×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 62

Ogni servizio è vivo. Esso è costituito da persone ciascuna con il suo grado di maturazione emotiva, passione, visione… ma anche con i suoi stereotipi, le sue certezze e le sue paure. Il servizio, come essere vivo e pulsante, diventa la somma di tutte queste entità diventando spesso squadra appassionata che gioca e vince

oppure gruppo che si trascina e considera le persone che accoglie più “problemi da gestire” che non “opportunità da cogliere”…

… c’è un linguaggio nuovo che ci chiama all’appello. Il vocabolario socio sanitario è ormai ricco di parole vuote o peggio, che alla luce della psicologia quantistica e della psiconeuroendocrinoimmunologia, diventano ostacolo al raggiungimento di obiettivi di qualità. Pensate ad esempio a “dobbiamo mantenere le funzionalità residue”… Mantenere: verbo attivo? E’ in grado di mettere in moto la motivazione all’azione? Funzionalità: amare, credere nella vita, avere voglia di fare sono funzionalità? Appiattire l’assistenza alla somma dei bisogni fisiologici di un essere umano è sempre un grande errore… e poi, sullo Zingarelli la definizione di residuo è “ciò che resta, che avanza”… un po’ come il cibo che a fine pasto ricorda che in quel piatto c’erano delle cose buone ma che ora, dopo che abbiamo saziato il nostro stomaco, ciò che è li non è ancora buono ma diventa residuo… ed i residui spesso si gettano…

 … questo linguaggio nuovo, necessario per cambiare i servizi, diventa allora ispiratore di nuove azioni e nuove progettualità. Non avete anche voi la sensazione che il mondo sia colmo di esperienze meravigliose, che le università americane e russe stiano producendo sempre più studi che ci presentano un uomo come entità viva, pulsante e colma di energia e che invece i modi della cura sono ancora dentro limiti enormi?  Nella mia quotidianità sono così stanca di vedere dentro le strutture sempre le stesse attività, la stessa bassa progettualità, la stessa mediocrità strisciante e davvero mi chiedo spesso: “perché?... e cosa possiamo fare per costruire e gestire residenze nelle quali la vita sia l’unica regola?

… e così la mia “sperimentazione” dello yoga della risata…

Lo Yoga della Risata (Hasyayoga), è una forma di yoga che fa uso della risata autoindotta. La risata è un fenomeno naturale, e non necessariamente implica la comicità o la commedia. Da un'idea del medico indiano di Mumbay, il Dr. Madan Kataria, ha avuto origine il primo Club della Risata, in un parco pubblico, il 13 marzo 1995, con un minuscolo gruppo di membri attivi. Oggi, si contano oltre 6000 Club in 60 paesi circa: un fenomeno di portata mondiale.

Lo Yoga della Risata fonde la risata incondizionata con la respirazione yoga (Pranayama). Tutti possono ridere senza una ragione, senza dover necessariamente far uso di battute umoristiche, barzellette o commedie. Si simula la risata, come se fosse un esercizio fisico, in un gruppo; grazie al contatto visivo e alla giocosità tipica dell'infanzia, presto la risata forzata si trasforma in risata autentica e contagiosa.

L'idea si basa su un fatto scientifico, per cui il corpo non fa distinzione tra fingere di ridere e ridere naturalmente. Si ottengono gli stessi benefici fisiologici e psicologici. Lo Yoga della Risata è diventato molto popolare ed è stato sviluppato dal medico indiano Madan Kataria.

L'essenza della vita è il respiro. A causa dello stress e delle emozioni negative, il nostro respiro diventa irregolare e superficiale, influenzando il flusso della nostra energia vitale attraverso il corpo. Da un punto di vista medico, la componente più importante del respiro è l'ossigeno. Il Dr. Otto Warburg, Presidente dell'Istituto di Fisiologia Cellulare e Premio Nobel (il Dr. Warburg è il solo ad aver vinto due volte il premio Nobel per la Medicina e ad essere stato proposto per una terza volta) disse, a proposito dell'importanza dell'ossigeno: “Le tecniche di respirazione profonda aumentano la quantità di ossigeno nelle cellule e costituiscono il fattore più importante per vivere liberi da malattie e in piena energia. Quando le cellule ricevono abbastanza ossigeno, il cancro non può attecchire.”

Un esempio classico che viene spesso citato è quello di Norman Cousins, giornalista e ricercatore della facoltà di Medicina dell’UCLA (USA), che curò la propria malattia utilizzando anche gli effetti del ridere, come racconta nel suo libro (NORMAN COUSINS, La volontà di guarire: Anatomia di una malattia, Trad. it. Stefania Panni Lariccia, Roma 1982) che è diventato l’emblema, anche nella medicina tradizionale, di uno dei tanti risultati positivi ottenuti attraverso il ridere

La dott.ssa Jane Yip, psicologa e ricercatrice australiana, afferma che lo YdR: «(…)è l’inizio di un progetto sociale che porterà alla pace, con un potenziale per unire il mondo che non tiene conto della razza, del sesso, della classe sociale o dell’affiliazione politica o del credo religioso, in quanto si ride tutti allo stesso modo».

