walther orsiLa Regione Emilia-Romagna (Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali), l'Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale ed ANCeSCAO regionale, hanno concordato un percorso di ricerca teso a valorizzare il contributo e le funzioni dei Centri sociali. Tale ricerca si è proposta in particolare di comprendere come dare continuità alla positiva esperienza dei centri sociali, sviluppando un loro rinnovamento in relazione alle trasformazioni della società.

I principali obiettivi dell'indagine tendono a comprendere le principali attività dei centri sociali, i punti di forza, i problemi da affrontare, il ruolo e le funzioni da valorizzare, gli scenari di sviluppo per consolidare e rinnovare la 'mission' di tali organizzazioni.

Metodologia e strumenti

La ricerca ha puntato a 'dare voce' ai dirigenti dei centri sociali, quali testimoni privilegiati di tali contesti organizzativi.
Per esplorare il parere e le opinioni dei dirigenti ci si è avvalsi di un questionario strutturato in quattro parti relative a: caratteristiche socio-anagrafiche dei rispondenti; attività e collaborazioni del centro sociale nel territorio di riferimento; punti di forza e punti di debolezza del centro sociale; possibili scenari futuri.
La ricerca ha fatto riferimento ad un campione di 349 Dirigenti (Presidenti, Vice Presidenti e Tesorieri) di tutti i centri sociali della Regione Emilia Romagna.
I dati raccolti tramite questionari sono stati sottoposti ad analisi statistica (tramite il pacchetto SPSS). In particolare sono state effettuate: analisi monovariate (distribuzioni di frequenza e medie dei singoli item aggregati); analisi bivariate (confronti tra medie degli item aggregati per indicatori di sintesi e caratteristiche socio-anagrafiche degli intervistati); analisi multivariate (analisi dei cluster per l'individuazione di tipologie di rispondenti).

Attività svolte dai Centri sociali

Sono state indagate le attività e le collaborazioni dei Centri sociali nel proprio territorio di riferimento. I Centri sociali, di norma, svolgono le seguenti attività: ricreative (nel 96% dei casi); culturali (60%); sportive (35%); sociali (es: trasporti, accompagnamenti). Il 50% dei Centri sociali svolge inoltre attività di informazione sui servizi di territorio e il 17% attività di patronato (es.: censimento, modulo tasse).
Per quanto riguarda le collaborazioni il 41% ha rapporti strutturati con i Servizi socio-sanitari o residenziali presenti nel territorio di riferimento (ASP, AUSL, Comune, Croce Rossa, Pubblica assistenza, Servizi sociali, ecc...); il 57% ha rapporti strutturati con altre associazioni (ad es.: Avis, Auser, Anteas, Arci, sindacati).
Nel 55% dei casi volontari, o soci dei Centri sociali, partecipano ad attività nel comune o quartiere di riferimento (ad es.: gestione del verde pubblico, pulizia strade, vigilanza a mostre o musei, gestione feste e sagre, ecc...).

Punti di forza e punti di debolezza

Rispetto ai fattori interni i principali punti di forza sono rappresentati da: presenza della democrazia all'interno del centro sociale e risorse messe in campo dallo stesso (personali, organizzative, progettuali). Il coinvolgimento di nuovi volontari rappresenta invece un nodo problematico.
Per quanto riguarda l'area dei rapporti con l'esterno i punti di forza sono rappresentati dalla funzione di aggregazione del Centro sociale e dalle relazioni con l'ente locale.
In merito agli attuali ambiti di azione dei Centri sociali, i dirigenti attribuiscono scarsa importanza alle attività finalizzate alla integrazione e comunicazione fra anziani ed altre fasce di popolazione.
La ricerca mette in evidenza inoltre una limitata propensione dei dirigenti a guardare avanti: essi infatti attribuiscono scarsa importanza alle attività e alle iniziative finalizzate a promuovere possibili sviluppi futuri dei Centri sociali.

I diversi punti di vista dei dirigenti

Al fine di approfondire le risposte date dai partecipanti è stata condotta un'analisi dei cluster per verificare l'esistenza di eventuali tipologie significative di rispondenti, ovvero differenti atteggiamenti dirigenziali rispetto al ruolo e agli scenari di sviluppo dei Centri sociali. Sono emersi due cluster che si differenziano per differenti gradi di importanza assegnati ad alcuni aspetti che riguardano sopratutto l'avvio di nuove sperimentazioni, la pubblicizzazione del ruolo dei centri sociali, le iniziative per dare pubblica evidenza ad essi, il reclutamento ed il coinvolgimento di nuovi volontari.
L'analisi consente di far emergere un gruppo di dirigenti (circa un terzo) che si caratterizza in modo diverso rispetto alla maggioranza. Essi rispondono infatti ai vari items in termini alternativi rispetto a quelli dell'altro cluster. E' importante quindi rappresentare l'identità di tale componente dirigenziale che non può essere sottovalutata sia in termini numerici, sia in relazione ai valori, ai contenuti e alle potenzialità che esprime. Questo gruppo di dirigenti focalizza l'attenzione su diversi punti di forza, interpretati come delle opportunità di cambiamento, di sviluppo, di innovazione, che sottolineano una propensione ad investire sul futuro, una capacità e disponibilità a guardare non solo dentro, ma anche fuori dal contesto del centro sociale.
Particolare significato assume questa linea di tendenza: molti punti di debolezza, o di scarsa importanza per il cluster 1 (circa la metà dei dirigenti), si rivelano invece come punti di forza per il cluster 2 (circa un terzo dei dirigenti). Questo riguarda soprattutto i seguenti ambiti: il ruolo pubblico dei centri sociali, la promozione del volontariato, l'attenzione ai nuovi target, la progettazione sociale partecipata.

