×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 62

I benefici per persone con sindrome d’Alzheimer per la prevenzione del burn out degli operatori

Reiki è una magnifica disciplina che insegna alle persone a lavorare per la costruzione del proprio ben essere fisico e emotivo[i]. E' adatta a tutti coloro che sentono arrivato il momento di ripartire, di rimettersi al centro della propria vita e delle proprie scelte, di iniziare a "spegnere" il flusso continuo delle preoccupazione, di vivere con maggiore armonia e meno "rabbia".

Attraverso le mani fluisce l’energia che va a dare giovamento all’ intero sistema composto da mente e corpo.

Il nostro sistema mente-corpo risente degli sforzi che eseguiamo col fisico ma anche di quelli mentali; preoccupazioni, stress, emozioni e pensieri negativi, scarsa autostima, poca fiducia in se stessi e così via vanno a bloccare il flusso energetico che a lungo andare può condurre anche alla manifestazione di sintomi di diverso tipo. Reiki con il tocco delle mani rigenera e riequilibra il flusso energetico esclusivamente per il massimo bene della persona.

Reiki dà benefici a livello fisico (ad esempio può alleviare il dolore) e mentale (incrementa la consapevolezza, dona serenità e così via).

La storia dell’energia….

“L’uomo è una realtà bioelettromagnetica, questo permette di applicare tutte le leggi della fisica moderna per comprenderlo anche nei suoi stati patologici o di equilibrio alterato.”

Albert Einstein con due articoli pubblicati nel 1905, ha rivoluzionato la fisica classica, introducendo due nuove linee di pensiero: la prima era la sua teoria della relatività speciale (fu costruita quasi completamente dal solo Einstein), l’altra era un nuovo modo  di concepire la radiazione elettromagnetica che in seguito avrebbe caratterizzato la meccanica quantistica, la teoria dei fenomeni atomici. La sua famosa equazione  E=mc2 che tutti conoscono ma il cui significato non è a tutti chiaro, informa che “ Energia uguale massa moltiplicata per la velocità della Luce al quadrato”,  ogni corpo che ha una massa ha anche un’energia: le due componenti della realtà sono legate e possono trasformarsi l’una nell’altra. In pratica la massa non è altro che energia fortemente rallentata….tutto è energia, anche i nostri corpi!

Le scoperte della fisica moderna hanno cambiato i concetti di spazio, tempo, materia, oggetto, causa ed effetto, ecc.ecc., ma all’inizio questi concetti non furono accettati facilmente. Einstein era profondamente convinto dell’armonia della natura, lo spazio non è tridimensionale e il tempo non è un’entità separata (spazio-tempo), quindi lo spazio non può mai essere separato dal tempo.

Le unità subatomiche della materia sono entità molto astratte che presentano un carattere duale, a secondo di come la osserviamo, sono particelle oppure onde. Questa natura duale è presente anche nella luce, che può assumere l’aspetto di onde elettromagnetiche o di particelle. Questo concetto si basa su uno dei pilastri della fisica quantistica: l’osservatore crea la propria realtà!

La luce, dunque, è un fenomeno ondulatorio elettromagnetico nel quale l’energia viene trasportata in determinati “fasci”; Einstein pensò che la luce e tutte le altre forme di radiazione elettromagnetica,  possono presentarsi come onde elettromagnetiche ma anche sotto forma di quanti. I quanti di luce, da cui prese il nome la meccanica quantistica, sono stati in seguito accettati come particelle vere e proprie e ora sono chiamati fotoni, particelle di tipo speciali,  prive di massa e sempre in moto alla velocità della luce.

Si è compreso, con il tempo, che tutti gli organismi viventi irradiano un debole ma permanente flusso di luce, la cui intensità spazia dalla luce visibile all'ultravioletto, ed il primo a teorizzare la presenza di fotoni prodotti da organismi viventi, in questo caso chiamati biofotoni ( ad indicare l’emissione di energia da parte dei tessuti viventi),  fu nel 1922 il biologo russo Gurwitsch, che concluse che dovevano appartenere alla banda di lunghezza d'onda dei raggi ultravioletti.