Con lo YdR si sta attivando un nuovo ramo della psicologia sociale, dove si cerca di promuovere degli interventi per migliorare la salute e la consapevolezza nei gruppi – una nuova area di intervento per un mondo stressato.

Dalla seconda metà del secolo scorso sono state condotte e continuano a prodursi numerose ricerche sui benefici della risata. È stato provato che ridere ha un impatto positivo sull’organismo sotto diversi punti di vista, sia fisici che psichici.

A livello fisico il riso fa aumentare la produzione di quegli ormoni, quali l’adrenalina e la dopamina, che hanno il compito di liberare le nostre morfine naturali: endorfine, encefaline e simili.

Le endorfine provocano una diminuzione del dolore e della tensione, permettendo il raggiungimento di uno stato di rilassamento e serenità.

Le encefaline esaltano il sistema immunitario, stimolando una maggiore produzione di anticorpi; il Center of Public Health di Loma Linda, in California, ha riscontrato un netto incremento di molti parametri neuroimmunologici dopo l’esposizione a situazioni umoristiche.

La risata amplifica la produzione di serotonina, un antidepressivo naturale, riducendo la secrezione di ormoni da stress come il cortisolo e l’epinefrina (adrenalina) in seguito alle quali la pressione sanguigna ed i livelli di glucosio aumentano danneggiando i vasi sanguigni.

Il dott. I.Wittstein della John Hopkins University sostiene che l’adrenalina è devastante per il cuore, e può provocare una condizione detta cardiomiopatia da stress (simile ad un attacco di cuore).

La risata, stimolando la produzione di betaendorfine (analgesici prodotti dall’organismo), protegge dallo stress e dalle sue conseguenze svolgendo una vera e propria funzione di antidoto.

Ridere combatte la debolezza fisica e mentale. Provocando una diminuzione degli effetti nocivi dello stress e degli stati di ansia e depressione, contribuisce a combattere efficacemente anche l’insonnia.

Il nostro sistema immunitario ha un ruolo importante nel mantenerci in salute, bloccando le infezioni, le allergie ed anche il cancro. Tramite la psiconeuroendocrinoimmunologia si è dimostrato che tutte le emozioni negative come l’ansia, la depressione o la rabbia indeboliscono il sistema immunitario, riducendo la sua capacità di combattere le malattie.

Secondo il dott. Lee S. Berk, dell’Università di Loma Linda (California, USA), ridere aiuta ad aumentare il numero delle cellule Natural Killer (NK), un tipo di cellula che ha la funzione di uccidere i virus, ed aumentare il livello di anticorpi. I ricercatori hanno dimostrato che dopo una terapia della risata il livello di anticorpi (immunoglobina A) aumenta nelle mucose del naso e delle vie respiratorie, negli apparati, cioè, che per primi svolgono una funzione difensiva contro virus, batteri e micro-organismi.

La dott.ssa Karen Matthewspsicologa dell’Università di Pittsburgh (Pennsylvania, USA), ha verificato che gli effetti benefici di una risata rallentano la progressione dell’arteriosclerosi; tenendo sotto osservazione per tre anni 209 donne sane in situazione di post-menopausa, ha scoperto infatti che le più ottimiste avevano un ispessimento delle arterie carotidee minore che nelle donne pessimiste. Inoltre l’aumento degli scambi polmonari che avvengono tramite la respirazione tende ad abbassare il tasso di grasso nel sangue con il conseguente beneficio sul colesterolo.
Sembra lecito affermare, dunque, che il riso ha un ruolo di prevenzione dell’arteriosclerosi, dei problemi cardiaci (confermato da una ricerca condotta su persone reduci da infarto del miocardio: mezz’ora al giorno di umorismo riduce il rischio di ricadute) e della pressione alta.

Già nell’antichità si conosceva il potere benefico del ridere, non a caso i maestri di scuola tibetana ridono e fanno ridere i loro allievi. Per il buddismo Zen quindici minuti di risate equivalgono a sei ore di meditazione e, nella medicina tradizionale cinese, lo Xiao (il ridere ) è la corrispondenza del suono al meridiano principale del cuore il cui movimento psichico è la gioia.

Rideresembra quindi essere un elisir cardiaco e, come ha osservato il dott. Michael Miller dell’Università del Maryland (USA), una risata ha l’effetto di rilassare le arterie e di aumentare il flusso sanguigno come durante un esercizio aerobico.

