laura naveNella foto di gruppo un caminetto acceso, una famiglia intorno al tavolo di Natale, imbandito con un'alternanza di piatti della tradizione italiana e di quella rumena, vista la provenienza di una badante, (lasagne e sarmale, cotechino e insalata russa) con l'aggiunta di pane arabo, preparato in casa dall'altra badante, di origine marocchina. Un sincretismo gastronomico per questa famiglia un po' speciale, l'amalgama di famiglie differenti, riunite dalla "cura" per quei tre malati di demenza, adulti -bambini, sorridenti, che anche se non necessariamente riconoscono i propri familiari in quanto tali, oppure non ne riconoscono il ruolo (genitori,coniugi o figli sembrano infatti ruoli interscambiabili), dimostrano reale soddisfazione per questo primo Natale in DEMAISON.(1)
La festa sembra coglierli "di sorpresa", anche se non è che l'atto conclusivo di un lungo mese trascorso dai familiari e dall'animatrice a trasformare la casa nella succursale di Rovaniemi, piena di ghirlande argentate,vischio, vetrofanie, abeti e fili di luci intermittenti. Pur di rianimare la memoria ammaccata, si è fatto ricorso a ogni stratagemma dal calendario dell'avvento ai jingles natalizi diffusi quotidianamente.

AlidaAlida, che ha sempre amato molto il Natale, per una certa corrispondenza tra gli addobbi luccicanti delle case in questo periodo e la personale attitudine a valorizzare la propria avvenenza indossando ornamenti vistosi, ha preso parte con entusiasmo alle attività dell'avvento.
Certamente, se l'Alzheimer non l'avesse privata della propria autonomia, avrebbe provveduto da sé a svolgere i pacchettini riposti con cura per estrarne palline per l'abete e altre preziose decorazioni...
Qualcuna la riconosce ancora: "questo è mio" afferma, e il suo sguardo sussulta di gioia, mentre cerca una collocazione degna per l'oggetto ritrovato.
Alida è bella e non manca di attestarlo a se stessa, in terza persona, ogni qualvolta si imbatte nella sua immagine riflessa.
Sceglie ancora con cura scarpette rosse e foulard dalle fantasie floreali, lo smalto per le unghie e la bigiotteria da indossare quotidianamente.
Generalmente porta molti fili di collane e vari bracciali, ma un solo anello, di cui è molto orgogliosa. Un anello in legno che, molti anni prima, ha realizzato artigianalmente per lei suo marito, quello che lei ora saluta gioiosamente chiamandolo "papà" e avendo in risposta un sorriso imbarazzato...
Anche Sandro, con la sua aria sufficientemente elegante ed allampanata da risultare un po' British, ha partecipato con entusiasmo all'allestimento prenatalizio. Pur mostrando di preferire la sobrietà di un piccolo presepe, che viene dalla sua famiglia di origine, si è reso disponibile, vista la sua altezza, a collocare la punta dell'abete e i decori più alti.
SandroSandro possiede poche parole, ma molti sorrisi, con cui di solito accompagna il gesto delle dita affusolate a indicare il mondo attorno a sé e tutto quanto riscuote il suo interesse. Una delle poche cose che dice è di essere un "cronometrista", per il ricordo di un passato non troppo remoto in cui ha svolto con orgoglio questo ruolo in alcune gare. Al cronometrista bisogna avvicinarsi davvero molto lentamente, perché è timido e schivo; forse antichi spaventi riverberano ancora nella sua memoria e il suo sguardo si nasconde dietro le lunghe ciglia ogni qual volta qualcuno gli dedica attenzione. Ha però un debole per Alida, alla quale spontaneamente a volte cinge le spalle, ed è protettivo con Vanni, che percepisce più fragile di sé.
Vanni è famoso per la voracità non selettiva (nonostante la propensione per i dolci) e per l'agilità con cui riesce a impossessarsi delle sostanze commestibili, o di tutto ciò che può essere scambiato per tale. La tecnica ricorda quella dei coccodrilli, unici grossi discendenti dei dinosauri ancora presenti sul pianeta, e consiste nel mantenere l'immobilità e uno sguardo apparentemente indifferente e distratto, compiendo poi un movimento rapidissimo e preciso, "quasi invisibile" . Per questa abilità si è guadagnato sul campo l'appellativo di Velociraptor , quando è riuscito, con mossa fulminea e imprevedibile, a ingoiare un cero durante una funzione religiosa, davanti agli sguardi impotenti e attoniti degli astanti. Come è logico supporre, ha mantenuto un atteggiamento di olimpico distacco nei confronti di ghirlande, lucine e decori, mentre il suo interesse è stato catalizzato dai dolciumi che durante il periodo di Natale in casa abbondano. La sua partecipazione all'avvento è stata quindi determinante nel consumo di panettoni, torroncini e dolcetti vari ed è stato necessario "marcarlo stretto".
