Progetto 2018
Diritti in Movimento” - PAOLO CENDON *

GENERALITÀ

Prende il via quest’estate 2018, come preannunciato nei mesi scorsi, un "Movimento" che mira a occuparsi organicamente dei diritti delle persone fragili. E’ un progetto (apartitico) volto a rimettere il "diritto civile" al centro degli interessi, della discussione politica, del metodo di lavoro: se è vero che sempre più la vulnerabilità - da cui tanti momenti della nostra vita sono contrassegnati - richiede parole di prossimità, confidenza, interscambio

Ci si propone, in particolare, di analizzare la frontiera dei diritti soggettivi secondo un taglio ispirato alla franchezza, al realismo: con particolare attenzione per i motivi della quotidianità, dell’effettività. La condizione umana – si tratti di maschi, di femmine, di bambini - appare in effetti costellata da passaggi ‘dinamico-relazionali’ e da momenti ‘statico-solitari’: neo-posizioni da rifinire tutte, allora, su ambedue i versanti: la piazza e il "buen retiro", il dentro e il fuori, il sole e l’ombra, gli strepiti e i ronzii nostalgici, più appartati.

No comunque a un’ottica di tipo paternalistico, commiseratorio, per il giurista. Piuttosto un registro ‘promozionale’, che esalti sempre la freschezza partecipativa, la fertilità individuale dei più deboli. In gioco c’è la ‘qualità di vita’ di ‘ciascuno di loro’, di ‘ognuno di noi’: casa, lavoro, affetti, reddito, territorio, pensione, salute, assistenza, scuola, cultura, servizi, legami sociali, ambiente, tempo libero.


OBIETTIVI DI LAVORO

(a) Piano legislativo-amministrativo: l’obiettivo è in concreto: 1) giungere alla messa a punto, e al sostegno parlamentare, di riforme utili sui piani della fragilità:; 2) elaborare soluzioni territoriali che siano adottabili dagli Enti locali, dai Comuni, dalle Regioni; 3) chiedersi in quali termini riformare leggi mal riuscite, o solo parzialmente buone, rispetto ai nodi del disagio; 4) saggiare la possibilità di un ‘settimo libro del codice civile’ dedicato al diritto e alla fragilità; 5) verificare le chances di riforma del primo libro del c.c., per dispiegare il ‘grande cielo’ delle protezioni in maniera esaustiva, portando le buone pratiche nel diritto vivente.

(b) Piano scientifico–culturale–mondano: sarà importante promuovere – sulle voci dell’esclusione sociale, del “non farcela” - convegni e seminari, tavole rotonde, linee di ricerca, eventuali mostre, e perché no spettacoli, occasioni di incontro, presentazione di libri, contatti con altri enti di ricerca, in Italia e all’estero; avviare momenti di discussione con le Università, con la Pubblica Amministrazione, con il terzo settore, con le famiglie, col volontariato: attivare pubblicazioni di vario respiro nei settori interessati.

(c) Riscontro/documentazione di disfunzioni territoriali: sarà opportuno - pur con ogni prudenza - segnalare nella pagina Facebook del Movimento (infra) i casi in cui, a livello locale, è palese che le cose “non stanno andando come dovrebbero": scuole pericolanti, centri di salute mentale che non fanno abbastanza, consumatori maltrattati, ospedali in tilt, sindaci indifferenti ai disguidi, case di riposo in cui si legano gli ospiti, devastazioni ambientali, asili o nidi malconci, badanti che approfittano della situazione, istituzioni in affanno, abbandoni istituzionali, barriere architettoniche assurde, fabbriche che inquinano in modo spropositato, ruberie, nepotismi, servizi sociali neghittosi, parchi con le siringhe, carceri sovraffollate, prepotenti di quartiere senza controllo.