All’inizio degli anni 50 fu introdotto nella ricerca fisica un nuovo strumento capace di misurare deboli intensità luminose: il fotomoltiplicatore;  ad usarlo per primo fu  il professor  Facchini, il suo  scopo era quello di  indagare sul fenomeno dei biofotoni, ed ottenne chiari e significativi risultati che diedero inizio alla moderna ricerca sulla bioluminescenza. 

Le ricerche in questo campo  ripresero con vigore negli anni 80 in  Unione Sovietica, in Germania (importanti sono i lavori del gruppo del prof. F. A. Popp), in Giappone, e più recentemente anche in Italia in diverse Università ecentri di ricerca.

I biofotoni, secondo gli studi del biofisico Prof. Fritz Albert Popp, regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule, e  tutti i processi vitali vengono controllati da oscillazioni elettromagnetiche. Ogni cellula emette segnali specifici, caratteristici di quella individuale e del tessuto di cui fa parte, proprio come un uomo possiede una voce particolare, con un accento e una lingua particolare. Le cellule comunicano  fra di loro al pari degli esseri umani, ed  il nostro corpo é costituito da miliardi di esseri viventi cellulari che comunicano fra di loro, per organizzare la casa comune dell'organismo umano; questi microscopici esseri viventi possiedono un linguaggio che consente loro di organizzarsi e di costituire gli organi e gli apparati, che rendono possibile la vita fisica e mentale.

 

I biofotoni, nascono dal Nucleo Cellulare che, con l’emissione d’un campo elettromagnetico, funzionando da stazione ricetrasmittente, guidano ogni processo cellulare sia che giunga dall’interno e sia che giunga dall’esterno. Il DNA è una della chiavi, registra e scambia informazioni con  biofotoni e ci connette come un’antenna al dominio delle informazioni.

Anche Heisenberg, premio Nobel per la Fisica, afferma che “l’energia magnetica è l’energia elementare da cui dipende tutta la vita dell’organismo”, in quanto capace di modificare l’energia cinetica sia a livello atomico che molecolare. L’uomo esiste,oltre la sua dimensione fisica materiale, prima come campo elettromagnetico e prima ancora come informazione.

Se prendessimo consapevolezza che il nostro organismo, le sue funzioni e processi biologici, sono regolati da campi elettromagnetici che trasmettono energia ed informazioni, ognuno verrebbe contagiato dalle straordinarie prospettive della fisica moderna applicata alla medicina, perché i campi elettromagnetici possono danneggiare l’uomo, ma anche curarlo.

L’essere vivente è  dotato di un proprio campo magnetico dinamico,  in grado di perturbare e di essere perturbato, qualora fosse posto nella condizione di una vicinanza tale da interferire con altri campi.  Dagli studi del professor  Mitsuo Hiramatsu, scienziato del Central Research Laboratory della Hamamatsu Photonics,  emerge che non sono solo le mani dell'uomo ed  emettere fotoni, ma anche la fronte e le piante dei piedi. Dunque, chi impone le mani,  emette fotoni, o certi tipi di frequenze fotoniche e trasferisce ad un altro una qualità spirituale con una “carica energetica” bio fotonica informata. La presenza di fotoni indica che le nostre mani producono luce continuamente. 

Albert Popp ha dichiarato a Discovery News che si possono trovare chiare correlazioni fra luce biofotonica e malattie; lui  ed i suoi collaboratori ritengono che la luce generata dalla fronte e delle mani pulsa con gli stessi ritmi basali, ma che queste pulsazioni divengono irregolari negli ammalati. 
Uno studio condotto su un paziente affetto da sclerosi muscolare sembra convalidare questa teoria. 

Energia = informazione e comunicazione.

Il nostro Campo elettromagnetico contiene informazioni che possono essere trasmesse anche attraverso le mani, in quanto esse sono le antenne trasmittenti (la testa è quella ricevente per eccellenza, ma è il cuore a generare il campo energetico più ampio e potente di tutti quelli generati da qualsiasi altro organo del corpo) e non solo,  tutti i campi elettromagnetici esistenti sono modulati, cioè contengono informazioni.

Oggi è possibile misurare i campi elettromagnetici che circondano il corpo con uno strumento chiamato SQUID (Super conducting Quantum Interference Device).