Gli scenari di sviluppo dei Centri sociali

La ricerca si proponeva anche di rappresentare i possibili scenari futuri dei Centri sociali, attraverso l'identificazione delle vision prioritarie. Alcune parole stimolo (“Inclusione sociale e miglioramento delle relazioni”, “Agenzia di servizi”, “Promozione della partecipazione”, “Miglioramento della qualità della vita”) avevano la funzione da un lato di verificare la rilevanza di alcune vision rispetto alle altre, dall'altro di far emergere quali idee hanno i dirigenti sul futuro dei centri stessi.
Occorre sottolineare innanzitutto che questa parte del questionario è stata compilata solo dalla metà dei rispondenti, a testimonianza della scarsa propensione dei dirigenti a focalizzare la dimensione futura. Chi ha risposto ha privilegiato le seguenti tre parole stimolo: “inclusione sociale e miglioramento delle relazioni” (il 49%), “promozione della partecipazione” (il 47%) e “miglioramento della qualità della vita” (il 44%). Minore attenzione è stata data alla parola stimolo “agenzia di servizi” (il 34%).
In considerazione della rilevanza del gruppo di dirigenti che, come si è visto, hanno espresso maggiore capacità propositive ed innovative, si è cercato di verificare quale è la loro rappresentazione dei possibili scenari futuri.
Occorre innanzitutto sottolineare che tali dirigenti hanno espresso mediamente una maggior attenzione a questa parte del questionario con più alti tassi di compilazione; segno di un più elevato interesse per le prospettive future dei centri sociali. La parola stimolo che ha riscosso maggiore attenzione è stata “promozione della partecipazione” (con il 68%), seguono poi “inclusione sociale e miglioramento delle relazioni (con il 59%) e “miglioramento della qualità della vita” (con il 59%).
Si privilegia quindi una vision dei centri sociali che, puntando soprattutto a promuovere la partecipazione, si propone di 'guardare fuori'. Tale scenario futuro è particolarmente coerente con i punti di forza prioritari individuati da tali dirigenti: il ruolo pubblico dei centri sociali, la promozione del volontariato, l'attenzione a nuovi target, la progettazione sociale partecipata.

Valutazioni conclusive

I risultati dell'indagine fotografano una realtà associativa dei Centri sociali per molti aspetti stabile, ma che fa emergere anche importanti segnali di cambiamento. I principali punti di forza fanno riferimento a: la democrazia interna al Centro sociale, la sua funzione aggregativa, le sue risorse, e il rapporto con l'ente locale. Nella maggioranza dei casi viene data minore rilevanza agli ambiti di promozione per gli sviluppi futuri.
Occorre però sottolineare che emergono due tipologie di rispondenti: una che tende alla conservazione ed un'altra che guarda al futuro, al cambiamento ed ha un atteggiamento più propositivo.
E' proprio guardando al futuro che i dati scaturiti dalla ricerca possono fornire anche degli orientamenti operativi. Infatti, anche se con connotazioni diverse entrambi i gruppi di dirigenti sottolineano la centralità dei seguenti ambiti operativi: le iniziative per pubblicizzare e dare evidenza al ruolo dei centri sociali, le attività di promozione del volontariato e di coinvolgimento di nuovi volontari, lo sviluppo delle capacità di accogliere nuovi target, i corsi e gli eventi che facilitano la comunicazione fra anziani ed altri target, la programmazione/progettazione condivisa con altri enti territoriali.
Tali ambiti rappresentano in fondo delle modalità concrete per valorizzare, consolidare e dare continuità ad un patrimonio prezioso di esperienze, progetti e buone pratiche sociali, ma allo stesso tempo per rinnovarlo, per metterlo a disposizione di altri target, per recuperare nuove risorse, per sviluppare scenari innovativi che siano in grado di stare al passo con una società in forte cambiamento. In questo senso la vision indicata dalla componente propositiva ed innovativa dei dirigenti rappresenta un segnale forte che va recepito e valorizzato perché può orientare a costruire il futuro dei centri sociali. La promozione della partecipazione sembra appunto la 'chiave di volta' per aprirsi ulteriormente alla comunità, alle diverse categorie di cittadini, ai nuovi anziani, per rispondere ai loro bisogni, per valorizzare le loro risorse, ma anche per mettersi in rete con tutte le organizzazioni del territorio impegnate nel miglioramento della qualità della vita. E' proprio attraverso la promozione della partecipazione che i centri sociali possono rinnovare il loro rapporto con l'ente locale, contribuendo attivamente alla costruzione di un welfare di comunità.
A conclusione, è necessario sottolineare che la promozione della partecipazione rappresenta la 'strada maestra' per dare rilevanza e pieno significato ad altre importanti vision dei centri sociali messe in evidenza dalla ricerca. Questo significa valorizzare la capacità dei centri sociali di essere contesti di inclusione sociale e di miglioramento delle relazioni, affinché possano aprirsi ulteriormente a nuovi target, ricostruire legami sociali, sviluppare nuove forme per fare comunità. Significa inoltre mettere a disposizione dei cittadini delle agenzie di servizi che non eroghino solo prestazioni, ma attraverso le stesse creino opportunità di incontro fra le persone e sviluppino nuove connessioni comunitarie.

Biografia
Author: Walther Orsi
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