(d) Piano battagliero: nella misura del possibile, secondo le forze che avremo, faremo ‘in loco’ le battaglie utili a far emergere e a cancellare i soprusi o le disfunzioni che non ci piacciono: fosse pure soltanto con delle lettere ai giornali locali, delle segnalazioni specifiche ai potenti di turno, delle notizie fornite alle radio e Tv locali, delle manifestazioni apposite su quel certo evento, e dove ce la faremo con iniziative legali vere e proprie;

(e) Segnalazione di esperienze che rincuorano: sempre a livello locale dovremo parlare in Fb - raccontando magari storie di vita vissuta - anche di chi fa il proprio dovere, dei maestri che si prodigano, dei medici generosi, degli assessori lungimiranti, dei sacerdoti limpidi e altruisti, delle buone pratiche, dei laboratori fecondi, di tutto ciò che in quel certo contesto emana efficienza, intelligenza, per il proprio lavoro, amore per il prossimo.

(f) Piano linguistico/comunicativo: dobbiamo studiare-capire verso che tipo di linguaggio “si sta andando - si dovrebbe andare” - in ambito ‘debolologico’.
Ad esempio, in che modo si esprimeva fino a ieri il legislatore, e come tende a parlare oggi; quale lessico internazionale sta montando, fiorendo (Onu, Europa); che terminologie usano attualmente i nuovi gruppi pensanti, gli interstizi, le eccellenze; quali sono i verbi e sostantivi delle discipline competenti, i lemmi dei social emergenti, delle nicchie più creative.
Domandarsi anche cosa possono insegnare - al mondo del diritto - altri ambiti: cinema, letteratura, arte, filosofia, mondo “psi”, sociologia, economia, il resto dei comparti extragiuridici.


PROPOSTE TEMATICHE

 I - PROGETTO DI VITA: rappresenta il nucleo semantico-concettuale, il DNA stesso, dello spirito del neo-Movimento.
Col ‘Progetto di Vita’ si vuole, in sostanza, dare risposta alle necessità e ai desideri (magari occulti, invisibili) di una persona malestante, con seri deficit, priva del focolare domestico; risposta che strumenti come quello del Trust, dei Contratti di affidamento, dei Patrimoni vincolati, ex l. 112 del 2016, non forniscono (va sottolineato) in maniera adeguata: stante l’impostazione tutta economicistica, an-esistenziale, di cui risente quella legge.
Il Progetto di Vita deve consentire alla persona in difficoltà di godere - pur dopo il venir meno dell’architrave familiare - di atmosfere e di cure ben calibrate sull’attuazione dei suoi sogni, sul presidio delle sue esigenze.
Anche dei ‘doveri’ di una persona fragile andrà tenuto conto, beninteso, parlando con lei: “Non chiederti cosa possiamo fare noi per te ... domandati invece …”:
Nel frattempo alcuni Comuni italiani si stanno muovendo - ricordiamo – sul loro territorio, per realizzare il progetto. L’ufficio di Stato civile, tramite lo sportello dell’Anagrafe, diventa allora il riferimento per avere informazioni, assistenza, in vista della predisposizione del progetto di vita.
Si tratta di una sfida fondamentale anche per valorizzare la figura dell’amministratore di sostegno, nella gestione delle istanze del beneficiario.

 II - ABROGAZIONE DELL’INTERDIZIONE E DELL’INABILITAZIONE: Proposta di legge n. 1985, presentata alla Camera il 23 gennaio 2014, in tema di "Modifiche al codice civile e alle disposizioni per la sua attuazione, concernenti il rafforzamento dell’amministrazione di sostegno e la soppressione degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione".
Una battaglia sempre più attuale, anche per dare ulteriore senso al Progetto di Vita.
Se la ‘singolarità/inconfondibilità esistenziale’ è il tratto caratterizzante di ogni essere (a maggior ragione di una persona zoppicante, esclusa), ebbene, non possono essere legittimi nel 2018 strumenti di omogeneizzazione, di tabula rasa, nel nome della incapacità.
“Nessuno muore così povero da non lasciare nulla in eredità”, in questa frase, lasciataci da Pascal, si deve trovare la forza per affermare che nessuno muore totalmente sterile, alienato: perché la vita, anche nel suo ultimo respiro, è sempre in grado di raccogliere-suggerire desideri.
Si tratta di una battaglia contro uno stigma invalidante, arcaico, in un paese per tanti versi ‘evoluto’ come il nostro.