Ogni organo, ogni tessuto, ogni cellula possiede un campo elettromagnetico che memorizza informazioni e che vibra ad una determinata frequenza.  Anche la scienza moderna è arrivata alla conclusione che ogni cosa che esiste nell'universo è fatto di una vibrazione.  E’ la vibrazione che crea la forma, ed è la frequenza che modifica la forma.

Anche gli oggetti, naturali o artificiali,  sono dotati di una propria  vibrazione ed emanano energia a frequenza propria, non solo a causa del materiale di cui sono composti, ma anche dalle forme che assumo nello spazio.

John Bell ha scoperto che le particelle elementari di energia non possono essere mutate, senza che risultino alterate nello stesso modo anche le loro “gemelle”, nate dalla stessa particella madre. Il teorema di Bell ha dimostrato che tutte le cose hanno informazioni proprie e che sono identiche alle parti che la compongono e perfino ad una fotografia dell’ oggetto stesso. La fotografia di un oggetto è in grado di trasmettere le informazioni dell’ oggetto stesso in quanto le contiene.

In sintesi: se su due particelle, provenienti  da una fonte comune, viene condotta una “alterazione” di stato, Bell ha dimostrato che la seconda particella che sta viaggiando alla velocità della luce in direzione opposta alla prima, viene inspiegabilmente anch’essa alterata a causa della modificazione imposta alla prima particella. Ciò significa che se alcune particelle subatomiche sono state insieme, esse conservano un’«affinità» permanente che sembra in qualche modo trascendere le limitazioni fisiche; quindi le particelle che hanno interagito una volta continuano in un certo senso a far parte di un unico sistema, che risponde come un’unità a ulteriori interazioni. Virtualmente ogni cosa che vediamo, tocchiamo e sentiamo è costituita da un insieme di particelle che fin dai tempi del Big Bang hanno interagito con altre particelle”.

Ogni essere vivente ha bisogno di energia vitale. Senza energia vitale in quantità sufficiente l’organismo non è in grado di svolgere normalmente le proprie funzioni. L’Energia vitale è l’energia sottile, detta anche Ki, che circonda e penetra tutto ciò che esiste. La tradizione cinese ritiene infatti che vi sia una energia vitale, chiamata "Chi" ("Ki" in giapponese), che circola attraverso tutto l'organismo servendosi di canali energetici definiti "meridiani".

La scienza occidentale, profondamente influenzata dalla fisica meccanicistica sviluppatasi dal sedicesimo al diciottesimo secolo, si è a lungo disinteressata del fenomeno “energia vitale” in quanto non spiegabile secondo i principi della fisica meccanicistica, fino a quando arrivò Einstein.

Nelle tradizioni orientali la malattia è concepita come la conseguenza di un preventivo squilibrio energetico, provocata da ostacoli nel normale flusso del Ki all’interno del sistema di energia sottile. Il Ki è una forza necessaria ad ogni cosa che esiste, sia nel mondo materiale che in quello spirituale; è il veicolo che trasferisce le intenzioni nel mondo dove esse si manifestano, è diretto dalla mente che attira a noi tutte le nostre esperienze.

Per sciogliere eventuali blocchi, per liberare l’energia vitale e  ripristinare il flusso di informazioni capaci di ristabilire il corretto funzionamento dell’organismo, occorre sollecitare il sistema energetico tramite una serie di impulsi specifici e mirati; praticando  Reiki con costanza, si favorisce l’innalzamento del livello vibratorio e l’armonizzazione di eventuali dissonanze presenti nel campo bio-energetico.

I mistici orientali insistono continuamente sul fatto che la realtà ultima non può mai essere oggetto di ragionamento o di conoscenza dimostrabile. Né può essere descritta adeguatamente con parole, perché sta al di là del campo dei sensi e dell’intelletto dai quali derivano le nostre parole e i nostri concetti. Molti dei maestri orientali evidenziano che il pensiero deve svolgersi nel tempo, ma che l’intuito può trascenderlo, in quanto legato allo spazio di una dimensione superiore ed è, quindi,  senza tempo. Anche lo spazio-tempo della fisica relativistica è uno spazio privo di tempo, che appartiene ad una dimensione superiore: in esso tutti gli eventi sono interconnessi, ma le connessioni non sono casuali.

