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Sono andata in pensione dopo trent' anni di insegnamento, per le condizioni di salute di un familiare che aveva bisogno di assistenza. Questo ha fatto sì che i primi tempi mi sentissi sì sollevata dalla fatica di far coesistere impegni lavorativi e impegni di famiglia, ma anche un po' messa “in ripostiglio”. 

In quel periodo poi i miei figli si erano allontanati da casa: una in Inghilterra, una sposata in Emilia e l' ultimo era andato a vivere per conto suo.

Avevo poche occasioni di incontrare gente e allora quel computer che avevo in casa da anni , ma che avevo usato solo come macchina da scrivere, mi rivelò le sue prime meraviglie: potevo inviare e.mail ai miei figli e averne notizie ogni giorno senza spendere tanti soldi per il telefono.

Poi mio figlio mi installò anche il programma per telefonare via computer con annessa telecamera e potevo cantar la ninna-nanna ai miei nipotini la sera e vederli addormentarsi.

Ma ancora non osavo andare oltre: internet mi faceva paura; poi stando a casa di mia figlia in occasione della nascita del mio ultimo nipotino ebbi modo di vedere quanti problemi lei poteva risolvere usando internet e a dire il vero non sembrava poi così difficile...

Fu così che tornata a casa cominciai a navigare sulla rete e a provare la soddisfazione di trovare soluzione ai problemi più impensati: un giorno di neve ci accorgemmo che la batteria delll' auto era scarica: avremmo dovuto chiamare un meccanico a casa e chissà se sarebbe venuto...

Guardando su internet trovammo le istruzioni ed eseguimmo, mio marito ed io, la sostituzione con una batteria nuova comprata al negozio vicino a casa.

Provai a collegarmi coi siti dei maggiori quotidiani: avevo sotto mano ad ogni momento tutte le notizie aggiornate e cominciai a commentarle ..

Volevo cucinare una ricetta nuova o non ricordavo bene la preparazione di una certa pietanza? Bastavano pochi clic e avevo ciò che mi serviva.

Un giorno capitai in un sito che portava in alto una scritta: apri un blog in tre mosse.... Cos' era un blog.... mi informai e poi ci provai.... Le prime volte mi sentivo un po' imbarazzata a scrivere: chissà come mi avrebbero preso in giro quelli a cui fosse capitato di leggere i miei post ! E poi a chi poteva interessare ciò che io scrivevo? Ciononostante la curiosità era troppo forte e ci provai...nessuno rise di me.... vennero i primi commenti , anche le prime critiche... ma in fondo che cosa era importante per me? Avere un modoper stare in contatto col mondo anche stando in casa mia ad accudire chi aveva bisogno di me. ...E poi c' erano i figli lontani: avrei potuto farmi conoscere meglio anche da loro … e i nipotini ? Era una gioia per me, che ne seguivo per lo più da lontano la crescita, poter raccontare le loro piccole conquiste e le loro marachelle: era un po' come sentirmeli accanto mentre scrivevo....e il nome del blog fu ispirato proprio dalle iniziali dei loro nomi ELDAS (Elisa, Davide, Samuele).

Cominciai anche a raccontare episodi della mia infanzia, come la mietitura, la spigolatura, la vendemmia, il bucato a mano in cortile, ricordi della mia vita di insegnante e questo fece sì che alcuni si interessassero al mio blog.

Il più delle volte però scrivevo per commentare i fatti del giorno e a poco a poco vennero altri a leggere e a commentare : a poco a poco cominciai a sentirli amici anche senza averli mai visti: i nostri pensieri si incontravano e si confrontavano serenamente e democraticamente : ci arrabbiavamo per gli stessi soprusi e per le stesse ingiustizie, anche se le nostre simpatie politiche non erano proprio le stesse; ci divertivamo a scherzare tra di noi; erano persone di età diverse e così c' era anche la possibilità di capire meglio le difficoltà dei giovani in questo nostro mondo così ostile alle nuove generazioni.

Il blog era ed è collegato a un gruppo che si occupa prevalentemente di politica e qualcuno mal sopportava che arrivassero tra i post anche quelli che riguardavano episodi di vita familiare o comunque non in tema, tanto che fui accusata di essere un troll (un disturbatore sottofalsa identità).

Per questo mio figlio mi aprì un secondo blog in cui potevo più liberamente scrivere tutto ciò che mi andava di scrivere e fu così che nacque www.nonnaonline.it.

Ora continuo ad aggiornare entrambi i blog e li ho collegati con facebook e con altri social network. In questo modo contribuisco a diffondere notizie riguardanti iniziative a cui magari non posso partecipare, ma di cui condivido le finalità. Su facebook ho aderito a gruppi diversi che si occupano di politica, di ambiente, di diritti delle donne : partecipo alle discussioni e diffondo le notizie più importanti. Un gruppo in particolare  mi ha coinvolto; si chiama "Quando ero piccolo.." . Ormai siamo più di duemila membri e molti di noi hanno donato il racconto di loro ricordi d' infanzia ed è così che si è arrivati alla pubblicazione di due volumi il cui ricavato va a beneficio di una Onlus , Annulliamo la distanza, che a sua volta sostiene i medici del Rizzoli di Bologna nelle loro trasferte in Eritrea  per aiutare I bambini bisognosi di interventi ortopedici.

Raccontare della propria infanzia è una gioia e sapendo che ciò può aiutare qualche bambino ad avere una difficoltà in meno ad affrontare la sua vita, la gioia è ancora più grande.

Da un anno sono rimasta sola e siccome ho provato la difficoltà di crescere i miei tre figli senza avere l' appoggio di nessuno perchè la mia famiglia era lontana, mi tengo a disposizione delle mie figlie e vado ora dall' una, ora dall' altra per aiutarle quando i bambini devono stare a casa da scuola o sono malati e quindi sono sempre con la valigia pronta.

Vorrei riuscire col tempo ad inserirmi in attività di volontariato e preferirei dedicarmi all' insegnamento della lingua italiana alle giovani donne immigrate. Per ora però la mia disponibilità sarebbe troppo discontinua e incompatibile con un impegno di quel genere.