In un modo o nell'altro tutti e tre hanno preso parte alla preparazione della festività, tuttavia la ridondanza nella sottolineatura dell' "idea del Natale" e delle tradizioni, ha ottenuto solo una consapevolezza fluttuante della festività imminente, uno stato di generica aspettativa e di lieta eccitazione, che non ha impedito (a nessuno dei tre) di accogliere con "sincera sorpresa" il 25 dicembre con i suoi doni e il calore affettuoso della tavolata!
Nel torpore e nella stanchezza postprandiale, percepita soprattutto dai familiari, e anche per interrompere la ripetizione del suono monotono, prodotto dall'oggetto ricevuto in regalo da Sandro, e che lo affascina infinitamente , qualcuno avanza la proposta temeraria di una tombola che suscita un'immediata, quanto inaspettata, risposta di entusiasmo. D'altro canto, che Natale sarebbe senza la tombola in famiglia? Si è scelto un modello "moderno" ,di quelli in cui le cartelle hanno una finestrella, sia per evitare l'instabilità dei fagioli maldestramente appoggiati sui numeri, sia, soprattutto, per evitarne l'ingestione da parte del Velociraptor , che avrebbe la conseguenza di creare terribili difficoltà a identificare il vincitore della cinquina. Per l'acquisto delle cartelle, da tasche recondite e portamonete consunti, riaffiora una preziosa accozzaglia di gettoni del telefono, centesimi, euro e vecchie lire, comprese quelle piccolissime che per qualche anno, nei primi '90, richiedevano abilità e dita da orafo e che uno dei familiari, il più giovane, afferma di non aver mai visto prima. Il cronometrista è entusiasta, sentendosi in qualche modo il padre di famiglia, si propone per tenere il banco. E così inizia una tombola surreale, in grado di far impallidire Lewis Carrol e la sua Alice! Il nostro croupier estrae dalla sacca i pezzi numerati con adeguata e consolidata scenografia, e quasi non ci si accorge che non è più in grado di riconoscere i numeri, visto che comunica a gran voce un numero a caso, che naturalmente non corrisponde quasi mai al pezzo estratto. Alida e Vanni dal canto loro, pur avendo probabilmente le stesse difficoltà, per niente turbati da eventuali incertezze, si applicano con gioia, e senza alcuna logica, a chiudere le finestrelle presenti sulle loro tabelle.
I famigliari, duramente colpiti nelle loro certezze prive di fantasia, convinti come sono che i numeri, almeno quelli, non siano una questione opinabile, arrancano un po' a seguire questo gioco creativo e spregiudicato e a decretare i vincitori di ambi, cinquine e tombole... Alla fine, con buona pace di tutti, il bottino di spiccioli viene equamente ridistribuito tra i tre protagonisti principali, come è giusto che sia, perché hanno davvero vinto tutti!
I familiari invece hanno "vinto" un Natale memorabile, certamente non quello patinato delle famiglie che pubblicizzano i panettoni, ma dove ogni sorriso di Alida, Sandro e Vanni, sicuramente privo di ogni ipocrisia, testimonia un momento di gioia reale e ha un valore inestimabile!
Tra pochi giorni sarà nuovamente Natale, il quinto in Demaison, e purtroppo molte cose nel tempo sono cambiate. All'allestimento natalizio della casa quest'anno è mancata la partecipazione attiva di Alida, Sandro ( Vanni si è impegnato ancora generosamente con i dolciumi) ed è impensabile ipotizzare un'altra tombola. Tuttavia rimane la certezza, anche quest'anno, della serenità regalata e ricevuta nella condivisione, che va oltre le parole, oltre la memoria e oltre le paure.
BUON NATALE
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(1)Demaison è una realtà di coabitazione assistita per persone malate di Alzheimer e di altre forme di demenza promossa dall'Associazione DEmaison onlus . E' un metodo assistenziale etico, in quanto realizza il difficile equilibrio tra protezione e rispetto della libertà e dell'autonomia residua dei malati, e sostenibile. I familiari, pur non conviventi,rimangono soggetti attivi nella promozione del benessere dei propri cari malati e cooperano nella gestione del cohousing secondo una pratica di welfare dal basso.
Per ulteriori informazioni : www.demaison.it - Segr.tel. +393298799116

 


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