socio-assistenziali per una migliore definizione della progettualità a lungo termine e monitorando il percorso nel lungo periodo.

Conclusione
felicitauvgIn assenza di adeguati progetti di cura della cronicità in ambito socio sanitario le persone anziane malate e non autosufficienti non potranno che ricorrere alle cure puramente sanitarie, più costose e spesso non adeguate a tali situazioni, essendo le uniche disponibili. Sovente prescrizioni farmacologiche eccessive e ricoveri ospedalieri si rendono necessari quando non è stato possibile attuare una adeguata presa in carico socio-sanitaria. Tipico è l'esempio della famiglia di una persona affetta da demenza che, in assenza di un sostegno a domicilio, semiresidenziale (Centro Diurno) o residenziale (anche solo di sollievo), manifesta sintomi di grave stress e affaticamento legato al lavoro di cura, la tensione si trasmette al malato con accentuazione dei disturbi del comportamento e ulteriore aggravamento dello stress dei familiari. Questa situazione condurrà facilmente a una prescrizione di psicofarmaci per il malato e, se non sufficienti, a un ricovero ospedaliero in urgenza per esaurimento delle risorse familiari.
In questo senso una UVG in grado di svolgere pienamente il suo ruolo di progettazione e di monitoraggio potrebbe, in accordo con il manifesto di Slow Medicine, perseguire i principi di una medicina sobria, che implica la capacità di agire con moderazione, gradualità, essenzialità e di utilizzare in modo appropriato e senza sprechi le risorse disponibili; una medicina rispettosa, che accoglie e tiene in considerazione i valori, le preferenze e gli orientamenti dell'altro in ogni momento della vita; e di una medicina giusta, che contrasta le disuguaglianze e facilita l'accesso ai servizi socio-sanitari, supera la frammentazione delle cure. 

 

 

Biografia
Author: Laura Bert
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