Città e Società

 

patrizia taccaniSul primo numero di maggio del 2011 Per Lunga Vita aveva già ospitato un mio contributo sull’argomento, anche se in quell’occasione si voleva, in particolare, segnalare l’uscita di un volume “Ferite invisibili. Il mal-trattamento psicologico nella relazione tra caregiver e anziano”(1). Si tratta quindi per me, ora, di riprendere un tema sul quale ho lavorato con colleghi per molto tempo, attraverso approfondimenti teorici e con una ricerca sul campo volta a indagare il tema del maltrattamento psicologico nel lavoro di cura informale.

cosetta grecoCosetta Greco

 

 

 

 

  

mariagabriella melchiorreMaria Gabriella Melchiorre


 

 


giovanni lamuraGiovanni Lamura

Il maltrattamento nei confronti degli anziani è un fenomeno complesso, non ancora sufficientemente approfondito in Italia. L’abuso degli anziani incide su vari aspetti (sociali, legali, economici ecc) ed assume forme di diverso tipo quali maltrattamento psicologico, fisico, economico e finanziario, oltre che abbandono, con conseguenze per la salute psico fisica dell’anziano. Al fine di fornire una risposta, seppur parziale, a questo fenomeno, nasce a partire dal 3 novembre 2010 il “TAM TAM - Telefono Anziani Maltrattati”, un servizio preposto alla raccolta telefonica di segnalazioni inerenti episodi di abuso e maltrattamento a danno di persone anziane.

francesca carpenedoIl TAM– Telefono Anziani Maltrattati- si basa sull'esperienza di un'Associazione denominata ALMA - Allô Maltraitance des Personnes Agées, che dal 1995 si occupa del problema in Francia attraverso una rete di centri d'ascolto che operano a livello locale. Adattando alla realtà italiana questo modello, nel 1999 la Fondazione LN-A Onlus ha dato vita a Milano al primo centro TAM. Nel 2001 la cooperativa Solimai ha aperto il centro di Udine, in convenzione con la sede di Milano.

 con la collaborazione diSalvatore Milianta – Avvocato
licia boccalettiIl fenomeno degli abusi agli anziani non è nuovo: fu descritto per la prima volta a metà degli anni ’70 dai gerontologi britannici Baker(1)e Burston(2) che utilizzarono il termine “granny battering” (letteralmente “il pestaggio della nonnina”). A questi articoli seguirono attività di ricerca prima negli Stati Uniti, successivamente in altri Stati e poi, a partire dagli anni ’90, anche in alcuni paesi Europei. Nonostante i progressi compiuti da allora, tuttavia, siamo ancora lontani dall’avere una disponibilità di dati ed informazioni omogenee a livello europeo, per salvatore miliantanon parlare delle politiche e delle prassi di prevenzione ed intervento che mostrano un panorama fortemente differenziato tra gli Stati Membri.

Per comprendere la dimensione del fenomeno a livello europeo è possibile ricorrere ad un report redatto nel 2011 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità(3) secondo il quale nel 2010 oltre 4 milioni di anziani europei hanno subito abuso fisico, 1 milione abuso sessuale, 6 milioni abuso finanziario e ben 29 milioni abuso psicologico.

laura nave"l'animo può superare molte sofferenze, quando nel dolore si hanno compagni che lo condividono" (W.Shakespeare)
Chiunque ne abbia fatto esperienza come familiare o come operatore, sa che costo enorme sul piano emotivo, psicologico ed economico, comporti l'assistenza a una persona malata di demenza. Purtroppo questo sforzo a lungo termine non viene adeguatamente supportato dal Welfare, che è sempre più fragile, né dalle reti parentali, che fino a pochi decenni fa consentivano di integrare e sostenere le figure degli anziani e dei malati, ma che nel tempo sono andate disgregandosi.

walther orsiLa Regione Emilia-Romagna (Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali), l'Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale ed ANCeSCAO regionale, hanno concordato un percorso di ricerca teso a valorizzare il contributo e le funzioni dei Centri sociali. Tale ricerca si è proposta in particolare di comprendere come dare continuità alla positiva esperienza dei centri sociali, sviluppando un loro rinnovamento in relazione alle trasformazioni della società.

anna maria pedrettiHo conosciuto Lina diversi anni fa quando ha partecipato a un Laboratorio di scrittura autobiografica realizzato con la Circoscrizione n. 4 di Modena e con gli operatori e gli ospiti della struttura protetta “Guicciardini”. Ma la sua frequenza è stata saltuaria perché, come diceva lei “mentre penso e sto lì a ricordare, mi viene da piangere”.


Al primo incontro, quando si era presentata, aveva detto di essere nata in una famiglia di contadini, dove erano in sei figli e dove c’era molta miseria. Perciò non ha potuto studiare (cosa che le sarebbe tanto piaciuto fare) e ha dovuto subito, da giovanissima, imparare un mestiere, la sarta da uomo.


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