 III - DIRITTO ALLA “COAZIONE BENEVOLA”, il diritto cioè di chi sta male - di chi non ragiona in modo adeguato, al momento, di chi è 'borderline', di chi sta per fare delle sciocchezze - a essere fermato, guidato, arginato provvisoriamente: affinché non commetta qualcosa di irreparabile, contro se stesso o contro altri.
Può diventare un progetto di legge il tentativo di ritoccare, o quantomeno integrare, l’istituto del Trattamento Sanitario Obbligatori (TSO); introducendo un piano di trattamento vincolante a favore di esseri affetti da disturbi gravi o persistenti, valorizzando a tal fine l’apporto del Giudice tutelare e il supporto dell’amministratore di sostegno,

IV - CAREGIVER FAMILIARE. La mancata approvazione della legge sul Care-giver familiare è da annoverarsi tra le occasioni perse dell’ultima legislatura. Appare comunque probabile, a breve, una riproposizione e un positivo approdo.
Esiste già la legge dell’Emilia– Romagna, prima Regione a munirsene fin dal 2014, che così inquadra l’istituto: “Il caregiver familiare è la persona che, in modo gratuito e responsabile, si prende cura di una persona cara consenziente, in condizioni di non autosufficienza o comunque di necessità di ausilio di lunga durata, non in grado di prendersi cura di sé”.

V - LINEE GUIDA SULL’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO. Costituiscono una risorsa preziosa per chiunque voglia capire cos’è l’amministrazione di sostegno e, soprattutto, quali sono le declinazioni concrete dell’istituto.
Rispetto al progetto di vita, all’abrogazione dell’interdizione e alla riforma del TSO, la figura in questione diventa sempre più centrale.
Integrabili con un lavoro corale, per possibili implementazioni, le Linee guida devono diventare uno strumento da far conoscere in misura crescente, grazie all’apposito sito, anche presso i Tribunali.


VI - NUOVI DIRITTI PER ANZIANI. La fragilità non deriva solo da elementi sociali o psicofisici, può manifestarsi anche in ragione dell’età della persona.
Gli anziani attraversano una fase che li espone talvolta, inevitabilmente, a insidie relative - solo per citarne alcune - alla manifestazione di volontà, all’autodeterminazione, al diritto al sostegno e alla libertà di scelta.
Il nostro Movimento, in collaborazione con l’associazione “Anziani terzo millennio”, di Trieste, organizzerà approfondimenti, tramite convegni e tavole rotonde, per rafforzare la portata di diritti già esistenti, per elaborare nuove proposte. Si tratta di valorizzare la “capacità di parola” degli anziani, rispettando sempre la loro dimensione lieve, ‘statico-solitaria’.

VII – ALTRE TEMATICHE ‘NOSTRE’. La famiglia in crisi, le disfunzioni della giustizia, i nuovi diversi-emarginati, il danno biologico, esistenziale, morale, i minori abbandonati, le disposizioni anticipate di trattamento, i danni ai consumatori (banche, trasporti, telefoni …), gli illeciti nel mondo del lavoro, l’alienazione parentale, i danni endo ed eso-familiari, la medicina umanitaria, il consenso informato, l’inquinamento, il bullismo, il diritto di non soffrire, il suicidio, l’interruzione di gravidanza, il collocamento obbligatorio, la sovranità negoziale dei fragili, i danni punitivi, i soprusi della pubblica amministrazione, e così via.



INDICAZIONI ORGANIZZATIVE

(*) Ci saranno Sezioni territoriali (sia regionali che cittadine) del movimento: per saperne di più - per segnalare proprie disponibilità a collaborare - scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
Ci sarà un Responsabile per ciascuna Regione, magari a rotazione; tanti affiliati e collaboratori, distribuiti per città singole.
Tutte le persone di buona volontà saranno invitate e ben accette.
Obiettivi fondamentali, come s’è detto: battaglie locali verso nuovi modelli organizzativi-amministrativi, magari in vista di neo-leggi regionali; scambio costruttivo con assessori e funzionari, servizi, dirigenti locali di scuole, tribunali, ospedali, prefetture, questure, istituti rieducativi, carceri, uffici, ospizi, dipartimenti vari, etc.
La segnalazione, magari con video;
\\\ sia di realtà territoriali consolanti, meritevoli, esemplari,
\\\ sia di cose, soluzioni e prassi che in concreto non funzionano; segnalazione sempre fatta con cautela, saggezza, tale comunque da diventare una ‘spina’ nel fianco di ogni disfunzione-cialtroneria (colpevole di far soffrire, in loco, persone non in grado di difendersi).

