Il cambiamento demografico che ha determinato la cosiddetta "società dell invecchiamento", e' un fenomeno assolutamente unico nella storia dell'umanità':

la percentuale di persone di eta’ compresa tra i 60 anni ed oltre e' prevista raddoppiarsi tra il 2007 ed il 2050 ed il loro numero effettivo raggiungerà', a livello mondiale, i due miliardi entro il 2050 .

All'interno di tale crescita della popolazione anziana, particolare rilievo assumerà' la popolazione over 85 enne, il cui numero, nello stesso arco temporale compreso tra il 2007 e il 2050, quadruplichera' . Tale dinamica caratterizzera' tutti i paesi dell'OECD e la stessa Cina.

Venendo all'Europa, nel 2050 gli over 65 enni rappresenteranno ben il 29% della popolazione e la speranza di vita raggiungerà' gli 84 anni per gli uomini e gli 89 per le donne.

In italia, gli over 65 enni saranno, nel 2050 , addirittura il 40 % della popolazione.

Ne consegue senza ombra di dubbio, che le imprese dell'abbigliamento, ancora oggi molto focalizzate su un target di popolazione giovane o "giovanile", non potranno non valutare l'impatto economico del cambiamento demografico.

Un cambiamento che va di pari passo con il perdurare della crisi economica, con i consumi "tradizionali" che stanno spaventosamente diminuendo, con il consumo d'impulso che sta lasciando spazio ad un consumo riflessivo e funzionale, con la sostituzione dei prodotti sempre più' collegata al loro valore d'uso...

Insomma, una profonda trasformazione le cui caratteristiche stanno falcidiando le imprese, ma anche creando nuove opportunità'.

I trend demografici sopra riportati ci dicono che la popolazione anziana sarà' il motore di una trasformazione radicale nell'offerta di prodotti e di servizi.

Ma la popolazione anziana, accomunata da fattori anagrafici, e' fortemente differenziata al suo interno per fattori culturali, economici e, soprattutto in termini di stato di salute.

Se e' vero infatti che cresce il fenomeno dell'invecchiamento attivo, e' anche vero che l'aumento delle aspettative di vita si accompagna , statisticamente, ad un aumento del periodo della vita caratterizzato da un peggioramento dello stato di salute, dall'aumento dell'incidenza di patologie cronico-degenerative ed invalidanti , dal decadimento cognitivo.

Tutto ciò si collega a perdite di livelli di autonomia, al bisogno di supporto nelle funzioni di vita quotidiana e di forme di assistenza a lungo termine.

Sono attualmente circa 37 milioni i cittadini europei che soffrono di una forma di disabilita' di tipo motorio, mentale, di sensi quali la vista, l’udito…...

Un'enormità' di persone che comprende soprattutto anziani, ma anche giovani ed adulti che affrontano le grandi difficoltà' di non potere più' essere in grado di camminare, muoversi, vestirsi, alimentarsi, lavarsi:in sintesi di provvedere a se stessi per le funzioni di vita quotidiana.

In Italia sono circa 2 milioni e 600 .000 le persone con disabilita' accertata.

Ben una famiglia su dieci ha al suo interno almeno un componente con problemi di disabilita'.

Ed una recente ricerca effettuata nell'ambito del progetto europeo ANCIEN evidenzia che, tra le diverse funzioni di vita quotidiana sopra richiamate, quella rispetto alla quale maggiore e' il ricorso ad una forma di aiuto (familiari,assistenti familiari, operatori...) e' la vestizione.

Ma perché' questo? Perché' i capi di abbigliamento utilizzati non rispondono a requisiti funzionali essenziali per le persone non autosufficienti .

Ad esempio il loro indosso richiede movimenti degli arti impossibili per persone con disabilita' motoria, o hannp allacciature complesse come bottoni, cerniere impossibili da allacciare autonomamente da parte di persone colpite da ictus, pantaloni non funzionali ai bisogni di persone in carrozzina, materiali non rispondenti a bisogni di elasticità', di stabilita' termica., di semplice manutenzione........

E' necessario per gli utenti, ed e' un'opportunità' per i produttori, progettare un abbigliamento funzionale ad una crescente domanda di vestiario in grado di essere indossato e tolto con facilita', valorizzando le autonomie residue delle persone "disabili", mantenendo la loro dignità', dando possibilità' di scelta coerente con i codici estetici e culturali che costituiscono patrimonio individuale delle persone.

In primis, negli Stati Uniti ed in Canada si e' sviluppata un' industria che produce abbigliamento per "persone con bisogni particolari" .

Sono esempi importanti di una capacita" di coniugare il fare impresa con la capacita' di rispondere ad una domanda sociale ed etica.

Il progetto europeo Tags, che vede tra i suoi partner la cooperativa Anziani e non solo, mira alla definizione di un tessile e di un abbigliamento rispondente ai bisogni dell'invecchiamento

Il grande patrimonio di cultura estetica, tecnica, manifatturiera che caratterizza il tessile abbigliamento italiano può, e a mio parere deve essere, una base da cui partire per una diversificazione produttiva coerente con le grandi trasformazioni sociali connesse alla societa' dell'invecchiamento.

Realizzare un abbigliamento adattato alle esigenze di persone affette da patologie come ad esempio il Parkinson, le demenze, gli ictus....richiede che competenze assistenziali e sanitarie collaborino con modellisti, stilisti, progettisti....

In tale ambito, ad esempio, oggettive opportunità' possono avere imprese di distretti industriali come ad esempio quello tessile di Prato e quello dell'abbigliamento di Carpi, insediati in territori che hanno significativamente investito in servizi socio-sanitari per la domiciliarita' di persone non autosufficienti e che quindi hanno operatori professionali e familiari in grado di esplicitare bisogni e requisiti funzionali dei prodotti.

Tutto cio' mi porta a dire di che ci sono condizioni mature per offrire finalmente alle persona disabili e ai loro caregiver un futuro prossimo in cui potersi vestire con maggiore facilita' e dignita' contribuendo al contempo a sostenere imprese ad elevata sensibilita' e responsabilita' sociale.

Programmi, relazioni, eventi  e il video di saluto di Luciano Ligabue alle giornate del "Caregiverday" del 24/25 maggio a Carpi di cui si parla nell'ìarticolo sono consultabili al sito

http://www.caregiverday.it/