Ridere per migliorare le funzioni respiratorie

La risata aiuta la respirazione, che diviene più profonda. L’aria nei polmoni viene rinnovata attraverso fasi di espirazione ed inspirazione tre volte più efficaci che in stato di riposo. Le alterazioni del ritmo respiratorio intervengono sull’ossigenazione del sangue e sull’espulsione di anidride carbonica provocando un rilassamento muscolare delle fibre lisce dei bronchi per azione del sistema parasimpatico dando benefici in particolare a chi soffre di bronchite, di asma, ed a coloro che soffrono di enfisema.
Una ricerca condotta presso l’Unità di Riabilitazione Respiratoria Don Gnocchi di Pozzolatico (Firenze) conferma: “… la risata è una ginnastica per i polmoni“.

Ridere è un ottimo esercizio muscolare che utilizza oltre sessanta muscoli: pellicciai, mimici, cervicali ecc. Quando si ride, una parte della muscolatura a livello toracico e degli arti superiori, si contrae e si rilassa alternativamente innescando una ginnastica addominale che migliora le funzioni del fegato e dell’intestino. Ridere equivale a dieci minuti di vogatore o a un buon jogging, come afferma anche un autorevolissimo scienziato americano il professor William Fry della Stanford University : “la risata è un perfetto esercizio aerobico”.

Una risata provoca una ginnastica addominale che muove in profondità l’apparato digestivo, combattendo la stitichezza. Ridere possiede una funzione depurativa dell’organismo, alcalinizza notevolmente cellule e tessuti, permettendo così un miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche.

Ridere dona un senso di benessere e di leggerezza, sviluppa la personalità e la maggiore consapevolezza di sé aumentando la propensione alla leadership e provocando un miglioramento della capacità di lavorare in team con un incremento della creatività.
Ha effetto di ringiovanimento e di maggior durata della vita; come dimostrato dai ricercatori finlandesi del National Public Health Institute, esiste una stretta relazione tra durata della vita ed il pensiero positivamente orientato.

A volte viene affermato che la qualità della risata naturale, rispetto a quella indotta, sia diversa. È una affermazione superficiale: la qualità della risata è la medesima in entrambi i casi, e l’unica differenza può consistere nel grado di intensità.

Secondo gli studi condotti dalla psicoterapeuta Annette Goodheart, la risata indotta artificialmente viene interpretata dal corpo come reale, stimolando la produzione di molecole della felicità, che vanno a raggiungere i trilioni di cellule dell’organismo, stabilizzando il sistema ormonale e rafforzando quello immunitario.

Allenarsi a ridere anche senza motivo produce quindi salutari effetti sul nostro organismo

Due psicologi della Università della California, Paul Ekman e Robert Levenson, sono arrivati alla conclusione che il detto Put on a happy face (Indossa una faccia felice) può portare a dei risultati straordinari. La loro ricerca ha dimostrato che le espressioni facciali non sono soltanto un effetto degli stati emozionali, ma possono esserne anche la causa. Ekman e Levenson hanno dimostrato cheil movimento crea l’emozione e che l’emozione crea il movimento.

In Italia sempre più numerose le esperienze. Il Presidio Ospedaliero San Giovanni di Dio a Firenze  ha proposte con successo per i suoi dipendenti un corso di 20 ore per imparare a rilassarsi e ridere. La cooperativa Servire di Treviolo ha applicato lo yoga della risata nella gestione degli incontri per i familiari dei malati di alzheimer ottenendo risultati di serenità e integrazione tra loro mai visti prima.

Io credo che possiamo avere più coraggio e più creatività. Lavoriamo in servizi “logorati da metodologie vecchie e ormai superate”. Il nuovo ci attende, ci interpella e ci invita a rimetterci in gioco. Lo yoga della risata può davvero rappresentare una grande opportunità per i nostri servizi.

Il 4 e 5 novembre a Pordenone “corso per leader di yoga della risata”. Il corso ha la funzione di fornire ai partecipanti la metodologia per condurre delle sessioni e per utilizzare la risata anche per se stessi e per avere sempre alte dosi di energia vitale.

Il 6 novembre il corso avrà una sessione riservata solo al personale socio sanitario per presentare best practice del settore.

E il 9.10 novembre al Forum della Non Autosufficienza il Centro Studi Internazionale Perusini Alzheimer e l’Associazione “Tocco di vita” presenteranno un workshop dal titolo “Lo yoga della risata per il benessere della triade terapeutica”…

Vi aspettiamo numerosi. Rimango a vostra disposizione per raccontarvi le esperienze magnifiche che in questi mesi ho potuto fare in questo ambito…