(§) Strumenti strettamente collegati al Movimento: il sito ‘Persona e danno’, le ‘Linee Guida AdS’, ‘Anziani Terzo millennio’.
Collaborazione massima con tutti i gruppi, le realtà, le grandi e piccole associazioni o fondazioni che si occupano, magari a livello non giuridico, nazionale o locale, di soggetti fragili.

(#) Snodo strategico-comunicativo del nostro gruppo sarà la pagina “Diritti in movimento” di Facebook, pagina che vedrà la luce prossimamente: l’account per pubblicare verrà riconosciuto ad alcuni collaboratori-amministratori, direi a tutti quelli dello staff centrale, nonché ai responsabili regionali e cittadini.
Metteremo in rete tutto quanto è utile, culturalmente-politicamente: sarà un misto fra un luogo di notizie, un’enciclopedia, un libro dei sogni, un quaderno di informazioni pratiche, di indirizzi dove si risolvono i problemi (facendo attenzione); un serbatoio di link interessanti, un commando di guerrieri equilibrati, una riflessione sui diritti da promuovere, una congettura sui neo-linguaggi.
Ci saranno, direi, poche foto di rose rosse, di tramonti sul mare, no direi a ricette di budini, complimenti personali, piatti di melanzane, immagini di animali affettuosi, cuori trafitti dei Gesù, auguri di compleanni.
Sì invece a schegge di saggezza confuciana, a flash autobiografici istruttivi, a notizie di battaglie intraprese, a cose divertenti, a polemiche costruttive, a storielle istruttive, a citazioni edificanti, sì a un po’ di Linus e Mafalda, testi di legge nuovi, documenti preziosi, notizie utili dall’estero, sì appunto a video e rendiconti di cose che non funzionano in loco, sì a tutto il resto che potete immaginare in una pagina web seria, di lavoro, di passione, di battaglia.
Non faremo - direi - pubblicità a studi, a professionisti sparsi, a negozi singoli che ce lo chiedono. Magari una buona pubblicità seria, professionale, , più avanti … ne parleremo.

(+) Introdurremo subito nel nostro impianto-archivio strategico, direi, delle ‘Sezioni tematicamente specializzate’, con ‘specialisti nostri’ dei vari rami: dei piccoli ministeri-dipartimenti di esperti. In grado di intervenire autorevolmente, quando occorra, sulle varie questioni, portando il nostro punto di vista: problemi di famiglia, di disabilità, di danni, di minori, di bioetica, di condominio, e così via.

(&) Dovremo stare attenti a gestire/evitare i ‘Conflitti di interessi’, che danneggerebbero la nostra immagine: tendenzialmente “pura, donchisciottesca, francescana”.
Il ruolo del movimento è in effetti di tipo non profit.
Però se una certa battaglia ideale viene condotta in loco da uno o due avvocati, per esempio, non dobbiamo proibire loro di occuparsi poi del caso a livello professionale: idem per i medici, per i commercialisti, per gli psicologi, etc.
La cosa sarà sempre possibile, l’offerta di assistenza professionale legittima: non dovranno nascere però, direi, accaparramenti, esagerazioni, sfruttamenti eccessivi di quella faccenda a fini di lucro.
Insomma stile, eleganza, autocontrollo, senso delle proporzioni; mai “usare” cinicamente il Movimento per ‘fare affari alla grande’.

*L'annuncio della nascita di questo "movimento" era stata annunciata dal professor Paolo Cendon nell'intervista rilasciata a Perlungavita.it nell'aggiornamento di giugno 

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