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Nel 2011 l’Istat ha condotto un’indagine sull’inclusione sociale presso la popolazione che nel 2005 aveva riferito difficoltà nelle funzioni motorie, sensoriali o nelle attività essenziali della vita quotidiana che risultano ancora presenti nel 2011.

 Si tratta di un campione di circa 4 milioni di persone di 11-87 anni delle quali il 62% sono donne e poco più della metà ha oltre 75 anni.

Per la prima volta l’Istat ha utilizzato strumenti di indagine volti ad implementare la nuova classificazione messa a punto dall’OMS nel 2001 per lo studio della disabilità, vale a dire l’ICF (International Classification of Functioning, Disability

E’ stato studiato il livello di inclusione sociale nel contesto lavorativo e sociale ponendo particolare attenzione alla presenza di fattori che ostacolano la partecipazione (limitazioni nelle possibilità di accesso al lavoro, limitazioni nella mobilità e  mancanza di adeguati sostegni).and Health) secondo la quale la disabilità non è più concepita esclusivamente come riduzione delle capacità funzionali, ma come la risultante dell’interazione tra condizioni di salute e fattori contestuali che possono comportare restrizioni alla partecipazione.

Per quanto riguarda il contesto lavorativo, i risultati dell’indagine mostrano uno svantaggio già osservando la quota di occupati, molto più bassa tra le persone con limitazioni di quella che si osserva nella popolazione complessiva sia per la fascia di età 15-64 anni (28% contro il 57%) che tra i 15-74 anni (16% contro il 50%). Le persone con problemi di salute e limitazioni funzionali escono precocemente dal mercato del lavoro.  Prima dei 65 anni si è ritirato dal lavoro il 43% delle persone con limitazioni funzionali contro una percentuale molto più bassa nella popolazione complessiva (7%). Le donne hanno una posizione molto più debole nel mondo del lavoro: tra i 15-74 anni lavora solo l’8% delle donne contro il 27% degli uomini. Specularmente, nella stessa fascia di età la quota di chi non lavora, non cerca lavoro e non ha mai lavorato, tra le donne è molto elevata (21,5%), mentre tra gli uomini è solo del 2,2%.

Anche guardando alla qualità della condizione lavorativa, in particolare allla possibilità di svolgere il tipo di lavoro che la persona desidererebbe svolgere e al numero di ore che potrebbe lavorare, appare rilevante l’impatto negativo delle condizioni di salute. Circa un quarto degli occupati con limitazioni funzionali (24,4%) riferisce di avere problemi nello svolgimento dell’attività lavorativa, per motivi di salute mentre l’11,7% lamenta la mancanza di offerta di modalità di lavoro flessibili (orario, telelavoro, possibilità di svolgere lavori meno faticosi).

Con l’indagine è stata posta attenzione anche alla possibilità di partecipare ad attività del tempo libero, dimensione particolarmente rilevante per una piena inclusione sociale delle persone con limitazioni funzionali, non studiata nell’ambito delle indagini sulla salute tradizionalmente deputate a fornire l’informazione ufficiale sulla prevalenza di problemi di salute, problemi funzionali e disabilità. In particolare sono state rilevate le informazioni sulle attività del tempo libero che comportano l’interazione con altre persone quali il recarsi a cinema, teatri, musei ed eventi culturali o di altro tipo, la possibilità di svolgere attività fisica o sportiva e la partecipazione alla vita religiosa

Si evidenzia come circa un milione di persone (26,5% del campione) abbia riferito che, per motivi di salute, ha difficoltà o restrizioni nello svolgere questo tipo di attività.

E’ analoga la quota di quanti riportano difficoltà ad avvalersi di internet, come strumento per comunicare con altri, informarsi o svolgere attività di vario tipo (acquisti, studio, ecc), pari al 24,6% della popolazione osservata.

E’ invece più elevata la percentuale di quanti riferiscono restrizioni nell’effettuare viaggi, attività molto impegnativia per le persone con limitazioni funzionali che, per spostarsi e accedere a luoghi di vacanza hanno bisogno di non essere ostacolati da barriere ambientali o di altro tipo e di fruire di facilitazioni e talvolta di assistenza. Il 45,8% delle persone di 15-87 anni con limitazioni funzionali (pari a 1 milione 526 mila persone) riferisce di avere difficoltà ad effettuare viaggi per vacanza a causa di problemi di salute. Per il 15,7% delle persone (circa 522 mila) la possibilità di fare viaggi  è ostacolata, oltre che da problemi di salute, anche dalla mancanza di assistenza da parte di una persona.