La conoscenza razionale e le attività razionali costituiscono la parte più importante della ricerca

Il “vedere” svolge un ruolo molto importante, sta alla base del conoscere. E’ impossibile conoscere senza vedere, ogni conoscenza ha origine nel vedere, per questo motivo le attività del conoscere e del vedere di solito si presentano unite. “Un uomo di conoscenza può conoscere solo vedendo” scrisse Castaneda.

                      

Applicazione di reiki in ambito socio sanitario

Uno studio condotto da Barbara Brignoli e Rosangela Crespolini del Centro Diurno Integrato Alzheimer Arioli Dolci in collaborazione alla sottoscritta ha dimostrato che l’applicazione di reiki riduce  i disturbi del comportamento nelle persone affette.

Le “biofield therapies”, così definite dal National Center for Complementary and Alternative Medicine, sono tecniche della medicina complementare, come Reiki e tocco terapeutico, impiegate nelle strutture sanitarie con un sempre crescente numero di pazienti. Tali modalità terapeutiche hanno iniziato ad essere utilizzate negli U.S.A. a livello terapeutico, per lo più in ambito infermieristico, a partire dagli anni ’70. Tuttavia gli studi scientifici che valutino l’efficacia di tali interventi sono ancora agli albori. Scopo dello studio pilota è stato la valutazione dell’effetto di sessioni di sedute di Reiki (Komyo), sui disturbi del comportamento presentati da un’anziana affetta da demenza di tipo Alzheimer ed afferente ad un centro diurno Alzheimer.

Materiali e metodi: GP è una donna di 78 anni, con una diagnosi di Malattia di Alzheimer di grado severo (MMSE=6/30), un moderato livello di autonomia (Barthel Index=70/100), ed un elevata frequenza di disturbi del comportamento (BPSD), come misurato dal Cohen Mansfield Agitation Inventory (CMAI). La paziente è stata sottoposta ad una sessione individuale di Reiki per tre mesi, tre volte a settimana. I BPSD sono stati misurati quotidianamente tramite la CMAI, a partire da un mese prima dell’intervento, fino a due mesi dopo la conclusione (post-test e follow-up). A partire da tre mesi prima dell’avvio dello studio non sono state introdotte modificazioni nella terapia farmacologia assunta dalla paziente.

Risultati:

I BPSD rilevati, hanno mostrato differenze significative tra i valori rilevati attraverso la CMAI durante il mese di pre-test e il mese del post-test; i risultati, appaiono mantenuti anche nel follow-up

effettuato a distanza di due mesi dalla conclusione del trattamento. In particolare i dati evidenziano una significativa diminuzione della frequenza di wandering, aggressività verbale ed irrequietezza.

Questo studio pilota di caso singolo, suggerisce l’efficacia di sessioni di Reiki (Komyo), nel ridurre i BPSD presentati dalla paziente. Studi futuri prevederanno l’utilizzo di un campione di soggetti più ampio e la presenza di un gruppo di controllo.

Il corso,  per apprendere questa splendida metodologia dura una giornata e oltre a trasmettere la tecnica aiuta gli operatori socio sanitari a diventare maggiormente consapevoli della propria vita, a vivere con responsabilità e serenità la giornata[ii]. I principi del reiki “Solo per oggi non arrabbiarti, non preoccuparti, sii grato, lavora diligente, sii gentile” diventano idee per vivere il lavoro socio sanitario con una nuova energia… Numerose applicazioni hanno dimostrato una riduzione del burn out e dello stress grazie all’autotrattamento quotidiano che le persone imparano a eseguire durante il corso.

 

Bibliografia:

Bowden D, Goddard L, Gruzelier J.A randomised controlled single-blind trial of the efficacy of reiki at benefitting mood and well-being. Evid Based Complement Alternat Med. 2011;2011:381862.

Woods DL, Beck C, Sinha K. The effect of therapeutic touch on behavioral symptoms and cortisol in persons with dementia. Forsch Komplementmed. 2009 Jun;16(3):181-9.

Hawranik P, Johnston P, Deatrich J. Therapeutic touch and agitation in individuals with Alzheimer's disease. West J Nurs Res. 2008 Jun;30(4):417-34

 


[i] Il presente articolo è stato accettato come poster al congresso della Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia di cui sono socia.

[ii] Conduco direttamente questi corsi.