Le donne anziane sono svantaggiate rispetto agli uomini in tutte le dimensioni osservate. La quota di esse che ha limitazioni per motivi di salute a svolgere attività del tempo libero, utilizzare internet ed effettuare viaggi è sempre superiore a quella degli uomini sia tra i 65-74 anni che tra le molto anziane (75-87 anni).

Il livello di gravità delle limitazioni funzionali ha, come prevedibile, un forte impatto sulle restrizioni nelle attività considerate. Tra le persone con gravi limitazioni funzionali la percentuale di coloro che hanno difficoltà, per motivi di salute, ad utilizzare internet è pari al 36,3%, una percentuale di oltre tre volte quella osservata tra le persone con lievi limitazioni funzionali (11,9%). Uno stacco rilevante si evidenzia anche per le limitazioni nel tempo libero (34,5% di quanti hanno limitazioni funzionali gravi contro il 17,9% di coloro che hanno limitazioni funzionali lievi) e nel viaggiare (rispettivamente il 61,9% e il 32,3%).

Fra gli anziani la scarsa disponibilità di risorse economiche è associata ad una maggiore presenza di restrizioni nel tempo libero, nell’uso di internet e nei viaggi. Fra queste persone la quota di quanti hanno restrizioni ad utilizzare internet e a partecipare ad attività del tempo libero è circa il 30% mentre tra gli anziani che godono di una posizione economica soddisfacente la quota di quanti  riferiscono queste difficoltà è circa il 20%. Per quanto riguarda la possibilità di effettuare viaggi per motivi di vacanza, riferisce di avere limitazioni il 58,6% degli anziani che hanno cattive condizioni economiche contro il 42,7% di chi dichiara di disporre di risorse economiche ottime o adeguate.

Circa un quarto delle persone con limitazioni di 15-87 anni (25,3% pari a 972 mila persone) dichiara di non uscire di casa tanto spesso quanto vorrebbe per motivi di salute. Tra gli anziani la quota saler al 27,9% contro il 18,2% delle persone fino ai 64 anni. Anche per la mobilità si osserva uno svantaggio femminile. Tra le donne la percentuale di quante hanno problemi ad uscire di casa è più elevata rispetto agli uomini della stessa fascia di età, sia per le giovani adulte (23,1% contro il 12,5%) che per le anziane (33,5% contro il 17,5%). Oltre la metà di quanti dichiarano di non uscire di casa tanto spesso quanto vorrebbero per motivi di salute (circa 500 mila individui pari al 13,0% del collettivo) riferisce che tali difficoltà sono da attribuire anche alla mancanza di assistenza o di supporti per la mobilità.

Anche la possibilità di spostarsi utilizzando un proprio mezzo di trasporto è significativamente compromessa per le persone con limitazioni funzionali. Circa 370 mila persone, il 14,1% di quanti riferiscono di avere a disposizione un veicolo, dichiarano di non avere la possibilità di usarlo quanto vorrebbero per motivi di salute con uno svantaggio per le donne anziane.

Un altro aspetto indagato che ha grande rilievo per le persone che hanno problemi motori o altro tipo di limitazioni, è quello dell’accessibilità, peraltro particolarmente problematico nel contesto italiano. Quasi 1 milione e mezzo di persone, pari al 38,4% del collettivo, riferiscono che, per mancanza di supporti o di assistenza da parte di una persona, hanno difficoltà nell’accedere ad edifici nei quali si recano e ad utilizzarne i servizi, con un picco del 44,1% tra le donne anziane di 65-87 anni e del 56,4% tra chi ha gravi limitazioni funzionali.

Guardando al livello di sostegno di cui fruiscono le persone con limitazioni funzionali, emerge la presenza di una quota di persone che non è supportato né con assistenza sanitaria a domicilio né con aiuti non sanitari prestati da familiari o altre persone (16,9%), benchè abbia gravi (6,6%) o lievi limitazioni funzionali (31,8%).

Fruiscono in misura maggiore sia di aiuti che di assistenza sanitaria le persone anziane (22,5% contro l’11,1% delle persone di 11-64 anni) e quanti hanno gravi limitazioni funzionali (28,8% contro il 6,8% di quanti hanno limitazioni funzionali lievi).

Anche tra chi ha problemi di salute mentale è più elevata, rispetto alle persone che non hanno patologie mentali, la quota di coloro che fruiscono sia di assistenza sanitaria che di aiuti (25,5% contro il 16,1%).